Vini di Romagna: Albana superstar della vendemmia 2020. Produzione in calo

Flessione del 7,5% rispetto agli imbottigliamenti del 2019. Il Consorzio: «Annata buona e giusta»

Il Consorzio Vini di Romagna ha presentato ieri i dati sulla vendemmia 2020, definita fra le più belle di sempre per la Docg, le 5 Dop, e le 4 Igt che, insieme, raggiungono il 60% dei vigneti dell’intera Emilia Romagna. A brillare, su tutte, è la stella dell’Albana, che sarà in grado di regalare grandi vini.

Più in generale, nell’anno segnato dall’emergenza Covid-19, la regione fa i conti con una flessione del 7,5% rispetto agli imbottigliamenti del 2019. Il prezzo dell’uva, stando alle rilevazioni dell’ente vini, «non ha invece subito contrazioni».

Il Romagna Sangiovese Doc si conferma la Denominazione numericamente più importante, con una superficie totale coltivata di 6235 ettari: nel 2020 ne sono stati prodotti 86.310, pari a 11,5 milioni di bottiglie, in leggero ridimensionamento rispetto all’ottima annata 2019.

Per il Romagna Sangiovese Doc con MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva, ai vertici della piramide della Denominazione), prodotti 3.256 hl (il 4% della produzione romagnola), pari a 434.133 bottiglie. La crescita è significativa ed è giustificata dalle richieste di mercato crescenti.

La produzione di Riserva è di un milione e quattrocentomila bottiglie, in linea agli anni precedenti. Stesso discorso per la tipologia Superiore, che si attesta intorno ai 3 milioni e settecentomila bottiglie.

Buone notizie anche per l’Albana Docg (818 ettari): 5.673 ettolitri nel 2020, pari a 756.400 bottiglie, di cui 230 mila di Albana dolce e 487 mila in versione secca, in crescita. Il Passito, come evidenzia il Consorzio Vini, «continua ad essere estremamente apprezzato anche all’estero».

Il Romagna Trebbiano Doc, allevato su una superficie totale di 14170 ettari, si assesta invece sugli 8.678 ettolitri nel 2020, pari a 1,2 milioni di bottiglie. Significativi anche i dati del Rubicone Igt, che sfiora i 92 milioni di bottiglie, e gli ultimi arrivati del 2020: il Romagna Doc Spumante (bianco e rosato), raggiunge quota 292 mila bottiglie.

Cosa aspettarsi dai vini della vendemmia 2020? Dopo un inverno mediamente freddo e discretamente piovoso in dicembre, la primavera ha visto un alternarsi di giorni di pioggia, con forti gelate tra fine marzo e inizio aprile. La differenziazione a fiore è stata non elevata e il germogliamento anticipato.

Temperature basse fino a fine giugno, con il vero caldo che si è presentato solamente a fine luglio. Al momento della raccolta, mediamente anticipata soprattutto per i bianchi, si sono riscontrate forti contrazioni delle produzioni – diversamente da quanto prometteva la primavera – dovute soprattutto alla siccità abbinata al forte vento di libeccio nell’ultima parte dell’estate.

Per questo motivo, la vendemmia 2020 viene definita dal Consorzio «buona e giusta», con produzioni quantitativamente scarse rispetto alla media ma con uve molto sane e di qualità ottima. I bianchi hanno sofferto per il grande caldo di agosto, che ha sviluppato un corredo aromatico leggermente sottotono. Fa eccezione l’Albana, che con la sua rusticità ed acidità spiccata ha saputo resistere alle traversie.

Per i vitigni rossi c’è stata una forte accelerata nella maturazione dei vinaccioli e dei tannini prima di arrivare alle gradazioni zuccherine desiderate, portando a raccogliere uve mature, senza appassimenti evidenti, ma solo qualche caso di lieve sovra maturazione.

Se è vero che le produzioni hanno subito una discreta flessione rispetto al 2019, la qualità dei vini promette di sorprendere: l’annata 2020 si dispone a farsi ricordare «fra le più belle di sempre per la Romagna».

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