L’Indice Bigot: un metodo per valutare il potenziale qualitativo del vigneto

Giovanni Bigot ha presentato a Castello di Cigognola l’indicatore che prende il suo nome

Si chiama Indice Bigot il metodo col quale è possibile valutare il potenziale qualitativo di un vigneto. Prende il nome dal suo creatore, l’agronomo friulano Giovanni Bigot, che ha messo in correlazione il vigneto e la qualità finale del vino. Un approccio che si basa su studi e sperimentazioni pluriennali nei terroir più vocati d’Italia.

L’indice è stato presentato lo scorso primo febbraio, nella tenuta di Castello di Cigognola in Oltrepò pavese. Accanto a Bigot, il produttore Angelo Gaja – a cui l’agronomo fornisce consulenza da anni – e Stefano Poni, docente all’Università Cattolica di Piacenza.

Pieno appoggio al progetto è stato dato dall’AD di Castello di Cigognola Gian Matteo Baldi, che spiega: “Quello che ci lega a Giovanni Bigot è la stima personale e professionale, che si è rafforzata negli anni, e la propensione alla ricerca della conoscenza. Per noi è stato naturale seguire il metodo che Bigot ha proposto nella gestione dei vigneti di Castello di Cigognola, con l’obbiettivo di produrre le migliori uve possibili per i nostri vini”.

“Già da quest’anno abbiamo iniziato a incrociare i risultati della vinificazione delle singole parcelle dei vigneti con le pratiche attuate e le rilevazioni effettuate durante l’anno. La creazione di un indice specifico – prosegue Baldi – di valutazione della qualità di un vigneto, rispetto alla produzione del vino, è lo strumento che mancava per dare una base oggettiva, empirico-scientifica, alla centralità della qualità dell’uva nella produzione del vino e valutare il lavoro svolto nel corso del tempo”.

Dello stesso autore

Sostieni WineMag.it

Sostieni winemag, voce libera e indipendente della cronaca enogastronomica italiana

Altri articoli dalla stessa categoria