I Terroirs del Conegliano Valdobbiadene Prosecco: il libro che fotografa 19 sottozone

Il volume, edito da Antiga Edizioni, è curato dai ricercatori Federica Gaiotti e Diego Tomasi

Sono 19 le sottozone su cui pone l’accento “I Terroirs del Conegliano Valdobbiadene Prosecco“, lo Studio sull’origine della qualità nelle Colline Patrimonio Unesco. Il volume, edito da Antiga Edizioni e curato dai ricercatori Federica Gaiotti e Diego Tomasi, aggiorna gli studi e le analisi su uno dei più preziosi territori viticoli italiani, ricavandone le specificità distintive.

La pubblicazione è stata presentata oggi dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg in collaborazione con il Crea-Ve – Centro ricerca viticoltura ed enologia di Conegliano (TV).

“Questo studio – sottolinea il presidente del Consorzio Innocente Nardi – fornisce la conferma che il luogo di origine di un vino sia parte integrante e irrinunciabile del suo valore e scardina la teoria del ‘primato del vitigno’ che attribuisce a quest’ultimo il maggior peso e responsabilità nel determinare il risultato qualitativo di un calice”.

Il lavoro condotto dai ricercatori Gaiotti e Tomasi contribuisce a segnare in modo sempre più consistente quel percorso di valore che come Consorzio stiamo perseguendo da anni”.

L’obiettivo di questa pubblicazione, come sottolinea il Consorzio di Tutela, è restituire rilevanza a ogni frammento di territorio della Denominazione facendone emergere le peculiarità di ognuno e illustrandone ogni aspetto, quelli morfologici come quelli culturali e legati alla tradizione agricola, che hanno portato i viticoltori a gestire il territorio in modo diverso e sempre adeguato al singolo appezzamento.

L’intero studio si basa su esperienze, sperimentazioni, misurazioni, ma anche tradizioni e fattori materiali e umani che contribuiscono in modo determinante alla qualità dell’uva e del vino.

“Non esiste in Italia altro territorio così studiato e scandagliato nei minimi dettagli al fine di averne rispetto e credere nel suo futuro”, sottolineano Diego Tomasi e Federica Gaiotti. “Ci auguriamo che dalla lettura emerga la difficoltà del lavoro del viticoltore, soprattutto in aree poco accessibili, dove il lavoro è concesso solo a mani abili ed esperte senza l’ausilio di mezzi meccanici”.

La consapevolezza di questo ruolo implica impegno e conoscenza ed è segno di una visione futura indispensabile per un terroir blasonato e prestigioso come il Conegliano Valdobbiadene Docg. Questo terroir è tra i pochi ad avere ottenuto il riconoscimento Unesco, di conseguenza è un terroir unico e come tale va studiato e conosciuto, ma soprattutto protetto”.

“Conservazione del paesaggio e progresso sono temi che si devono esprimere all’unisono e d’ora in poi essere considerati le sole mete da perseguire per mantenere inalterato il successo di questa denominazione”, conclude il Consorzio di Tutela.

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