Vino sloveno, la Štajerska cambia più rossi, spumanti e Riesling italico

Vino sloveno, in Štajerska più Riesling italico, spumanti e rossi

IN BREVE
  • La Štajerska Slovenia è nota per i suoi vini bianchi. In crescita la popolarità di Riesling Italico (Laški Rizling), Pinot Nero e Blaufränkisch.
  • Maribor, riconosciuta come una delle Best Wine Capitals in Europe 2026, rappresenta un centro vitivinicolo importante, collegando la vita urbana al vino.
  • Il territorio presenta un legame unico tra freschezza climatica e varietà, con un focus predominante sui vitigni a bacca bianca.
  • Il cambiamento climatico sta complicando la produzione di vini dolci, storicamente importanti per la Štajerska Slovenia.
  • La spumantistica locale ha origini storiche e si sta affermando come una frontiera del settore, con cantine come Radgonske Gorice e Puklavec Family Wines.

La Štajerska Slovenija (Stiria slovena) resta una terra di vini bianchi, con il Riesling Italico (Laški Rizling) sempre più in spolvero, ma il suo panorama produttivo si sta allargando. Pinot Nero e Blaufränkisch guadagnano spazio, mentre sempre più cantine affiancano gli spumanti ai vini fermi. I vini dolci, protagonisti della tradizione locale, incontrano invece difficoltà crescenti.

La maturazione anticipata delle uve complica le raccolte tardive e si somma a un interesse dei consumatori per la tipologia più contenuto rispetto al passato. Il punto di partenza per conoscere questa parte della Slovenia è Maribor. La città si è collocata prima, davanti a Bordeaux e Porto, nella classifica «Best Wine Capitals in Europe 2026» della piattaforma turistica European Best Destinations.

MARIBOR, UNA CITTÀ CHE VIVE IL VINO

Il legame tra Maribor e il vino si riconosce nella vita quotidiana. Nei wine bar del centro, nei ristoranti, nelle colline vitate che si affacciano sulla città. Una continuità tra paesaggio e consumo che rende il vino parte dell’identità urbana. Il simbolo più conosciuto è la vite più antica del mondo, la Stara Trta, ancora produttiva.

Si tratta di una pianta di oltre 450 anni della varietà Žametovka (Modra Kavčina), messa a dimora durante l’assedio dei Turchi, nel Medioevo. Se ne ricava un nettare preziosissimo – solo un centinaio di bottiglie da 2 decilitri – utilizzato come come omaggio di rappresentanza per le visite ufficiali e i grandi della Terra.

Ma la cultura enologica di Maribor comprende anche un’offerta contemporanea di locali e degustazioni, collegata alle cantine della Štajerska Slovenija, il più grande distretto vitivinicolo del Paese.

IL CLIMA TRA POHORJE E PIANURA PANNONICA

Due elementi geografici aiutano a leggere il territorio. Da ovest, il massiccio del Pohorje, all’estremità del sistema alpino, contribuisce alla freschezza del clima. Da est arriva l’influenza più calda della Pianura Pannonica. La vicinanza al Pohorje caratterizza le aree più fresche attorno a Maribor. Spostandosi verso est, cambia il peso delle due influenze.

È una delle chiavi per comprendere le differenze tra i vini della regione, insieme alle esposizioni e alla conformazione delle colline. Nelle cronache internazionali, il repertorio produttivo richiama spesso, per varietà e tipologie, quello dell’Alsazia e dell’Alto Adige. I vini bianchi della Štajerska tendono però a esprimere un corpo più leggero rispetto a quelli alsaziani e altoatesini.

BIANCHI DOMINANTI, ROSSI IN AUMENTO

La vocazione resta, di fatto, nettamente bianca. Le stime illustrate dal massimo esperto nazionale sloveno, Robert Gorjak, indicano un rapporto di circa 93% di vitigni a bacca bianca e 7% a bacca nera, rispetto al precedente equilibrio di 97% e 3%.Tra le uve che contribuiscono al profilo regionale figurano Furmint, chiamato localmente Šipon, Welschriesling, Sauvignon Blanc, Chardonnay e Riesling.

Sul fronte dei rossi, l’attenzione si concentra su Pinot Nero e Blaufränkisch, con ottimi risultati. Sono varietà presenti da tempo, alle quali i produttori stanno dedicando più spazio anche per rispondere alla domanda della ristorazione locale. La crescita dei rossi si inserisce dunque in un territorio che conserva una forte specializzazione nei bianchi che si nota – per certi versi – anche nella “mano” dei produttori della zona sui vini da Pinot Noir e Blaufränkisch.

DAI MONOVITIGNO AI NUOVI ASSEMBLAGGI

La tradizione privilegia vinificazioni capaci di conservare il carattere dell’uva. In passato erano diffuse le grandi botti di legno usato, con un’influenza aromatica contenuta. Oggi l’acciaio occupa un ruolo centrale. Accanto a questo modello emergono assemblaggi bianchi di fascia più alta, anche con passaggi in legno e fermentazione malolattica.

Sono interpretazioni ancora minoritarie, che ampliano la gamma degli stili regionali. Gli assemblaggi appartengono però anche alla quotidianità. Welschriesling e Furmint possono costituire la base di vini freschi, di grado alcolico contenuto, completati da altre varietà. È il mondo dei bianchi da consumo informale, utilizzati anche per lo spritzer, il vino “allungato” con acqua diffuso nella socialità locale.

PEKEL, IL RIESLING SULLE PENDENZE DI MARIBOR

Tra i vigneti che raccontano meglio le peculiarità del territorio c’è Pekel, nome che significa «inferno». La si raggiunge in pochi minuti da Maribor. La parcella di proprietà della cantina Dveri-Pax ospita viti di Riesling renano (Renski rizling) di oltre trent’anni ed è caratterizzata da pendenze marcate. Qui si produce l’iconico Riesling «Stare Trte», ovvero “vecchie viti”.

Pekel è utile a una lettura più approfondita del Riesling locale. Un richiamo alla necessità di osservare anche le singole parcelle, all’interno di una regione spesso raccontata soprattutto attraverso i nomi dei vitigni.

SPUMANTI SLOVENI, UNA TRADIZIONE CHE SI ALLARGA

La spumantistica ha radici ottocentesche in quest’angolo di Slovenia ed è oggi una delle ultime frontiere dei viticoltori locali. La storica cantina Radgonske Gorice fa risalire la propria tradizione al 1852 e resta un riferimento storico e produttivo della categoria nel Paese.

Accanto a Radgonske Gorice figurano realtà come Puklavec Family Wines e Dveri-Pax. Chardonnay e Pinot Nero sono le varietà più ricorrenti nel repertorio spumantistico locale, ma possono affiancarsi a Pinot Bianco e Furmint, quest’ultimo utilizzato anche in purezza da alcuni produttori.

VINI DOLCI, LA DIFFICOLTÀ È ASPETTARE IL FREDDO

Per i vini dolci, il cambiamento climatico pone un problema concreto. In passato la maturazione delle uve poteva coincidere più facilmente con l’arrivo del fresco autunnale, creando condizioni favorevoli alle raccolte tardive e, nelle annate adatte, alla muffa nobile. La maturazione più precoce aumenta invece la distanza tra il momento in cui l’uva è pronta e l’abbassamento delle temperature.

Lasciare i grappoli in vigneto per settimane aggiuntive può esporli a marciumi indesiderati e compromettere il raccolto. Alla maggiore difficoltà produttiva si aggiunge una domanda meno favorevole ai vini dolci. Due fattori che stanno riducendo lo spazio di una tipologia storicamente importante per la Štajerska Slovenija.

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