Vendemmia 2026 nei Colli Tortonesi Timorasso in anticipo e qualità positiva

Vendemmia 2026 nei Colli Tortonesi: Timorasso in anticipo e qualità positiva

IN BREVE
  • La vendemmia 2026 nei Colli Tortonesi è iniziata con Moscato e Dolcetto, mentre il Timorasso per il Derthona è in fase avanzata di raccolta e si prevede di concludere entro settembre.
  • Le condizioni sanitarie delle uve sono buone, portando a prospettive qualitative positive nonostante un anticipo della stagione.
  • Il Timorasso sta crescendo notevolmente, con oltre 500 ettari piantati e un aumento delle aziende del Consorzio da 40 a 120.
  • Per mantenere l’equilibrio tra produzione e mercato, il Consorzio ha deciso di azzerare le nuove idoneità per i nuovi impianti di viticoltura.
  • Il Derthona rappresenta il motore della crescita della denominazione, con richieste in aumento e un buon equilibrio tra domanda e offerta.

La vendemmia 2026 nei Colli Tortonesi è iniziata nella settimana successiva a Ferragosto con Moscato e Dolcetto. Negli stessi giorni è partita anche la raccolta del Timorasso destinato al Derthona, il vino di ingresso della denominazione, che richiede generalmente una minore struttura e un grado alcolico più contenuto.

In questi giorni la vendemmia sta proseguendo con le partite di Timorasso destinate alla produzione del Derthona e del Derthona Riserva. La raccolta della varietà è particolarmente anticipata e dovrebbe concludersi entro la prima decade di settembre.

«Si tratta di una vendemmia decisamente anticipata per questa varietà, anche rispetto alle annate precoci degli ultimi anni – commenta Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio – che si prevede di concludere entro la prima decade di settembre. Quest’anno le uve sono arrivate alla maturazione in condizioni sanitarie particolarmente buone, senza significativi problemi fitopatologici».

VENDEMMIA NEI COLLI TORTONESI, LE ALTRE VARIETÀ

Per Barbera e Cortese la maturazione è in fase di completamento. La raccolta dovrebbe iniziare a breve. La vendemmia nei Colli Tortonesi si concluderà con la Croatina. La varietà, nella versione destinata all’invecchiamento tipica del territorio, necessita di una maturazione più avanzata. L’obiettivo è raggiungere una piena maturità dei tannini, così da ottenere una maggiore morbidezza.

Nonostante il forte anticipo della stagione, le prospettive qualitative indicate dal Consorzio sono positive. Dopo le ultime piogge, le uve sembrano aver ritrovato un buon equilibrio. I parametri analitici e lo stato sanitario dei grappoli sono considerati particolarmente favorevoli.

Anche sul fronte quantitativo la situazione viene descritta come equilibrata. L’annata è stata caratterizzata da temperature elevate già a partire da maggio, con numerose giornate oltre i 35 °C.

TIMORASSO, OLTRE 500 ETTARI NEI COLLI TORTONESI

Il 2026 rappresenta un passaggio significativo per il Timorasso dei Colli Tortonesi anche sul fronte della crescita della superficie vitata. Gli ettari dedicati alla varietà hanno superato quota 500, rispetto ai circa 100 ettari del 2016. Nello stesso periodo, le aziende associate al Consorzio sono passate da circa 40 a 120.

«È stata una crescita accompagnata sia dallo sviluppo delle aziende storicamente presenti sul territorio sia da importanti investimenti da parte di cantine di primo piano del panorama vitivinicolo piemontese. Questo equilibrio tra realtà locali e nuovi investimenti – prosegue Gian Paolo Repetto – ha consentito fino a oggi uno sviluppo significativo ma sostanzialmente ordinato della denominazione».

Per accompagnare questa crescita, il Consorzio, in accordo con le associazioni di categoria, ha deciso per la prossima programmazione di azzerare le idoneità destinate ai nuovi impianti. La scelta punta a mantenere l’equilibrio tra produzione e mercato. Gli incrementi produttivi attesi nei prossimi anni deriveranno dagli ettari già autorizzati in precedenza che entreranno progressivamente in produzione. Non sono quindi previste ulteriori espansioni della superficie vitata attraverso nuove idoneità.

DERTHONA TIMORASSO, CRESCITA DEI VOLUMI

Secondo il Consorzio, il Timorasso rappresenta il principale motore della crescita della denominazione. «Siamo tra le poche denominazioni italiane che, negli ultimi anni, pur in un contesto difficile per il settore, hanno registrato una crescita costante. Un successo che dobbiamo in gran parte al Derthona Timorasso, un vino sempre più riconosciuto e apprezzato per identità e qualità che oggi vale il 60% dei volumi e il 95% in peso reale».

Non viene rilevato, al momento, un problema di giacenze per il Timorasso. Le bottiglie imbottigliate sono passate dalle 800.000 del 2024 a circa 1.750.000 nel 2025. Il sistema viene quindi considerato in equilibrio, con una domanda che continua a crescere e assorbe l’offerta.

DERTHONA E GIACENZE, IL PESO DELL’AFFINAMENTO

Il disciplinare del Derthona prevede almeno un anno di affinamento prima della commercializzazione. Questo determina fisiologicamente la presenza di scorte in cantina.

«Il Derthona secondo il disciplinare – conclude Repetto – può essere commercializzato solo dopo almeno un anno di affinamento, generando fisiologicamente scorte elevate in cantina. Le giacenze aumentano anche perché la denominazione è in forte crescita produttiva. Occorre però distinguere le giacenze tecniche, dovute all’affinamento obbligatorio dalle giacenze di mercato, che sarebbero invece indice di rallentamento delle vendite, che non tocca questa tipologia di vini».

Il Consorzio distingue quindi tra le giacenze tecniche legate all’affinamento obbligatorio e quelle di mercato. Nel caso del Derthona, secondo quanto dichiarato dal presidente, le seconde non rappresenterebbero al momento un segnale di rallentamento delle vendite.

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