Vinitaly c’è o ci spam?

IN BREVE
  • Vinitaly 2026 suscita perplessità tra operatori del vino, principalmente per il sistema di matchmaking e la gestione dei contatti.
  • I buyer segnalano centinaia di richieste standardizzate, che risultano inefficaci e generano spam.
  • C’è una richiesta di maggiore preparazione prima dei contatti; le email generiche vengono sempre più ignorate.
  • Le aziende devono affrontare costi crescenti e la pressione dei buyer finanziati che cambiano le dinamiche dell’evento.
  • Il modello attuale di Vinitaly necessita di revisione per migliorare la qualità e la selezione dei contatti.

A pochi giorni da Vinitaly 2026 , in programma a Verona fiera dal 12 al 16 aprile, emergono perplessità diffuse tra operatori del settore vino. Buyer, export manager e commerciali segnalano criticità legate soprattutto al sistema di matchmaking e alla gestione dei contatti tra aziende e compratori. Il tema è ricorrente: troppe richieste standardizzate. Poca selezione. Risultati incerti.

MATCHMAKING VINITALY TRA SPAM E AGENDE SATURATE

Diversi professionisti raccontano di aver ricevuto centinaia di richieste di appuntamento, spesso identiche tra loro. «Ho ricevuto oltre cento richieste copia e incolla, senza alcun riferimento al mio lavoro o al mio portafoglio», osserva un buyer internazionale. Il problema non è solo quantitativo, ma qualitativo.

Il sistema, pensato per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, viene percepito come poco efficace. «Si presenta come matchmaking, ma di fatto genera spam istituzionalizzato», è una delle valutazioni più nette.

In molti casi, le agende risultano piene di incontri non richiesti, impedendo di organizzare appuntamenti mirati con produttori realmente interessanti. «Quando ho cercato aziende specifiche, non avevo più slot disponibili», segnala un operatore.

RICERCA PREVENTIVA E CONTATTI MIRATI: LA DIFFERENZA

Dalla parte commerciale emerge una richiesta chiara: maggiore preparazione prima del contatto. «La ricerca preliminare è fondamentale: chi sono, cosa acquistano, come distribuiscono. Solo dopo ha senso scrivere», sottolinea un export manager.

Le email generiche vengono sempre più ignorate. I buyer premiano invece chi dimostra conoscenza concreta dell’interlocutore. «Visiterò chi ha aperto il mio sito, chi ha capito cosa cerco», sintetizza un professionista. Il tema è centrale. In un contesto saturo di richieste, la selezione passa dalla qualità dell’approccio.

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COSTI IN AUMENTO E PRESSIONE SULLE AZIENDE

Le criticità non riguardano solo i buyer. Anche le aziende evidenziano difficoltà legate ai costi e al ritorno dell’investimento. «Le cantine spendono sempre di più per partecipare e cercano di massimizzare i contatti, spesso sbagliando approccio», osserva un operatore.

Negli ultimi anni, secondo alcuni professionisti, la presenza di buyer finanziati – in parte con risorse pubbliche – ha cambiato la dinamica di Vinitaly. Questo ha aumentato la pressione sulle aziende, spinte a contattare il maggior numero possibile di interlocutori. «C’è una sorta di ansia da prestazione che porta a scrivere a chiunque», è la sintesi.

PIATTAFORMA SOTTO ACCUSA: DATI NON AGGIORNATI E DISALLINEAMENTI

Un altro nodo riguarda l’affidabilità della piattaforma ufficiale. Alcuni operatori segnalano la presenza di nominativi non aggiornati o di buyer non presenti in fiera. «Ci sono profili che risultano attivi ma non partecipano da anni», viene riportato. Questo elemento riduce ulteriormente l’efficacia del sistema e genera frustrazione tra gli utenti.

TRA CRITICHE E ATTESE PER VINITALY 2026

Le osservazioni convergono su un punto: il modello attuale necessita di una revisione. Più selezione, migliore profilazione e strumenti realmente intelligenti sono le richieste principali.

In un contesto internazionale sempre più competitivo, con Prowein ridimensionato e Wine Paris che vola, Vinitaly resta un appuntamento centrale per l’Italia del vino. Ma per mantenere il suo ruolo dovrà rispondere alle esigenze di un settore che chiede meno quantità e più qualità nei contatti.

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