IN BREVE
- Tenuta del Paguro affina i suoi vini nel mare Adriatico, a circa trenta metri di profondità.
- Le bottiglie riposano sul fondale, dove la temperatura e la pressione creano un ambiente ideale per l’affinamento.
- Il progetto, avviato da Gianluca Grilli e Stefano Gardi, si sviluppa vicino al relitto della piattaforma metanifera Paguro, che ha creato un habitat marino unico.
- Le vigne si trovano a Mazzolano e i vini includono varietà come Albana e Sangiovese, con pratiche di agricoltura integrata.
A circa trenta metri di profondità, nel mare Adriatico al largo di Ravenna, Tenuta del Paguro affida i suoi vini al mare. Metodo di affinamento subacqueo che pone il vino a un ambiente naturale non controllabile. Le bottiglie vengono adagiate sul fondale, dove la luce si attenua, la temperatura resta stabile tra i 10 e i 13 gradi, la pressione raggiunge i quattro bar. Le correnti generano un movimento continuo e impercettibile. L’affinamento dura un ciclo annuale completo: 12 mesi, 12 lune, 4 stagioni.
IL RELITTO DEL PAGURO
Il progetto si sviluppa in prossimità del relitto della piattaforma metanifera Paguro, affondata nel 1965 a seguito di un incidente durante attività di perforazione. Nel tempo, la struttura si è trasformata in un reef artificiale, oggi riconosciuto come area di interesse biologico. Il mare non ha conservato la piattaforma, ma l’ha modificata. Le superfici metalliche sono state colonizzate da organismi marini, creando un habitat per diverse specie. È in questo contesto che il vino viene immerso in uno spazio che ha già attraversato una trasformazione.
L’ORIGINE DEL PROGETTO
Il progetto prende il via da Gianluca Grilli insieme all’enologo Stefano Gardi della Tenuta Nasano. Una sorta di dialogo fra il territorio romagnolo, il mare e il relitto del Paguro a cui si lega anche la memoria storica: i vini salsi dei Romani. Vini ottenuti con aggiunta di acqua marina per la conservazione.
LA VIGNA E LA PRODUZIONE
Le vigne si trovano a Mazzolano, nel territorio di Riolo Terme, su di una vena gessosa. I terreni sono argillosi, ricchi di calcare e potassio. I vitigni includono Albana e Sangiovese, insieme a Merlot e Cabernet. La gestione segue pratiche di agricoltura integrata certificata, con interventi minimi e raccolta manuale. La fermentazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata tra i 25 e i 26 gradi.
L’IMMERSIONE IN MARE
Dopo la vinificazione, il vino viene imbottigliato con tappo in sughero. Ogni bottiglia è sigillata con una miscela di ceralacca e gommalacca. Questo strato protegge dall’acqua marina senza bloccare completamente i micro scambi gassosi.
Le bottiglie vengono inserite in ceste metalliche progettate per resistere all’ambiente marino. È l’ultima fase controllabile prima dell’immersione. Trascorso il periodo di affinamento, le bottiglie vengono recuperate.
DUE DIMENSIONI: TERRA E MARE

Il progetto si sviluppa tra due ambienti. La terra, dove il tempo è visibile e scandito dalle stagioni. Il mare, dove il tempo è continuo e non osservabile. Il vino nasce in vigna e continua la sua evoluzione in mare. Non si tratta di fusione, ma di passaggio tra due condizioni complementari.
I nomi dei vini richiamano le forme di vita marine. Fra questi spicca il Romagna Doc Albana “Squilla Mantis” 2014. 100% Albana, 20 giorni di fermentazione in acciaio e 8 mesi di affinamento in cemento prima di essere affidato al mare. Ne risulta un vino dal colore dorato carico. Naso coinvolgente che alterna note minerali, erbe aromatiche e frutta matura. In bocca è pieno, di grande freschezza a discapito degli anni, sapido e goloso.






