IN BREVE
- L’Italia è uno dei mercati più dinamici per i vini Bordeaux, con un incremento significativo delle importazioni.
- I Bordeaux Rossi base stanno trainando la crescita, mentre i vini bianchi e il Crémant guadagnano interesse, anche grazie alle difficoltà dello Champagne.
- Nel 2024, l’Italia ha importato circa 1,3 milioni di bottiglie di Bordeaux, collocandosi tra i primi 30 mercati importatori al mondo.
- Strategie come l’espianto di vigneti a Bordeaux mirano a migliorare la qualità della produzione e aumentare i prezzi a lungo termine.
- Nell’intervista esclusiva rilasciata a Winemag, Vittorio Frescobaldi racconta strategie e politiche di mercato di Crus et Domaines de France (GCF).
L’Italia continua a distinguersi come uno dei mercati più dinamici per i vini di Bordeaux. Mentre in diversi Paesi europei la domanda rallenta, il nostro Paese registra un incremento significativo nelle importazioni. A trainare sono soprattutto i Bordeaux Rossi base e la crescente curiosità verso bianchi e Crémant.
Un contesto influenzato anche dalle profonde trasformazioni in atto nella regione francese tra espianti, riorganizzazioni aziendali e nuove strategie commerciali. Tematiche che sono il pane quotidiano di Vittorio Frescobaldi, Export Manager di Crus et Domaines de France, filiale bordolese di Les Grands Chais de France (GCF).
Negli ultimi mesi quali trend state osservando sul mercato italiano dei Bordeaux?
Negli ultimi mesi stiamo osservando un dato interessante: l’Italia si conferma uno dei mercati europei più dinamici per i vini di Bordeaux. Mentre in gran parte d’Europa si registra un rallentamento, in Italia le importazioni di Bordeaux continuano a crescere, con un incremento di oltre 100 mila bottiglie tra il 2023 e il 2024.
Qual è il segmento che sta trainando di più questa crescita?
Il segmento che sta trainando questa crescita è quello dei Bordeaux Rossi base, che mostrano un trend positivo molto chiaro, mentre la fascia alta, quella dei Grand Cru, rimane stabile ma con volumi costanti e di grande valore.
Quali sono oggi i volumi complessivi dell’Italia sul fronte delle importazioni?
Nel complesso, l’Italia oggi importa circa 1,3 milioni di bottiglie di Bordeaux, di cui 650 mila appartengono alla categoria Bordeaux base. Con questi numeri, il nostro Paese si colloca tra i primi 30 mercati importatori al mondo. Per avere un riferimento, gli Stati Uniti restano in testa con circa 26 milioni di bottiglie.
Si nota interesse anche verso categorie diverse dai rossi?
Un altro dato che emerge è la crescente curiosità per i bianchi di Bordeaux e per i Crémant, spinta anche dalla crisi dello Champagne, che ha spostato parte della domanda su alternative dal miglior rapporto qualità/prezzo.
Entrando nel dettaglio delle categorie, quali sono i numeri aggiornati secondo le stime doganali?
Secondo le stime doganali:
• Bordeaux Rosso base: 647 mila bottiglie importate in Italia nel 2024 (erano 527 mila nel 2022)
• Bordeaux Bianco: 161 mila bottiglie (rispetto alle 121 mila del 2022)
• Bordeaux Supérieur: 103 mila bottiglie
• Sauternes e Barsac: 53 mila bottiglie
• Saint-Émilion: 38 mila bottiglie
Colpisce un dato su tutti: in Italia si beve più Sauternes che Saint-Émilion. Come lo leggete?
In effetti è curioso notare che in Italia si beva più Sauternes che Saint-Émilion. Un dato che racconta la ricchezza e la varietà del gusto del consumatore italiano, sempre più attento e curioso.
Sul fronte della produzione, Bordeaux sta vivendo una fase complessa. Quali sono i principali cambiamenti?
Negli ultimi mesi sono stati espiantati circa 18 mila ettari nell’arco di 2 anni (tra 2023 e 2025), un intervento sostenuto da fondi francesi, mirato a eliminare le superfici meno vocate e innalzare la qualità media della produzione.
