IN BREVE
- Il Consorzio Tutela Vini d’Acqui presenta un rebranding ispirato alla rosa e introduce nuove versioni secche e rosé.
- L’Acqui DOCG celebra trent’anni con una produzione vicina ai tre milioni di bottiglie e un crescente mercato estero.
- Il nuovo logo, con una rosa stilizzata, rafforza il legame tra vitigno, territorio e stile.
- Sono in arrivo l’Acqui DOCG Rosé e una moderna interpretazione del Rosso, entrambi con profili aromatici distintivi.
- Il Consorzio punta a una strategia di crescita internazionale, valorizzando l’identità aromatica del Brachetto.
Il Consorzio Tutela Vini d’Acqui rinnova identità e gamma produttiva. Al centro, il rebranding ispirato alla rosa e lo sviluppo delle versioni secche e rosé, accanto al tradizionale stile dolce del Brachetto. Il sistema Acqui DOCG celebra i trent’anni dal riconoscimento (1996) con numeri consolidati: una produzione che sfiora i 3 milioni di bottiglie e una presenza crescente sui mercati esteri. Dopo l’Italia, gli Stati Uniti rappresentano circa un quarto dei volumi, mentre si rafforzano Danimarca e Asia, con la Corea del Sud in evidenza.
REBRANDING: LA ROSA COME SEGNO IDENTITARIO DEL BRACHETTO
La novità principale è il rebranding completo del Consorzio. Il nuovo logo introduce una rosa stilizzata, simbolo diretto del profilo aromatico del Brachetto. Non solo elemento grafico, ma richiamo immediato alle note floreali che caratterizzano la denominazione.
L’operazione punta a rafforzare il posizionamento internazionale, rendendo più riconoscibile il legame tra vitigno, territorio e stile. Il riferimento alla rosa unifica comunicazione visiva e identità sensoriale del vino.
ACQUI DOCG ROSÉ: SPUMANTE E FERMO PER IL CONSUMO CONTEMPORANEO
Tra le innovazioni di prodotto emerge l’Acqui DOCG Rosé, disponibile sia in versione spumante sia ferma. Ottenuto con breve macerazione sulle bucce, si presenta con colore rosa cipria e un profilo aromatico che richiama violetta e lampone.
La struttura privilegia freschezza e sapidità, con un’impostazione orientata all’aperitivo e al consumo informale. Si tratta di una delle leve con cui la denominazione amplia il proprio pubblico.
ACQUI DOCG ROSSO: IL RITORNO DELLO STILE SECCO
Accanto al rosé, il Consorzio rilancia l’Acqui DOCG Rosso, versione secca già diffusa a fine Ottocento. Il vino recupera una tradizione storica del Brachetto, reinterpretata in chiave moderna.
Il profilo aromatico mantiene le note tipiche di rosa e fragola, mentre la struttura è sostenuta da tannini morbidi. Si posiziona come vino da tavola, adatto ad abbinamenti con piatti strutturati, formaggi stagionati e specialità locali come lo stoccafisso all’acquese.
DALLA DOLCEZZA ALLA VERSATILITÀ: L’EVOLUZIONE DELLA DENOMINAZIONE
Dal 2017 la denominazione ha avviato un percorso di ampliamento stilistico. Alla versione dolce, storicamente dominante, si affiancano oggi interpretazioni secche e rosate che valorizzano la flessibilità del vitigno Brachetto.
La produzione resta concentrata tra le province di Alessandria e Asti, su circa 850 ettari nelle colline patrimonio Unesco. Il territorio continua a essere un elemento chiave anche per lo sviluppo dell’enoturismo.
EXPORT, POSIZIONAMENTO INTERNAZIONALE e VENDEMMIA 2025
La crescita sui mercati esteri rappresenta un asse strategico. Gli Stati Uniti guidano la domanda internazionale, mentre i Paesi nordici e l’Asia mostrano dinamiche in espansione.
L’obiettivo del Consorzio è consolidare la presenza globale attraverso un’offerta più ampia e una comunicazione coerente, capace di valorizzare l’identità aromatica del Brachetto.
La vendemmia 2025 ha garantito una buona qualità delle uve. Il Consorzio guarda ai prossimi anni puntando su diversificazione stilistica e maggiore riconoscibilità del brand.






