Vendemmia 2026 in Sicilia, raccolta al via attese uve sane e di qualità. Il punto con le cantine aderenti ad Assovini

Vendemmia 2026 in Sicilia, raccolta al via: attese uve sane e di qualità

IN BREVE
  • La vendemmia 2026 in Sicilia inizia a fine luglio con uve precoci, e previsioni positive grazie a buone condizioni fitosanitarie e riserve idriche adeguate.
  • La raccolta durerà circa cento giorni, estendendosi dalle aree occidentali fino all’Etna, dove si prevede la raccolta fino a novembre.
  • Vinificatori come Pietro Pollara e Gabriella Favara indicano che le condizioni sono favorevoli per vini di qualità, con particolare attenzione a varietà come Grillo e Nero d’Avola.
  • A Pantelleria, lo Zibibbo mostra buone reazioni alle alte temperature, mentre l’Etna beneficerà delle escursioni termiche per una vendemmia di qualità.
  • Le aziende vitivinicole stanno adottando pratiche agronomiche innovative per garantire un equilibrio tra qualità e resa, affrontando le sfide climatiche del 2026.

La vendemmia 2026 in Sicilia prende il via negli ultimi giorni di luglio dalle aree occidentali dell’isola, con la raccolta delle varietà precoci a bacca bianca e delle uve destinate alle basi spumante. Le previsioni di Assovini Sicilia indicano vigneti in buono stato fitosanitario, riserve idriche ripristinate dalle piogge invernali e primaverili e prospettive qualitative positive.

Il calendario si estenderà per circa cento giorni. Dalla Sicilia occidentale la raccolta raggiungerà progressivamente l’entroterra, l’altopiano Ibleo, il Messinese, le isole minori e infine l’Etna, dove gli ultimi grappoli potrebbero essere vendemmiati all’inizio di novembre.

«Le aziende di Assovini Sicilia condividono un percorso fatto di qualità, innovazione e costante ricerca dell’eccellenza, contribuendo a dare valore ai territori e alle persone che li custodiscono», afferma la presidente dell’associazione, Gabriella Favara.

LE PIOGGE RIPRISTINANO LE RISERVE IDRICHE

A sostenere le aspettative per la vendemmia siciliana sono soprattutto le precipitazioni registrate durante l’inverno e la primavera. L’acqua accumulata nel suolo ha favorito uno sviluppo equilibrato delle viti e ha aiutato le piante ad affrontare i picchi di temperatura di luglio.

«Le premesse per la vendemmia 2026 in Sicilia sono decisamente positive», dichiara Pietro Pollara, vicepresidente di Assovini Sicilia. La pressione esercitata da patogeni e insetti dannosi è rimasta limitata, con pochi episodi isolati e gestiti tempestivamente.

Secondo Pollara, le condizioni osservate nei vigneti potrebbero tradursi in vini dotati di un corredo aromatico interessante e di un buon equilibrio tra freschezza ed eleganza.

Le prime uve raccolte sono Pinot nero e Chardonnay. L’acidità ancora elevata consente di destinarne una parte alla produzione delle basi spumante, mentre altri grappoli saranno utilizzati per i vini fermi.

GRILLO, NERO D’AVOLA E PERRICONE NELLA SICILIA OCCIDENTALE

Nella parte occidentale dell’isola, il Grillo conferma la propria capacità di adattamento alle condizioni climatiche più impegnative. Indicazioni favorevoli arrivano anche per Nero d’Avola e Perricone.

«Il Grillo si conferma un vitigno resiliente, capace di affrontare condizioni climatiche difficili», spiega Giampiero Vantaggiato, agronomo di Feudo Stagnone & Cantine Birgi. La gestione agronomica adottata nei vigneti avrebbe inoltre consentito di contenere i principali patogeni e conservare l’integrità dei grappoli.

Nelle aree interne la raccolta inizierà orientativamente durante la seconda decade di agosto. Gianfranco Lombardo, proprietario e agronomo di Tenute Lombardo, segnala prospettive favorevoli per il Nero d’Avola e per il Catarratto, dal quale si attendono vini caratterizzati da un fruttato elegante.

FRAPPATO E ALBERELLO NEL SUD-EST

Nel Ragusano le attenzioni sono concentrate sul Frappato, varietà profondamente legata al territorio e capace di resistere alle temperature più elevate.

Carlo Casavecchia e Gaetana Jacono di Valle dell’Acate prevedono un Frappato complesso ed elegante, con un profilo contemporaneo e una spiccata versatilità negli abbinamenti.

A Noto, la coltivazione ad alberello rappresenta uno degli strumenti utilizzati per fronteggiare il caldo. Secondo Gionata Pulignami, direttore tecnico di Zisola, l’assenza di strutture rigide favorisce la circolazione delle correnti più fresche e delle brezze provenienti dal mare. Le condizioni dell’annata dovrebbero consentire alle uve di conservare i caratteri distintivi di questa parte della Sicilia sud-orientale.

DOC FARO E MAMERTINO, L’ATTENZIONE È SUL NOCERA

Le colline della Doc Faro, esposte a nord e affacciate sullo Stretto di Messina, beneficiano di una ventilazione costante. Il vento contribuisce a creare condizioni favorevoli per Nocera e Nerello Mascalese.

«Le alte temperature hanno inciso marginalmente sulla qualità dei nostri vitigni, che godono di un ottimo stato fitosanitario e garantiscono ottime premesse per la vinificazione», afferma Gianfranco Sabbatino, co-proprietario dell’azienda Le Casematte.

Maggiore cautela viene espressa nella Doc Mamertino. «Sarà importante capire come reagirà il Nocera, un vitigno particolarmente sensibile alle alte temperature», osserva Antonio Grasso di Feudo Solaria. Le prossime settimane saranno decisive per valutare l’evoluzione della maturazione.

MALVASIA A SALINA E ZIBIBBO A PANTELLERIA

Previsioni positive arrivano anche dalle isole minori. A Salina, nell’arcipelago delle Eolie, la stagione avrebbe raggiunto un buon equilibrio per le varietà tradizionali.

Pietro Colosi, enologo dell’omonima azienda, si attende dalla Malvasia vini di elevato livello qualitativo, con complessità aromatica e freschezza.

A Pantelleria, lo Zibibbo ha reagito bene all’aumento delle temperature, conservando un rapporto equilibrato tra zuccheri e acidità. Gianfranco Giacalone, agronomo di Cantine Pellegrino, prevede una raccolta progressiva: prima nelle aree costiere più calde, successivamente nelle contrade di montagna.

La vendemmia scalare dovrebbe facilitare la gestione delle uve in cantina e permettere di individuare il momento più adatto per la raccolta nelle diverse zone dell’isola.

SULL’ETNA LA VENDEMMIA FINO A NOVEMBRE

L’ultima fase della vendemmia 2026 in Sicilia interesserà l’Etna. La raccolta sul vulcano dovrebbe svolgersi tra la metà di settembre e la fine di ottobre, con possibili prolungamenti fino ai primi giorni di novembre.

Altitudine ed escursioni termiche contribuiscono a rallentare la maturazione e a preservare acidità e complessità aromatica. Le condizioni segnalate nei vigneti indicano uve sane sia per il Nerello Mascalese sia per il Carricante.

«Il clima continentale del vulcano più alto d’Europa consente una vendemmia con uve dalla buona espressione aromatica e con un interessante bilanciamento tra maturità fenolica e acidità», afferma Salvatore Rizzuto, enologo dell’azienda Gambino. Elementi che, insieme alla forte variabilità di altitudini ed esposizioni, caratterizzeranno l’ultima tappa della lunga vendemmia siciliana.

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