novembre 2025 del vino italiano e internazionale. Il racconto anno appena trascorso tra le wine news italiane ed estere di Winemag .it

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Novembre 2025 ha restituito l’immagine di un settore vitivinicolo attraversato da cambiamenti strutturali, tensioni di mercato e riflessioni strategiche che guardano al medio-lungo periodo. Tra sostenibilità, nuovi assetti normativi, consumi in evoluzione e scelte politiche delle denominazioni, il vino italiano e internazionale ha vissuto un mese denso di segnali, spesso contraddittori. Ma indicativi della fase in corso.

SCENARI GLOBALI E VISIONI DI SISTEMA

Lo sguardo lungo ha caratterizzato molte delle analisi emerse nel mese. Lo Champagne ha tracciato la sua “Road to 2050”, mettendo al centro sostenibilità e innovazione come assi portanti del futuro della denominazione. In parallelo, Assoenologi ha acceso i riflettori sull’evoluzione dei consumi, tra vini low e no-alcol, ormai tema strutturale del dibattito internazionale.

In Europa, Federvini ha accolto positivamente i passi avanti dell’Unione Europea sul Pacchetto Vino, sottolineando il valore delle semplificazioni normative e delle misure di sostegno al settore. Uno scenario complesso emerge anche dalla Borgogna, dove il comparto è stretto tra il calo dei consumi e nuove pressioni regolatorie. Mentre in Germania l’annata 2025 mostra Pinot di alto profilo qualitativo, a fronte di rese irregolari nelle 13 regioni vitivinicole.

FIERE, EVENTI E CONFRONTI INTERNAZIONALI

Novembre è stato anche il mese dei grandi appuntamenti. Il Cava Meeting 2025 ha riportato al centro il metodo classico spagnolo, celebrando la figura dell’Elaborador Integral, l’equivalente iberico dei Récoltant-Manipulant francesi. Un confronto che ha evidenziato, ancora una volta, le luci e le ombre di una denominazione che resta croce e delizia di se stessa.

A Montalcino, Benvenuto Brunello 2025 ha consacrato l’annata 2021, con la pubblicazione dei punteggi dei migliori Brunello e segnali di recupero dell’imbottigliato negli ultimi due mesi. Sul fronte dei concorsi del vino, il Concours des Grands Vins du Monde di Mâcon 2025 ha offerto uno spaccato contraddittorio e senza ombra di dubbio criticabile: Winemag ne ha svelato i meccanismi, facendo luce su alcune preoccupanti dinamiche che governano alcune competizioni enologiche.

Identità e confronto internazionale anche a Wine Vision by Open Balkan 2025, dove Vinitaly ha rivendicato il primato del Made in Italy. A Parigi l’Espace Pro ha rafforzato il ruolo dei Salon des Vignerons Indépendants come luogo di confronto tra addetti ai lavori. Una buona idea anche per Fivi, la Federazione italiana vignaioli indipendenti che potrebbe replicare il modello in Italia.

DENOMINAZIONI, CONSORZI E TERRITORI

Molti i temi legati alle denominazioni. Il Chianti ha annunciato una svolta strategica: addio alla Gran Selezione e nascita del Rosé Docg, scelta destinata a far discutere. A Montefalco, l’areale della Doc Spoleto è stato ampliato, avvicinando ulteriormente il territorio al Trebbiano Spoletino.

In Sicilia, il Consorzio Vini Valdinoto ha indicato come obiettivo la creazione di una Doc unica, mentre in Alto Adige il Santa Maddalena torna a interrogarsi sul proprio posizionamento nel mercato italiano, tra storia, prospettive e limiti raccontati da Cantina Bolzano. In Piemonte nasce il Comitato Tecnico Vitivinicolo per affrontare la sfida climatica, segnale di una crescente attenzione istituzionale al tema.

Non mancano i casi internazionali. In Argentina viene cancellato il marchio “San Gimignano” legato alla Vernaccia. Nel Collio le cantine fanno i conti con le conseguenze di una calamità naturale, dedicando un conto corrente alla raccolta fondi per gli interventi meteo straordinari.

AZIENDE, PERSONE E CONTROVERSIE

Il mese ha visto anche movimenti significativi sul piano aziendale. Cantine Pellegrino avvia una collaborazione d’eccellenza con Pietro Russo MW. Cavit approva il bilancio 2024/2025, completando la dismissione di Casa Girelli. Colomba Bianca registra un +30% di imbottigliato nel 2025, aprendo interrogativi su sostenibilità industriale e mercato.

Fa discutere in Oltrepò l’intervista esclusiva rilasciata a Winemag da Andrea Giorgi: «A Terre mi hanno fatto fuori. Ero scomodo». Il tema dei vini affinati in mare trova la critica-bocciatura di Riccardo Cotarella, che li definisce «come i vini naturali, trovate fuori luogo».

CRONACA, MERCATO E IMMAGINARIO

Novembre è stato anche il mese di episodi simbolici. La vittoria di Jannik Sinner celebrata con una “doccia di Champagne” scatena la reazione del Consorzio dell’Asti, riaprendo il dibattito sull’uso improprio delle denominazioni. Nei Balcani, il miglior rosato dell’area viene premiato in Albania, segnale di un’area in crescita e sempre più osservata.

Chiudono il mese lo sguardo verso Bordeaux, con l’Italia che spinge sugli investimenti francesi attraverso l’intervista a Vittorio Frescobaldi (Crus et Domaines de France – GCF), e il racconto di un Mercato FIVI 2025 dove la passione dei vignaioli indipendenti va oltre i numeri.

Un novembre complesso, fatto di strategie, tensioni e visioni opposte, che restituisce l’immagine di un settore chiamato a ridefinire priorità e linguaggi. Tra mercato, identità e sostenibilità.

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