Andreola, più trasparenza in etichetta

Andreola, più trasparenza in etichetta

IN BREVE
  • Andreola introduce nuove etichette per la linea Valdobbiadene DOCG con la dicitura “ottenuto senza pratiche di chiarifica” a partire dalla vendemmia 2026.
  • Dirupo Valdobbiadene DOCG riporterà il numero dell’assemblaggio, facilitando l’identificazione delle diverse edizioni della cuvée.
  • La scelta mira a migliorare la trasparenza e a fornire ai consumatori informazioni preziose sul processo produttivo e sulle tecniche enologiche.
  • L’assenza di chiarifica preserva l’integrità del vino e le caratteristiche delle uve, riflettendo un approccio enologico consapevole.
  • Queste modifiche rappresentano un passo verso una maggiore fiducia tra l’azienda e i consumatori, raccontando con chiarezza il lavoro svolto in cantina.

Andreola introduce nuove informazioni in etichetta a partire dalle bottiglie della vendemmia 2026. La novità riguarda l’intera linea Valdobbiadene DOCG, sulla quale comparirà la dicitura «ottenuto senza pratiche di chiarifica», e Dirupo Valdobbiadene DOCG, che riporterà anche il numero dell’assemblaggio. L’iniziativa punta a rendere più accessibili al consumatore alcune informazioni sul processo produttivo e sulle scelte enologiche dell’azienda. Due indicazioni che, secondo Andreola, possono contribuire a rendere più riconoscibile lo stile della cantina e a seguire la sua evoluzione nel tempo.

«Il mercato oggi offre una scelta enorme e non è sempre facile districarsi tra le tante proposte. Per questo abbiamo deciso di aggiungere in etichetta due informazioni importanti: la dicitura “ottenuto senza pratiche di chiarifica” su tutti i nostri Valdobbiadene DOCG e il numero dell’assemblaggio su Dirupo, una delle nostre etichette più conosciute. Per noi è una questione di rispetto verso chi acquista. Dare al consumatore più elementi per orientarsi significa permettergli di scegliere con maggiore chiarezza e di riconoscere nel tempo lo stile Andreola, annata dopo annata. È un passo che rafforza il rapporto di fiducia con chi sceglie i nostri vini e che racconta con onestà il lavoro che facciamo dalla vigna alla bottiglia», dichiara Stefano Pola, proprietario di Andreola.

VALDOBBIADENE DOCG, LA SCELTA DI NON RICORRERE ALLA CHIARIFICA

La prima novità riguarda tutta la linea Valdobbiadene DOCG. Le nuove etichette riporteranno la dicitura «ottenuto senza pratiche di chiarifica», rendendo esplicita una scelta tecnica adottata dall’azienda.

La chiarifica è una pratica enologica utilizzata per favorire la limpidezza del vino attraverso la rimozione di particelle in sospensione. La sua assenza indica una precisa impostazione produttiva, che Andreola riconduce alla volontà di preservare l’integrità del vino e le caratteristiche delle uve.

La scelta di comunicare questa informazione direttamente in etichetta risponde anche a una domanda di maggiore conoscenza da parte dei consumatori, interessati non soltanto alla provenienza delle uve, ma anche alle tecniche utilizzate in cantina.

DIRUPO, IL NUMERO DELL’ASSEMBLAGGIO RACCONTA LA STORIA DELLA CUVÉE

La seconda novità riguarda Dirupo Valdobbiadene DOCG, una delle etichette più conosciute di Andreola. Sulla bottiglia comparirà il numero dell’assemblaggio, un riferimento che permetterà di identificare le diverse edizioni della cuvée.

Il blend nasce dall’unione di vini base provenienti da zone differenti, ottenuti da parcelle e annate diverse. La loro selezione rappresenta uno dei passaggi centrali del lavoro enologico: l’obiettivo è trovare un equilibrio tra le caratteristiche delle singole componenti e il profilo stilistico che l’azienda intende mantenere.

La numerazione partirà dalla prima edizione di Dirupo, etichetta con cui è nata Andreola. Sarà quindi possibile ricostruire, attraverso le bottiglie, la storia della cuvée e dell’azienda, seguendone le diverse edizioni. Un’informazione che rende più leggibile anche il lavoro di selezione e composizione svolto in cantina, normalmente poco visibile a chi acquista una bottiglia.

LA TRASPARENZA SECONDO L’ENOLOGO MIRCO BALLIANA

La decisione ha anche una precisa motivazione tecnica. Non ricorrere a pratiche di chiarifica sull’intera linea Valdobbiadene DOCG e identificare gli assemblaggi di Dirupo significa rendere pubbliche due scelte che caratterizzano il lavoro enologico della cantina.

«Dal punto di vista tecnico, questa decisione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di trasparenza che Andreola porta avanti da anni. Non ricorrere a pratiche di chiarifica su nessun Valdobbiadene DOCG della nostra linea significa preservare l’integrità del vino fin dall’origine, lasciando che esprima con autenticità le caratteristiche dell’uva e del territorio. A questo si aggiunge il numero dell’assemblaggio su Dirupo, che permette di contestualizzare meglio la cuvée e di coglierne l’evoluzione nel tempo. È un approccio ancora poco diffuso che avvicina il consumatore al lavoro svolto in cantina e rende più leggibile il percorso che porta il vino dalla vigna al bicchiere», spiega Mirco Balliana, enologo di Andreola.

Le nuove etichette saranno introdotte con la vendemmia 2026. Per Andreola, l’obiettivo è portare in bottiglia informazioni che appartengono al processo produttivo, ma che raramente trovano spazio nella comunicazione rivolta al consumatore. La trasparenza diventa così anche uno strumento per raccontare l’identità enologica dell’azienda e la continuità del suo lavoro nel Valdobbiadene DOCG.

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