IN BREVE
- Nel 2025, il fatturato di Trentodoc si attesta a 180 milioni di euro, in linea con l’anno precedente.
- Le vendite di bottiglie raggiungono 12,2 milioni, mostrando una continua crescita nel settore delle bollicine di qualità.
- Il numero di aziende associate aumenta da 67 a 74, evidenziando l’attrattività del modello Trentodoc.
- Il mercato italiano rimane il principale riferimento, con segnali positivi soprattutto nel Nord e nel Centro.
- L’export si mantiene stabile al 15% delle vendite, con l’Europa che rappresenta il 54,19% delle esportazioni.
Il comparto Trentodoc conferma la propria stabilità. Nel 2025 il fatturato si attesta a 180 milioni di euro, in linea con l’anno precedente. Le bottiglie vendute raggiungono quota 12,2 milioni. Un risultato che evidenzia la continuità del percorso di crescita della denominazione e il consolidamento nel segmento delle bollicine di qualità.
A fotografare l’andamento è l’Osservatorio dell’Istituto Trento Doc. I dati indicano un comparto che mantiene equilibrio, nonostante un contesto di mercato complesso.
«Il contesto di mercato richiede oggi attenzione e capacità di adattamento. In questo scenario, Trentodoc conferma segnali di equilibrio e continuità, sostenuti dal lavoro delle aziende e dalla coerenza del progetto di denominazione. I dati dell’Osservatorio evidenziano un comparto che, nell’arco di un decennio, ha raddoppiato i propri numeri e continua a esprimere vitalità, come dimostra anche la crescita del numero degli associati, passati da 67 del 2025 ai 74 di oggi», commenta Stefano Fambri, presidente dell’Istituto.
CRESCE IL NUMERO DELLE AZIENDE
Tra gli elementi più rilevanti emerge l’aumento degli associati. Le aziende passano da 67 a 74. Un dato che rafforza la struttura della denominazione e testimonia l’attrattività del modello Trentodoc. Nel corso degli ultimi dieci anni, il comparto ha raddoppiato i propri numeri. Una dinamica che conferma la solidità del progetto e la sua capacità di evolvere nel tempo.
ITALIA MERCATO CHIAVE, EXPORT STABILE
L’Italia si conferma il principale mercato di riferimento. La presenza è consolidata soprattutto nel Nord e nel Centro, aree che continuano a registrare segnali positivi.
Sul fronte internazionale, l’export resta stabile al 15% delle vendite complessive. I principali mercati esteri si concentrano in Europa, che assorbe il 54,19% delle esportazioni. Seguono il Nord America — con Stati Uniti, Messico e Canada — e le aree di Asia e Oceania.
La progressiva affermazione della denominazione contribuisce a mantenere l’interesse anche oltre i confini nazionali, pur in uno scenario globale che richiede cautela.






