IN BREVE
- Il CIVC ha fissato a 8.800 kg/ha la quantità di uva per la campagna 2026-2027 per ridurre le scorte e garantire il funzionamento del modello di regolazione dell’offerta.
- Il rapporto istantaneo delle scorte era di 4,8 anni a luglio 2026, e l’obiettivo è riportarlo a 4,2 anni nei prossimi anni.
- Le uve raccolte oltre 8.800 kg/ha andranno nella riserva, non sul mercato, rispettando i limiti autorizzati.
- Le modalità di applicazione saranno definite in circolari specifiche, con sanzioni per eventuali violazioni.
- La decisione è stata firmata a Épernay dai presidenti David Chatillon e Maxime Toubart.
Il Comité interprofessionnel du vin de Champagne (CIVC) ha fissato a 8.800 chilogrammi di uva per ettaro la quantità destinata al mercato per la campagna 2026-2027. La decisione è stata adottata il 22 luglio 2026 e risponde alla necessità di ridurre il livello delle scorte della denominazione, giudicato troppo elevato per garantire il corretto funzionamento del modello di regolazione dell’offerta.
Il provvedimento arriva dopo che il CIVC ha rilevato un rapporto istantaneo delle scorte pari a 4,8 anni al 31 luglio 2026. Secondo il Comitato, questo livello rende il modello champenois «inopérant» (non funzionante). Per questo motivo, produttori e maison hanno confermato l’impegno a seguire un percorso di progressiva riduzione delle giacenze. L’obiettivo è di riportare il rapporto a 4,2 anni nei prossimi anni. Una volta raggiunto tale livello, il sistema di regolazione dell’offerta potrà tornare a operare in condizioni ritenute efficaci per la filiera.
COME FUNZIONERÀ LA RISERVA
La decisione stabilisce che le uve raccolte oltre gli 8.800 kg/ha non saranno automaticamente destinate al mercato. I quantitativi eccedenti saranno infatti collocati nella riserva, entro i limiti del rendimento massimo annuale autorizzato per ciascun operatore e nel rispetto del plafond previsto per la riserva stessa.
Le modalità applicative saranno definite attraverso specifiche circolari, mentre eventuali violazioni delle disposizioni obbligatorie potranno comportare le sanzioni previste dalla normativa vigente. La decisione, identificata come V.1.2026, è stata firmata a Épernay dai presidenti del Comité interprofessionnel du vin de Champagne, David Chatillon e Maxime Toubart.






