Export vini Dop europei in calo nel primo quadrimestre 2026 Italia, -6,2%. Spumanti e vini bianchi limitano perdite. Ancora giù i vini rossi

Export vini Dop europei in calo: Italia, -6,2% nel primo quadrimestre 2026

IN BREVE
  • L’export dei vini Dop europei è in calo nel primo quadrimestre 2026, con l’Italia che perde il 6,2% a valore.
  • Spumanti e vini bianchi limitano le perdite, mentre i vini rossi continuano a diminuire, evidenziando un mercato frammentato.
  • Crémant francesi e Champagne mostrano crescite positive, mentre il Cava spagnolo registra una perdita superiore al 9%.
  • I vini bianchi Dop dell’Italia, come quelli della Sicilia e della Toscana, mantengono buone performance a valore.
  • Le flessioni nei vini rossi, specialmente in Toscana e Veneto, segnalano un ridimensionamento significativo nel settore.

L’export dei vini Dop europei chiude il primo quadrimestre 2026 in calo nei principali Paesi produttori. Secondo il nuovo report di Nomisma Wine Monitor, tra gennaio e aprile l’Italia ha perso il 6,2% a valore rispetto allo stesso periodo del 2025. Flessioni anche per Francia (-3,4%), Germania (-5,5%) e soprattutto Spagna (-8,5%).

Il quadro varia sensibilmente in base alla tipologia. Spumanti e vini bianchi riescono generalmente a contenere le perdite, mentre per numerose denominazioni di vini rossi le esportazioni continuano a diminuire. Non mancano tuttavia risultati in controtendenza, a conferma di un mercato sempre più frammentato.

«I dati evidenziati nell’ultimo Report Wine Monitor mettono in luce un export dei vini Dop a doppia velocità dove, in uno scenario di mercato complessivamente in recessione, i bianchi e gli spumanti limitano le perdite mentre molti vini rossi continuano a calare», dichiara Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor.

SPUMANTI: CRÉMANT A +19,4%, PROSECCO STABILE

Tra gli spumanti europei, la crescita più rilevante riguarda i Crémant francesi, che nel primo quadrimestre hanno aumentato del 19,4% i volumi esportati. Positivo anche lo Champagne, in progresso del 3% sul fronte delle quantità.

Il Prosecco registra invece una sostanziale tenuta, con una lieve contrazione dello 0,8% a volume. Dopo un 2025 particolarmente difficile, l’Asti prova a recuperare terreno e cresce dell’1% nelle quantità esportate.

A favorire il tentativo di rimbalzo della denominazione piemontese contribuiscono anche gli acquisti dalla Cina. Nel Paese asiatico gli spumanti rappresentano ancora una nicchia, ma mostrano un andamento dei consumi in crescita.

Decisamente più negativo il risultato del Cava. Lo spumante spagnolo perde oltre il 9% dei volumi esportati rispetto ai primi quattro mesi del 2025.

BIANCHI FERMI: CRESCONO BORGOGNA, LOIRA E BORDEAUX

Per i vini bianchi fermi arrivano segnali positivi da alcune denominazioni francesi. Borgogna e Loira aumentano entrambe del 6% nelle quantità esportate, mentre i bianchi di Bordeaux raggiungono una crescita del 16%.

In Italia tengono soprattutto i vini bianchi Dop della Sicilia e della Toscana. A fronte della stabilità dei volumi, il valore dell’export aumenta rispettivamente del 2,8% e del 3,3%.

I bianchi del Veneto cedono invece quasi il 4% rispetto al primo quadrimestre dell’anno precedente. Ancora più marcata la flessione dei Riesling della Mosella, le cui esportazioni diminuiscono dell’11%.

ROSSI DOP IN DIFFICOLTÀ: BORDEAUX A -19%

Il segmento dei vini rossi presenta il quadro più critico. Una delle poche eccezioni è la Borgogna, che aumenta di quasi il 3% il valore delle esportazioni dei propri rossi Dop. Il risultato economico è però accompagnato da una contrazione dei volumi della stessa entità. Prosegue invece il ridimensionamento dei rossi di Bordeaux. Il valore dell’export scende del 19%, mentre le quantità esportate diminuiscono dell’8%.

La situazione resta difficile anche per i vini rossi Dop italiani. Toscana e Veneto perdono oltre il 10% a valore. Il Piemonte limita la flessione al 2,5%, nonostante una crescita dei volumi esportati pari al 9%. Un divario che segnala una riduzione del valore medio delle vendite. In Spagna, i rossi di Rioja arretrano del 7,5% a valore e del 6% nelle quantità esportate.

UN MERCATO SEMPRE PIÙ DIFFERENZIATO

Le differenze tra denominazioni, categorie e mercati di destinazione rendono difficile ricondurre la flessione dell’export europeo a una sola causa. «L’andamento nell’export delle singole denominazioni suggerisce di non generalizzare», conclude Pantini.

Secondo il responsabile di Nomisma Wine Monitor, sulle performance incidono contemporaneamente fattori congiunturali e strutturali. In molti casi sono proprio questi ultimi ad avere il peso maggiore, soprattutto nel perdurante arretramento delle esportazioni di vini rossi.

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