IN BREVE
- La Toscana sviluppa una nuova pianta di Sangiovese resistente attraverso le Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea) per affrontare emergenze climatiche e fitosanitarie.
- Il progetto coinvolge Coldiretti Toscana, Vigneto Toscana, CREA-VE e l’Università di Udine, puntando a rafforzare la resilienza del vitigno simbolo della regione.
- Le Tea permettono interventi mirati sul DNA delle piante, senza introdurre materiale genetico esterno, accelerando l’adattamento naturale.
- La prima pianta è in crescita in vitro e le applicazioni in campo inizieranno nella primavera del 2027, per garantire continuità produttiva e qualità.
- I risultati della sperimentazione verranno presentati il 13 aprile a Vinitaly durante l’incontro su Sangiovese e sostenibilità.
Una nuova risposta alle emergenze climatiche e fitosanitarie arriva dalla Toscana. È stata realizzata la prima pianta di Sangiovese ottenuta con le Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea), con l’obiettivo di rafforzare la resilienza della viticoltura di fronte a siccità e malattie.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana, insieme al CREA-VE e all’Università di Udine. Al centro della ricerca il Sangiovese, vitigno simbolo della regione, che rappresenta oltre il 60% della superficie vitata toscana e da cui derivano circa 7 bottiglie su 10 del vino regionale.
SVILUPPO DI UNA VITICOLTURA PIÙ RESILIENTE
Le Tea si configurano come uno strumento innovativo per il settore vitivinicolo. Si tratta di tecnologie che permettono interventi mirati sul DNA delle piante senza introdurre materiale genetico esterno. Il risultato è un’accelerazione dei processi naturali di adattamento.
Non vengono create nuove specie, ma si lavora sull’evoluzione delle varietà esistenti. In questo caso, il Sangiovese potrà sviluppare maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, tra cui l’oidio. Un aspetto rilevante riguarda anche la possibilità di ridurre l’impiego di agrofarmaci.
SPERIMENTAZIONE IN CORSO E PROSPETTIVE
La prima pianta è attualmente in fase di crescita in vitro nei laboratori del CREA di Conegliano Veneto. Le prime applicazioni in campo sono previste a partire dalla primavera del 2027. L’obiettivo del progetto è fornire alle imprese vitivinicole strumenti concreti per garantire continuità produttiva e qualità, salvaguardando al tempo stesso territorio, reddito agricolo e competitività.
RICERCA PUBBLICA E INNOVAZIONE
Il percorso di ricerca si sviluppa su un arco di tre anni, con il supporto dell’Università di Udine e il coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno. L’iniziativa conferma il ruolo della Toscana come area attenta all’innovazione in viticoltura.
I primi risultati della sperimentazione saranno presentati il 13 aprile a Vinitaly, durante l’incontro «Sangiovese tra tradizione e innovazione: il ruolo delle TEA per una viticoltura più sostenibile», in programma alle ore 15 a Casa Coldiretti.






