Vino, accise Ue e vendite a distanza verso uno sportello unico europeo entro il 2027

Vino, accise Ue e vendite a distanza: verso uno sportello unico europeo entro il 2027

IN BREVE
  • La Commissione europea considera un ‘sportello unico’ per le accise sul vino venduto a distanza nell’Ue, per semplificare le vendite transfrontaliere.
  • Il sistema mira a ridurre oneri fiscali e burocratici, specialmente per i piccoli produttori e vignaioli indipendenti.
  • Un gruppo di esperti ha analizzato il funzionamento dello sportello unico, suggerendo il pagamento delle accise nel Paese del venditore.
  • La CEVI considera questa proposta un possibile punto di svolta, con riforme attese entro il 2027.
  • La Commissione sta lavorando a uno studio sui costi-benefici della soluzione proposta, in vista di eventuali modifiche normative.

La Commissione europea apre alla possibilità di uno “sportello unico” per le accise sul vino venduto a distanza all’interno dell’Unione europea. Il tema riguarda le vendite transfrontaliere e potrebbe incidere in modo diretto sulle cantine, in particolare sui piccoli produttori e sui vignaioli indipendenti.

Il riferimento emerge da una lettera della Commissione europea datata 19 maggio 2026, firmata da Wopke Hoekstra, commissario europeo per il Clima, e Christophe Hansen, commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione. Il documento risponde a una sollecitazione inviata il 10 marzo 2026 da alcuni membri del Parlamento europeo sul possibile “One-Stop-Shop” per la gestione delle accise nel commercio a distanza del vino.

ACCISA SUL VINO E VENDITE A DISTANZA NELL’UNIONE EUROPEA

La questione riguarda uno dei nodi più complessi per il commercio online del vino in Europa. Le vendite a distanza tra Stati membri comportano obblighi fiscali e amministrativi che possono risultare onerosi per le imprese, soprattutto per quelle di piccola dimensione.

Nella lettera, la Commissione riconosce l’importanza di uno “sportello unico” per le imprese europee del vino. Il sistema avrebbe l’obiettivo di semplificare e facilitare le vendite transfrontaliere, sul modello del One-Stop-Shop già utilizzato per l’Iva.

Secondo quanto riportato nel documento, il gruppo ad alto livello sulla politica vitivinicola ha raccomandato alla Commissione di valutare soluzioni per semplificare le vendite a distanza di vino. Tra queste rientra un sistema ispirato al modello già operativo per il pagamento dell’Iva nelle operazioni transfrontaliere.

ONE-STOP-SHOP PER LE ACCISE: IL MODELLO ALLO STUDIO

Le regole sulle vendite a distanza dei prodotti soggetti ad accisa sono disciplinate dall’articolo 44 della direttiva Ue 2020/262, che definisce il regime generale delle accise. La Commissione europea afferma di essere consapevole delle difficoltà incontrate dagli operatori economici in queste operazioni.

Il tema era già stato affrontato nel 2022, con la riattivazione di un gruppo di esperti incaricato di elaborare proposte. Nell’ambito del programma Fiscalis, esperti di diversi Stati membri hanno poi completato un’analisi sul possibile funzionamento dello sportello unico.

La soluzione analizzata prevede il pagamento delle accise nel Paese di stabilimento del venditore. Si tratterebbe di una modifica rilevante rispetto agli attuali adempimenti, che oggi possono richiedere procedure distinte nei diversi Stati membri interessati dalla vendita.

POSSIBILE PROPOSTA LEGISLATIVA UE ENTRO IL 2027

La Commissione europea precisa di essere al lavoro sull’esame dei risultati prodotti dal gruppo di esperti. L’obiettivo dichiarato è semplificare il quadro normativo e rimuovere eventuali ostacoli al funzionamento del mercato interno, tenendo conto anche dei rischi di evasione fiscale.

Nel documento si legge che i servizi della Commissione hanno commissionato uno studio sulla semplificazione delle procedure relative alle accise. Lo studio conterrà anche un’analisi dettagliata del rapporto costi-benefici della soluzione proposta.

Questa analisi potrà sostenere una possibile proposta di modifica della normativa europea sulle accise entro il 2027. Il passaggio non equivale ancora a una proposta legislativa formale, ma rappresenta un segnale politico rilevante per il settore vitivinicolo europeo.

CEVI E VIGNAIOLI INDIPENDENTI: «UN CAMBIO DI PASSO»

La CEVI, la Confederazione europea dei vignaioli indipendenti, ha rilanciato il contenuto della lettera parlando di un possibile punto di svolta per il settore. Secondo la Confederazione, per la prima volta la Commissione europea fa riferimento in modo esplicito a una riforma nel 2027 che potrebbe includere un sistema unico per la gestione delle accise.

La CEVI ha attribuito il risultato anche al lavoro dell’Intergruppo Vino, Alimenti di Qualità e Spiriti del Parlamento europeo. Tra i parlamentari citati figura Eric Sargiacomo, copresidente dell’Intergruppo, indicato come uno dei promotori dell’iniziativa.

Per i vignaioli indipendenti, un sistema unico europeo per le accise potrebbe ridurre costi amministrativi e incertezze operative. Il nodo resta ora il passaggio dalla valutazione tecnica alla proposta normativa, con tempi che la Commissione collega al 2027.

VINO ONLINE, MERCATO INTERNO E PICCOLI PRODUTTORI

L’eventuale introduzione di un One-Stop-Shop per le accise avrebbe effetti sulla vendita diretta di vino tra Paesi Ue. La misura potrebbe favorire le cantine che vendono online a consumatori finali o clienti in altri Stati membri, riducendo la frammentazione degli adempimenti fiscali.

Il tema è centrale per i piccoli produttori, spesso meno attrezzati rispetto ai grandi gruppi nella gestione delle procedure amministrative transfrontaliere. Una semplificazione delle accise potrebbe rafforzare il mercato interno del vino, ma dovrà essere valutata insieme ai controlli fiscali e alle garanzie contro l’evasione.

La Commissione europea non ha ancora presentato un testo legislativo. La lettera del 19 maggio 2026 indica però una direzione: lo sportello unico europeo per le accise sul vino entra nel perimetro delle possibili riforme Ue da costruire entro il 2027.

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