Totò Bianco e Rosso: il Principe rivive in due vini partenopei di Claudio Quarta Vignaiolo

Il grande artista napoletano celebrato dal “Progetto ‘A Livella”, in collaborazione con la famiglia De Curtis


“L’ho detto tante volte: prendiamone meno. Meno! Ma che sia vino. A me mi bastano due dita. Magari un dito solo: un mignolo! Ma che sia un mignolo di vino”. Quando nel 1956 Totò recitava ne “La banda degli onesti”, diretto da Camillo Mastrocinque, non immaginava certo che, un giorno, la sua immagine stilizzata potesse finire sull’etichetta di un vino. Anzi due.

Un tuffo dal set al bicchiere reso possibile dal “Progetto ‘A Livella” di Claudio Quarta Vignaiolo – Cantina Sanpaolo, in collaborazione con la nipote di Totò, Elena Anticoli De Curtis. Nascono così “Totò Bianco” e “Totò Rosso”, due vini dall’anima partenopea. Dall’etichetta al calice.

Per produrli sono state infatti utilizzate uve autoctone della Campania. Fiano e Greco per il bianco, vendemmia 2018 (6.650 bottiglie già imbottigliate su circa 13 mila potenziali), Piedirosso e Casavecchia per il rosso, vendemmia 2017 (6.650 bottiglie complessive).

“Abbiamo pensato di dare vita a due vini, un rosso e un bianco – spiega Claudio Quarta – per rappresentare plasticamente le maschere che ha saputo incarnare Totò. Quella dualità che ha accompagnato la sua esistenza e il percorso artistico: miseria e nobiltà, lacrime e risate, ironia amara come mezzo lieve per descrivere le difficoltà di una società ed un periodo duro”.


“Siamo felici ed emozionati per essere i primi nel mondo del vino a celebrare l’immensa eredità culturale che ci hanno consegnato il ‘Principe della risata’ e la sua famiglia, con un progetto autentico e identitario”, aggiunge Alessandra Quarta, che ha seguito il padre nel progetto enologico.

“Ho trovato in Alessandra il mio stesso amore per la cultura del buon cibo e del buon vino – commenta Elena Anticoli De Curtis – che entrambe abbiamo raccolto dalle nostre famiglie. Questo elemento ha caratterizzato il nostro impegno nella realizzazione del progetto, che ho subito accolto per la simpatia e la piacevolezza che trasmette nel celebrare la memoria del nonno”.

Nel portare in tavola il vino Totò mi piace immaginare il sentimento affettuoso dello stare insieme, quello stato di felicità che, come diceva lui, è fatta di attimi di dimenticanza“, conclude la nipote del grande artista partenopeo.

Le due etichette d’autore sono state realizzate da Efrem Barrotta, illustratore del laboratorio creativo “Big Sur”. Due diverse espressioni della maschera facciale di Totò, ottenute attraverso il semplice spostamento di linee. Il frutto di un unico studio che mette in evidenza la poliedricità dell’artista, capace come pochi di essere tanto popolare quanto aristocratico.

LA DEGUSTAZIONE

Bianco Campania Igp 2018 “Totò bianco”

Giallo paglierino con riflessi verdolini. Naso su fiori, frutti a polpa gialla e mineralità, impreziosite da una vena erbacea appena accennata. In bocca il vino ha una buona consistenza, giocata su una gran salinità compensata da una vena glicerica riequilibrante. Un bianco piacevole e capace di chiamare l’estate e i suoi momenti di giovialità.

Rosso Campania Igp 2018 “Totò Rosso”
Rosso rubino intenso. Al naso piccoli frutti rossi e neri. Richiami minerali e di liquirizia accompagnano la macchia mediterranea. In bocca il tannino è sottile e prende per mano tutto il sorso. Fino a una chiusura salina e leggermente amaricante, con ritorni di spezia. Vino decisamente più complesso del bianco, perfetto con primi strutturati e carne.

Totò Bianco e Rosso: il Principe rivive in due vini partenopei di Claudio Quarta Vignaiolo

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