
“La leva del prezzo mette ovviamente a rischio anche il nostro grande rosso Amarone – avverte Bussinello – che negli Usa raccoglie a valore il 15% delle vendite complessive realizzate all’estero. Anche di questo si parlerà ad Anteprima Amarone, con un focus dedicato a 2 mercati tanto importanti quanto difficili a causa di congiunture geopolitiche che nulla dovrebbero avere a che fare con il libero mercato”.
“Un fattore tanto esogeno quanto ingiusto – analizza Bussinello – rischia insomma di colpire uno dei capisaldi dell’export veronese, ovvero il vino. Negli 5 ultimi anni i rossi veneti, dove la Valpolicella incide per il 70% del valore, sono cresciuti del 46% sul mercato americano, un dato che va ben oltre l’incremento export di vino made in Italy nello stesso periodo”.
“C’è molta preoccupazione – conclude la direttrice del Consorzio tutela vini Valpolicella – ma al tempo stesso la consapevolezza che attraverso un salto di qualità della diplomazia Ue si possa ancora evitare ciò che a tutti gli effetti suonerebbe come una beffa commerciale dopo tanti anni di investimenti in promozione e crescita dei nostri brand verso un top buyer sempre più strategico”.
Ceev (Ue) e Wine Institute (Usa) chiedono eliminazione di tutti i dazi sul vino







