Turismo di lusso, Deloitte: Italia primo hub europeo per il 60% degli investitori Nasce il Manifesto Per un Turismo del lusso in Sicilia Taormina

Turismo di lusso, Deloitte: Italia primo hub europeo per il 60% degli investitori

IN BREVE
  • L’Italia si conferma come il principale hub europeo dell’hotellerie di lusso, con il 60% degli investitori che prevede crescita nel settore.
  • L’evento ‘Luxury Hospitality Reloaded’ ha riunito esperti per discutere del riposizionamento e sostenibilità nel segmento luxury.
  • Deloitte rileva che il food & beverage rappresenta un fattore chiave per attrarre clientela, con oltre il 70% di investitori intenzionati a investire in quest’area.
  • Il riposizionamento degli hotel richiede investimenti ESG, con oltre il 21% delle spese destinate a iniziative sostenibili.
  • L’attenzione si sposta verso clienti che cercano esperienze uniche con impatti positivi per le comunità locali.

L’Italia si conferma il principale hub europeo dell’hotellerie di lusso. A indicarlo è il 60% degli investitori intervistati da Deloitte, secondo cui il Paese continuerà a rappresentare il principale polo di attrazione e sviluppo del settore nei prossimi tre anni.

I dati saranno al centro dell’evento “Luxury Hospitality Reloaded: Repositioning and Balancing Sustainability”, promosso da Deloitte in programma oggi pomeriggio nella Galleria Deloitte di Milano, con la partecipazione di gruppi alberghieri, investitori e rappresentanti del settore bancario.

Ad aprire i lavori saranno Angela D’Amico, partner e real estate sector leader di Deloitte, e Fabio Giuffrida, director Deloitte Climate & Sustainability. Seguirà un’intervista a Lorenzo Vianello, head of real estate industry di UniCredit Italy. Prevista anche una tavola rotonda dedicata al riposizionamento degli hotel nel segmento luxury con Marcello Mangia di Mangia’s Resorts, Mario Ferraro di Smeralda Holding e Massimo Baldo di Palace Resorts.

SEMPRE PIÙ INVESTIMENTI NEL LUXURY

Secondo Deloitte, la crescita della domanda di ospitalità di alta gamma e i rendimenti superiori rispetto ad altri segmenti dell’hotellerie stanno spingendo investitori e operatori verso il riposizionamento degli asset nel comparto luxury.

«Come emerge dal nostro studio, l’Italia resta il mercato più attrattivo d’Europa per il settore del turismo di lusso, grazie a un patrimonio culturale e paesaggistico ineguagliabile e alla reputazione consolidata come destinazione di eccellenza. Tra gli operatori del settore che abbiamo intervistato, circa sei su 10 indicano il nostro Paese come il principale polo di attrazione e sviluppo dell’hotellerie di lusso in Europa nei prossimi tre anni», commenta Angela D’Amico.

Secondo Deloitte, le prospettive di crescita non riguardano soltanto città come Roma, Milano, Venezia e Firenze, ma anche borghi rigenerati, territori montani e destinazioni emergenti.

FOOD & BEVERAGE LEVA STRATEGICA

Tra i principali fattori di competitività emerge il ruolo del food & beverage. Oltre il 70% di investitori e operatori prevede infatti investimenti in quest’area.

«In questo contesto cresce sempre di più il ruolo del food & beverage come fattore chiave di differenziazione e di attrattività per la clientela luxury – osserva Benedetto Puglisi, director real estate & hospitality di Deloitte -. La ricchezza e la varietà della cucina italiana, patrimonio dell’UNESCO, rappresentano una leva competitiva per rafforzare il posizionamento delle strutture nel segmento luxury, anche attraverso investimenti dedicati agli spazi e partnership con chef e marchi di riferimento».

Tra gli altri driver individuati dallo studio figurano l’attrattività della location, la disponibilità di capitale e la forza del brand. L’interesse degli investitori si concentra soprattutto sulle strutture alberghiere esistenti e sugli edifici storici da riconvertire, nonostante i vincoli architettonici e conservativi che spesso caratterizzano questi immobili.

SOSTENIBILITÀ ED ESG AL CENTRO DEL RIPOSIZIONAMENTO

Per Deloitte il riposizionamento degli hotel nel segmento luxury passa sempre più da investimenti ESG e sostenibilità ambientale. «In un contesto globale in cui cresce l’attenzione agli aspetti ambientali e sociali, i fattori ESG non sono più una scelta etica, ma un imperativo strategico che incide su competitività, reputazione e sostenibilità economica delle strutture ricettive», spiega Franco Amelio, partner di Deloitte Climate & Sustainability.

Secondo Deloitte, oltre il 21% delle CapEx complessive nelle strategie di riposizionamento luxury viene destinato a iniziative legate alla sostenibilità. Tra il 2024 e il 2025 il numero di strutture con certificazioni ESG è cresciuto del 22%, mentre il 73% dei viaggiatori vorrebbe che la spesa turistica producesse benefici diretti per le comunità locali.

La gestione responsabile delle risorse naturali rappresenta un altro elemento chiave. Riduzione dei consumi energetici, fonti rinnovabili, conservazione idrica e gestione circolare dei rifiuti sono considerati strumenti utili per aumentare competitività e valore immobiliare.

«Stiamo assistendo ad un cambiamento importante della tipologia di ospiti che scelgono di soggiornare in queste tipologie di strutture – commenta Fabio Giuffrida -. Si tratta infatti di una clientela che è alla ricerca di un’esperienza unica e tailor-made che sia in grado però anche di generare effetti positivi».

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