IN BREVE
- Il Lugana DOC chiude l’ultima annata con indicatori positivi, confermando una solida struttura e valore lungo la filiera.
- Fabio Zenato, Presidente del Consorzio, sottolinea l’importanza di proteggere il valore del lavoro dei viticoltori, non rincorrendo i volumi a ogni costo.
- La produzione si stabilizza oltre i 206.336 ettolitri, riportandosi su livelli pre-crisi da eventi grandinigeni.
- Il prezzo medio a scaffale raggiunge i 9,10 euro a bottiglia, evidenziando il posizionamento mid-to-premium del vino.
- Il Consorzio si impegna nell’internazionalizzazione, partecipando a Wine Paris e ProWein 2026, con focus sui mercati DACH.
In un contesto globale segnato da profondi cambiamenti nel mercato del vino, il Lugana DOC chiude l’ultima annata con indicatori positivi. La Denominazione conferma una struttura solida e una capacità costante di generare valore lungo la filiera, mantenendo al tempo stesso una linea strategica orientata alla qualità e al posizionamento. Parallelamente, prosegue il percorso di internazionalizzazione, con la presenza nei principali appuntamenti fieristici europei, a partire da Wine Paris e ProWein.
«Al di là dei numeri – commenta Fabio Zenato il Presidente del Consorzio Tutela Lugana DOC – ciò che emerge è la straordinaria tenuta del “sistema Lugana”. Dopo le sfide climatiche degli scorsi anni, non era scontato tornare a correre con questa autorevolezza. La stabilità che registriamo oggi è il frutto di una scelta di campo precisa: non abbiamo rincorso i volumi a ogni costo, ma abbiamo protetto il valore del lavoro dei nostri viticoltori. Oggi il Lugana non è solo un vino che si vende bene, è un asset territoriale che garantisce sicurezza a tutta la filiera».
PRODUZIONE E VALORI ECONOMICI
Dal punto di vista produttivo, la denominazione registra una sostanziale stabilità. I volumi si attestano oltre i 206.336 ettolitri, pari a 27.511.466 bottiglie. Un dato che riporta la produzione su livelli in linea con le annate precedenti agli eventi grandinigeni che avevano colpito il territorio nel 2023.
Anche il posizionamento economico conferma la tenuta del Lugana DOC. Il Consorzio prosegue nel collocare il vino gardesano nella fascia mid-to-premium dei bianchi internazionali. Il prezzo medio a scaffale raggiunge i 9,10 euro a bottiglia, secondo i dati Nielsen. Il valore delle uve si mantiene su una media di 2,08 euro al chilogrammo, come rilevato dalla Camera di Commercio di Verona.
FIERE E MERCATI ESTERI
In questo scenario di consolidamento, il Consorzio rafforza l’impegno sui mercati internazionali. Il Lugana DOC sarà presente a Wine Paris dall’8 al 10 febbraio, evento sempre più centrale per i buyer internazionali e particolarmente attento ai vini bianchi di qualità e alle denominazioni riconoscibili per identità territoriale. A supporto dell’attività fieristica sono previsti due momenti di incontro su invito, dedicati agli operatori del settore.
PROWEIN E LEGAME CON IL TERRITORIO
La strategia di internazionalizzazione proseguirà con la partecipazione collettiva a ProWein 2026, in programma a Düsseldorf dal 15 al 17 marzo. L’attenzione resta focalizzata sui paesi dell’area DACH, con la Germania che si conferma primo mercato di riferimento per il Lugana DOC. Un rapporto che supera l’ambito commerciale e coinvolge anche l’enoturismo, sostenuto dal crescente flusso di visitatori provenienti dall’area germanofona verso il Lago di Garda.
«Attraverso l’adesione a Wine Paris e ProWein 2026, il Consorzio Tutela Lugana DOC dimostra il proprio impegno nel sostenere la Denominazione sui mercati esteri, valorizzando il legame tra qualità del prodotto, identità territoriale e riconoscibilità internazionale – commenta il Direttore, Edoardo Peduto -. Queste manifestazioni rappresentano, infatti, preziose opportunità per costruire relazioni durature con buyer e operatori, e per consolidare il posizionamento del Lugana tra i bianchi italiani di riferimento nel panorama globale».






