Maxi furto di Barolo nelle Langhe rubate 3 mila bottiglie a Monforte d’Alba

Maxi furto di Barolo nelle Langhe: rubate 3 mila bottiglie a Monforte d’Alba

IN BREVE
  • Un furto ben organizzato ha colpito la cantina Conterno Fantino, portando via circa 3.000 bottiglie di Barolo.
  • I ladri hanno usato i mezzi dell’azienda per trasportare il bottino, approfittando della conoscenza della sicurezza interna.
  • Le indagini, condotte dai Carabinieri, si basano su registrazioni video e il profilo dei ladri, suggerendo una pianificazione dettagliata.
  • Conterno Fantino ha lanciato un appello agli operatori del settore per segnalare offerte sospette di vini di alta qualità.
  • Questo furto riaccende l’attenzione sulla sicurezza delle cantine e sul valore crescente delle bottiglie di pregio sul mercato.

Colpo alla cantina Conterno Fantino. Nel mirino Barolo 2021 e 2022, magnum e jeroboam. Il bottino vale centinaia di migliaia di euro. Un episodio simile si era già verificato lo scorso giugno presso cantina Banfi in Piemonte.

Un furto pianificato nei dettagli, con migliaia di bottiglie selezionate e portate via utilizzando i mezzi della stessa azienda. È quanto accaduto alla cantina Conterno Fantino di Monforte d’Alba, nel cuore delle Langhe. Nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2026 sono state sottratte circa 3 mila bottiglie di Barolo, per un danno stimato in centinaia di migliaia di euro.

Le indagini sono condotte dai Carabinieri della Compagnia di Bra, che hanno acquisito le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della cantina. Dai filmati emergerebbe l’azione di un gruppo organizzato, composto da almeno tre persone. Altre ricostruzioni parlano invece di quattro uomini con il volto coperto.

TRE ORE PER SVUOTARE IL MAGAZZINO

L’incursione sarebbe iniziata poco prima della mezzanotte. I ladri, arrivati a piedi e vestiti con abiti scuri, si sarebbero mossi all’interno della struttura senza esitazioni. Un dettaglio che ha fatto pensare a un’azione preparata con attenzione e, probabilmente, preceduta da uno studio della cantina, dei sistemi di sicurezza e della disposizione delle bottiglie.

L’operazione è durata circa tre ore. Per movimentare bancali e casse, la banda avrebbe utilizzato i muletti disponibili nell’azienda. Una volta completato il carico, i responsabili del furto si sarebbero allontanati con due furgoni appartenenti alla stessa cantina. I mezzi sarebbero stati spinti a motore spento fino alla strada provinciale, così da limitare i rumori e non attirare l’attenzione.

Le registrazioni delle telecamere interne e quelle eventualmente disponibili lungo la via di fuga rappresentano quindi uno degli elementi centrali per identificare i responsabili e ricostruire il percorso seguito dalla refurtiva.

RUBATE BOTTIGLIE DELLE ANNATE 2021 E 2022

La banda non avrebbe prelevato le bottiglie in modo indiscriminato. Il bottino comprende soprattutto Barolo delle annate 2021 e 2022, proveniente dalle quattro vigne aziendali, oltre a formati speciali. Tra quelli segnalati figurano magnum da 1,5 litri e jeroboam da 3 litri.

Alcune fonti indicano tra i vini sottratti anche il Barolo Ginestra Vigna Sorì Ginestra, una delle etichette di punta della cantina. La selezione delle casse e la capacità mostrata nella loro movimentazione suggeriscono che gli autori del colpo conoscessero il valore commerciale dei vini. Anche per questo gli inquirenti starebbero valutando l’ipotesi di un furto su commissione, che rimane al momento una pista e non una circostanza accertata.

Il valore complessivo delle bottiglie e degli altri beni sottratti viene indicato in centinaia di migliaia di euro. Un calcolo preciso non è stato reso pubblico nelle fonti consultate. Alla perdita economica immediata si aggiunge però un problema più complesso: rintracciare un quantitativo così ampio di Barolo prima che venga frammentato e immesso nei canali commerciali.

L’APPELLO AGLI OPERATORI DEL VINO

I titolari di Conterno Fantino hanno rivolto un appello agli operatori della filiera. Aziende, importatori, distributori, ristoratori, enoteche e collezionisti sono invitati a prestare attenzione a offerte insolite, partite proposte a condizioni anomale o bottiglie la cui provenienza non sia adeguatamente documentata. In presenza di elementi sospetti, l’indicazione è quella di contattare la cantina o le forze dell’ordine.

Il numero delle bottiglie sottratte potrebbe rappresentare, paradossalmente, un ostacolo per chi dovesse tentare di rivenderle. Una partita di circa 3 mila unità, composta da vini identificabili per produttore, annata, vigneto e formato, rischia infatti di attirare l’attenzione degli operatori professionali. Resta tuttavia possibile una dispersione della refurtiva attraverso più canali e quantitativi ridotti, motivo per cui la collaborazione della filiera può risultare determinante. Questa seconda considerazione è una valutazione giornalistica basata sull’entità e sulla tipologia del bottino, non un dettaglio comunicato dagli inquirenti.

NON È IL PRIMO FURTO DI VINO IN PIEMONTE

L’episodio di Monforte d’Alba arriva dopo un altro furto avvenuto nel 2026 ai danni di una cantina piemontese. Secondo quanto riportato dalla stampa, nel mese di luglio erano state sottratte circa 3 mila bottiglie di Alta Langa da una struttura di Banfi a Strevi, in provincia di Alessandria. Le fonti segnalano modalità in parte simili, ma non risulta al momento accertato un collegamento tra i due episodi.

Il furto di Barolo a Monforte d’Alba accende così nuovamente l’attenzione sulla sicurezza delle cantine e sul valore crescente delle bottiglie di pregio. Vini prodotti in quantità limitate, riconoscibili e richiesti sui mercati internazionali possono diventare un obiettivo per gruppi capaci di organizzare non solo il furto, ma anche la successiva distribuzione della merce. Nel caso di Conterno Fantino, saranno le indagini a chiarire se i ladri abbiano agito su incarico e quale destinazione fosse prevista per le bottiglie rubate.

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