Chef Franco Aliberti al fianco di Bartolini dopo la chiusura del Tre Cristi Milano

Curerà, in triplice veste, la proposta gourmet del nuovo hotel Milano Verticale in Porta Nuova

Chiusa l’esperienza al ristorante Tre Cristi Milano, è tempo di nuove sfide per lo chef Franco Aliberti. Il classe 1985, new entry del team di Enrico Bartolini, ha trovato casa a Milano Verticale | UNA Esperienze, hotel 4 stelle superior che si pone come «nuovo punto di riferimento dell’ospitalità meneghina».

L’hotel Milano Verticale (173 camere, 600 mq di spazi ristorativi e 1000 mq di giardino interno) apre al pubblico oggi tra via De Cristoforis e via Rosales. Siamo nel distretto di Porta Nuova, in zona Garibaldi – Corso Como.

Franco Aliberti entra nel team in triplice verste. Sarò lui a curare il ristorante fine dining, l’osteria contemporanea e il cocktail bar, in qualità di chef resident del team Bartolini.

Un progetto nel progetto, quello della tavola d’eccellenza, che vuole essere «il vero fiore all’occhiello di Milano Verticale». Una proposta gourmet non a caso declinata nei tre concept affidati allo chef Franco Aliberti.

I TRE CONCEPT GOURMET DI MILANO VERTICALE

A unificare i tre “luoghi pubblici” del food & beverage, aperti alla città così come agli ospiti dell’hotel, è il grande soffitto a tegole inclinate. Uno spazio che si contrae e si dilata rendendo i tre ambienti fluidi, collegati tra loro. Ma allo stesso tempo perfettamente identificabili.

Il primo spazio è quello di Vertigo, Osteria Contemporanea. un ambiente aperto, dall’atmosfera informale. vista sulla cucina e naturale propensione a proiettarsi verso l’esterno, nel dehors e nel giardino. Il Bar con urban garden offre una carta cocktail&drink creata con la consulenza di Mattia Pastori. Il food pairing è curato dalla stessa cucina.

Passando dal cocktail bar al ristorante fine dining Anima, l’atmosfera diviene più intima e serale. Dieci tavoli gourmet, circondati da un ambiente di grande eleganza e due salette private da sei e otto posti.

GIOCO D’ATMOSFERE

Alla continuità visiva esterno-interno si contrappone la discontinuità sonora. Fuori il rumore della città. Dentro solo il brusio dei clienti. In sottofondo, il suono rassicurante dello scorrere dell’acqua.

Proprio il canale d’acqua che attraversa il giardino definisce lo spazio. Qui sono ordinatamente disposti i tavoli del bar e del ristorante. Uno luogo informale, da déjeuner sur l’herbe, che lascia spazio all’espressione della natura.

Lo spazio outdoor attrezzato ad uso di bar e ristorante si tramuta inaspettatamente in un’area di carattere paesaggistico, fortemente informale. Tra le specie che lo popolano: aceri grigi, Liridendron tulipifera, Gleditia triacanthos, Cercydiphillum japonicus. Gruppi di arbusti, graminacee e specie erbacee.

Il giardino interno è annunciato già dalla piazzetta antistante l’ingresso dell’hotel Milano Verticale, dove spicca un grande esemplare di Magnolia grandiflora. Una pianata preservata come un tesoro, durante i lavori.

Lo spazio pubblico è stato riqualificato anche lungo tutto il prospetto di via Rosales. Un progetto in cui le superfici dure si alternano a macchie arbustive e alberi in vasca. Architettura di interni e degli spazi esterni, del resto, hanno lo stesso imprinting: quello dello studio Vudafieri-Saverino Partners.

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