IN BREVE
- Il mercato secondario dei fine wines del 2025 mostra indicatori di miglioramento, con tre mesi consecutivi di rialzo degli indici Liv-ex.
- Château Cheval Blanc conquista il primo posto nel Power 100 2025, mentre San Guido consolida il ruolo dei Super Tuscan con un aumento dei prezzi del 4,5%.
- Château Rayas fa un notevole balzo in classifica, passando dal 54° al 5° posto grazie a un incremento medio di prezzo del 2,7%.
- Opus One è il vino del Nuovo Mondo meglio piazzato al 9° posto, segnalando un aumento medio di prezzo dell’1,8%.
- Il report evidenzia un interesse crescente per vini mid-range e una diminuzione nel numero di marchi italiani presenti, con i Super Tuscan che si difendono meglio.
Il mercato secondario dei fine wines chiude il 2025 in un clima diverso rispetto all’anno precedente. Il Liv-ex Power 100 Report (dicembre 2025) descrive un contesto ancora difficile per l’insieme delle compravendite che avvengono dopo la prima vendita ufficiale del produttore (da qui la definizione “mercato secondario”). Ma con alcuni indicatori in miglioramento. Gli indici Liv-ex hanno registrato tre mesi consecutivi di rialzo. Nel campione considerato, 35 brand hanno mostrato un incremento medio dei prezzi, contro 11 dell’anno scorso. La domanda, soprattutto tra gli operatori, si è spostata dal tema del “quando finisce” a quello del “cosa comprare adesso”.
La classifica si basa sui vini scambiati su Liv-ex nell’ultimo anno di rilevazione, dal 1° ottobre 2024 al 30 settembre 2025, raggruppati per brand. Per entrare nel ranking, i marchi devono aver scambiato almeno tre vini o annate e raggiungere almeno 10.000 sterline di valore totale di scambi. I criteri di graduatoria combinano performance di prezzo anno su anno, attività di scambio (per valore e volume), ampiezza dell’offerta scambiata e prezzo medio dei vini del brand, con una ponderazione che attribuisce maggiore peso alla componente di trading.
CHEVAL BLANC AL NUMERO 1, SAN GUIDO SECONDA
In cima al Power 100 2025 sale Château Cheval Blanc, che guadagna nove posizioni e conquista il primo posto. Nel report il risultato viene legato a un approccio più strutturato e coerente nella definizione dei prezzi negli ultimi anni, in un quadro di diffusa sfiducia verso Bordeaux.
Alle spalle del leader si piazza San Guido, che consolida il ruolo dei Super Tuscan sul mercato internazionale. Il report segnala un aumento medio dei prezzi del marchio pari a +4,5%, e attribuisce il piazzamento anche a un’elevata liquidità (con posizioni molto alte nelle classifiche di volume e valore degli scambi).

RAYAS IN FORTE RISALITA, OPUS ONE GUIDA LA CALIFORNIA
Tra i balzi più rilevanti dell’edizione 2025 spicca Château Rayas, che passa dal 54° posto dell’anno precedente al 5°, con una risalita di 49 posizioni. Il report collega la performance soprattutto alla componente prezzo: dopo la correzione del biennio 2023-2024, nel periodo considerato Rayas mostra un incremento medio di +2,7%, sostenuto anche da scambi significativi.
Sul fronte “Nuovo Mondo”, Opus One è il californiano meglio piazzato, al 9° posto assoluto. Nel periodo analizzato, i prezzi medi del brand risultano in aumento di +1,8%, con una nota specifica: l’annata 2021, più recente, ha mostrato prezzi di scambio in calo, mentre le altre annate hanno tenuto meglio.
CHAMPAGNE AL MIGLIOR RISULTATO: NOVE BRAND IN CLASSIFICA
La distribuzione geografica dei brand nel Power 100 2025 evidenzia uno spostamento di equilibrio. Bordeaux aumenta la propria presenza da 25 a 27 brand, così come la Champagne che sale da 7 a 9, eguagliando il suo miglior risultato storico.
Per la Champagne, il report indica Krug come il marchio con la posizione più alta tra gli spumanti, grazie soprattutto a una performance di prezzo positiva, seppur contenuta (+0,6% medio). Dom Pérignon, invece, è indicato come il brand più scambiato per volume nel segmento e si colloca al 15° posto assoluto.
BORGOGNA E ITALIA IN CALO DI RAPPRESENTANZA
Nel conteggio dei brand per area, la Borgogna scende da 30 a 29 presenze. Il report sottolinea anche un’elevata rotazione interna: è la regione con più ingressi e uscite dal ranking annuale. L’analisi evidenzia un interesse crescente per etichette “mid-range” (in termini relativi, sotto la soglia di 2.000 sterline per cassa da 12 bottiglie da 75 cl), cioè vini più accessibili e orientati al consumo oltre che all’investimento.
Anche l’Italia arretra nel numero di marchi presenti, passando da 22 a 20. Il report distingue però nettamente: i Super Tuscan tengono meglio, mentre diversi produttori tradizionali toscani (in particolare aree come Chianti e Brunello) risultano più penalizzati. La causa indicata è il ritiro o la minore presenza dei buyer statunitensi, che nel periodo precedente avevano rappresentato una quota molto importante della domanda per quelle denominazioni.
Restano ben posizionati o in rafforzamento marchi come Ornellaia, Masseto, Tignanello e Solaia, mentre compaiono comunque in classifica nomi come Montevertine, Biondi-Santi, Il Marroneto, Soldera Case Basse e Valdicava.
IL CASO VEGA SICILIA E IL PESO DEL PRICING
Tra i movimenti più evidenti fuori dall’asse franco-italiano, il report segnala Vega Sicilia, che dopo il primo posto del 2024 scende al 16° nel 2025. La motivazione indicata riguarda la riduzione del sostegno legato ai compratori USA; nel periodo osservato, i prezzi medi risultano sostanzialmente piatti, pur con livelli di scambio ancora alti.
Nel complesso, la lettura di Liv-ex è chiara: il mercato nel 2025 premia soprattutto i brand con pricing coerente e reputazione solida, in un contesto in cui liquidità e fiducia contano quanto (e talvolta più di) picchi di prezzo.






