IN BREVE
- La 58ª edizione di Vinitaly chiude con 90mila presenze, di cui il 26% dall’estero, e la prossima edizione si svolgerà dall’11 al 14 aprile 2027.
- Il presidente Federico Bricolo sottolinea l’importanza degli afflussi internazionali nonostante la situazione geopolitica complessa.
- Sui mercati consolidati spiccano Stati Uniti, Canada ed Europa, mentre i mercati emergenti includono Cina, Brasile e Africa.
- Il programma di sviluppo internazionale prevede nuove tappe in Africa, Canada e Australia, oltre al rafforzamento in Brasile.
- Vinitaly si conferma piattaforma di confronto tra filiera e istituzioni con la partecipazione di esponenti governativi e momenti di discussione sui temi del settore.
Si chiude oggi a Veronafiere la 58ª edizione di Vinitaly con 4mila aziende presenti in un quartiere fieristico sold out e 90mila presenze complessive. Di queste, il 26% è arrivato dall’estero, con operatori provenienti da 135 Nazioni, cinque in più rispetto al 2025. La prossima edizione è già in calendario: la 59ª Vinitaly si terrà a Veronafiere dall’11 al 14 aprile 2027.
RISULTATI VINITALY 2026, VERONAFIERE SODDISFATTA
Per il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il risultato assume un significato particolare nel quadro internazionale attuale. «Siamo soddisfatti perché in un contesto internazionale segnato da dinamiche geopolitiche complesse – commenta – che incidono in modo significativo sui flussi e sulla mobilità degli operatori verso le principali manifestazioni fieristiche europee, il risultato raggiunto assume un valore tutt’altro che scontato».
«La conferma della presenza di oltre 1.000 top buyer provenienti da più di 70 Paesi, selezionati e ospitati in collaborazione con ITA Agenzia unitamente a quella degli altri operatori profilati, testimonia la capacità della manifestazione di attrarre una domanda qualificata e di garantire un’elevata rappresentatività dei mercati. La fiera si afferma così come un’infrastruttura a sostegno dell’internazionalizzazione del settore, capace di favorire incontri ad alto valore aggiunto, accelerare l’ingresso ai mercati esteri e sostenere concretamente la competitività del vino italiano».
«La presenza di mercati consolidati come Stati Uniti, Canada ed Europa, insieme ad aree ad alto potenziale di sviluppo, tra cui Mercosur con il Brasile e India, Australia e Africa – conclude Bricolo – contribuisce a creare un ecosistema orientato a generare nuove relazioni commerciali e opportunità di sviluppo».
BUYER ESTERI, MERCATI CONSOLIDATI E NUOVE AREE DI SVILUPPO
Tra i mercati consolidati presenti a Verona si confermano Germania, Nord America con Usa e Canada, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Paesi scandinavi, Polonia e Austria. Veronafiere legge questi numeri come un segnale di continuità dei principali sbocchi del vino italiano.
Sul fronte dei mercati a maggior potenziale, la top 10 indicata dagli organizzatori comprende Cina, Brasile, Australia, Messico, Corea del Sud, Thailandia, Repubbliche Baltiche, Serbia e Singapore. In crescita anche l’interesse dall’Africa, con Sudafrica, Tanzania, Nigeria e Angola. In Asia vengono segnalati anche Giappone e Vietnam, mentre tra le novità figura l’Ucraina, presente con una delegazione definita numerosa e qualificata.
VERONAFIERE PUNTA SU AFRICA, CANADA, AUSTRALIA E BRASILE
Per il direttore generale vicario Gianni Bruno, la manifestazione ha confermato la tenuta organizzativa e la continuità delle relazioni commerciali in una fase economica complessa.
«Veronafiere – commenta – conferma la solidità organizzativa della manifestazione e la capacità di garantire continuità e qualità nelle relazioni di business anche in una fase congiunturale complicata. L’internazionalizzazione è una direttrice strategica su cui continueremo a investire: siamo già al lavoro per sviluppare nuove tappe di Vinitaly in Africa, Canada e Australia e raddoppieremo la presenza in Brasile, rafforzando il presidio già attivo con Wine South America. Il grado di soddisfazione espresso in questi giorni dagli espositori e dagli operatori conferma l’efficacia del percorso strategico avviato. Vinitaly è un acceleratore concreto per il posizionamento delle imprese, capace di trasformare la partecipazione fieristica in promozione e opportunità di business».
Il piano di sviluppo internazionale indicato da Veronafiere guarda quindi a nuove tappe in Africa, Canada e Australia, oltre al rafforzamento della presenza in Brasile.
VINITALY AND THE CITY, NOLO, XCELLENT SPIRITS E TURISMO DEL VINO
Sul fronte del fuori salone, Vinitaly and the City ha registrato 50mila token degustazione. Il progetto continuerà inoltre nel suo sviluppo territoriale con una nuova tappa autunnale nelle Marche, ad Ancona, dopo l’esperienza in Calabria.
Il palinsesto della rassegna ha contato quasi 100 eventi tra degustazioni e convegni, oltre alle migliaia di iniziative organizzate agli stand da aziende, regioni e consorzi. Tra le novità evidenziate dagli organizzatori ci sono lo sviluppo di NoLo – Vinitaly Experience, il rafforzamento di Xcellent Spirits e il consolidamento di Vinitaly Tourism.
VINITALY 2026 TRA FILIERA, ISTITUZIONI E POLITICA
Vinitaly ha confermato anche il proprio ruolo di piattaforma di confronto tra filiera e istituzioni, sia a livello nazionale sia europeo. Tra gli appuntamenti principali viene segnalato il Tavolo Vino, dedicato ai temi dell’export, del nuovo Ocm, delle dinamiche produttive e dei consumi.
Sul piano istituzionale, la manifestazione ha visto la partecipazione del commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Christophe Hansen, del presidente della Camera Lorenzo Fontana e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla sua terza presenza.
Presenti anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il presidente di ITA Agenzia Matteo Zoppas.