L’obiettivo è ridurre la quantità per far risalire il prezzo medio, anche se questo effetto non si è ancora manifestato a causa dell’ampio stock disponibile sul mercato. Si tratta però di una strategia di medio periodo, che punta a consolidare Bordeaux su valori più sostenibili e coerenti con la qualità storica dei suoi vini.
Come stanno reagendo i mercati tradizionalmente forti?
Mercati tradizionalmente forti come Cina e Stati Uniti oggi acquistano meno Bordeaux, ed è proprio in questo contesto che l’Italia emerge come un mercato sempre più strategico, capace di coniugare interesse per i grandi nomi e apertura verso le denominazioni meno note.
Qual è la posizione di Crus et Domaines de France all’interno del panorama bordolese?
Per quanto riguarda Crus et Domaines de France, il gruppo conta 25 proprietà a Bordeaux, di cui 4 presenti sulla Place de Bordeaux. Nei primi nove mesi del 2025, dopo diversi accordi e acquisizioni strategiche, il nostro fatturato ha raggiunto 226 milioni di euro, segno della solidità e della capacità di adattamento di un portafoglio ampio e coerente con le evoluzioni del mercato globale.
Quali sono le operazioni più recenti e significative?
Tra gli accordi e le acquisizioni strategiche vi sono quelli che riguardano Vignerons de Buzet. Si è tradotto in un aiuto al salvataggio di 150 aziende che stavano per chiudere. Già partner per l’esportazione dallo scorso febbraio, Grands Chais de France e Vignerons de Buzet hanno infatti formalizzato un accordo commerciale per salvare la cooperativa del Lot-et-Garonne. GCF ha così ripreso distribuzione e imbottigliamento. Il gruppo alsaziano Les Grands Chais de France ha inoltre acquisito la Maison Bouey.
BORDEAUX PER TUTTI: TRE ETICHETTE IN VENDITA AL SUPERMERCATO, IN ITALIA

- CHÂTEAU FONFROIDE BORDEAUX ROUGE 2023
Dove comprarlo: Supermercati Coop, Conad e Iper La grande i
Prezzo: 7,96 euro
Château Fonfroide Bordeaux Rouge 2023 nasce nell’area dell’Entre-Deux-Mers, su suoli argillo-calcarei, da un blend di Merlot e Cabernet vinificato con metodo tradizionale. Il vino si presenta con una veste granata brillante e un naso complesso, speziato, con note di prugna e pepe. In bocca è equilibrato e morbido, con richiami di confettura di lampone e liquirizia.
- CHÂTEAU TIMBERLAY BORDEAUX SUPÉRIEUR 2022
Dove comprarlo: Supermercati Conad e Despar
Prezzo: 8,90 euro
Château Timberlay Bordeaux Supérieur 2022 proviene da suoli argillo-calcarei e sabbiosi dell’area bordolese. È ottenuto da Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc vinificati separatamente in vasche di cemento termocontrollate, con un affinamento di 6-8 mesi in barrique. Si presenta rubino brillante, con un naso di frutti rossi – come mora, ribes nero e fragola – arricchito da note speziate e boisé, piacevolmente conferite dall’affinamento in legno. Al palato offre freschezza, struttura e rotondità, con tannini delicati e richiami finali di vaniglia e cannella.
- CHÂTEAU ROBERT CHARTON BORDEAUX AOP 2024
Dove comprarlo: Supermercati Rossetto
Prezzo: 5,95 euro
Robert Charton 2024 proviene da suoli argillo-calcarei e nasce da Merlot e Cabernet Sauvignon raccolti a piena maturazione, diraspati e fermentati per 10–14 giorni in vasche a temperatura controllata. Il vino si presenta rubino brillante con riflessi rosso mattone e un profilo aromatico centrato sui frutti rossi. Al palato è strutturato, morbido ed elegante.
L’Italia spinge Bordeaux: intervista a Vittorio Frescobaldi (Crus Et Domaines De France – GCF). https://crusetdomainesdefrance.com/equipe/.






