Viandante del Cielo, spirito locale e visione internazionale per raccontare il Trasimeno

Viandante del Cielo, vini del Trasimeno tra spirito locale e visione internazionale

IN BREVE
  • Viandante del Cielo, situata a Passignano sul lago Trasimeno, è una cantina fondata nel 2007 dal gruppo Skywalker Vineyards di George Lucas.
  • La cantina, “Rivelazione Centro-Italia” per la Guida Winemag 2026, si estende su 24 ettari, di cui solo 4 vitati.
  • Adotta pratiche di agricoltura biologica e produce circa 23 mila bottiglie all’anno, puntando a raggiungere le 40 mila.
  • I vini principali includono Viandante, Pristinvm e Lungolago, ciascuno rappresentativo del territorio umbro.
  • Il giovane team della cantina, guidato da Michele Biraga, punta a un’ospitalità calda e una maggiore integrazione con il consorzio locale.

A Passignano in provincia di Perugia, sulle colline che dominano la sponda nord del lago Trasimeno, la cantina Viandante del Cielo (Cantina Rivelazione Centro Italia 2026 della Guida Winemag) racconta questo scorcio di Umbria attraverso i suoi vini. La tenuta, avviata nel 2007 dal gruppo californiano Skywalker Vineyards fondato dal regista George Lucas, nasce con l’obiettivo di recuperare una proprietà abbandonata.

Non solo. Intende valorizzare la tradizione vitivinicola locale attraverso un progetto produttivo attento al territorio. A raccontare il progetto Michele Biraga, cantiniere e Winery Manager, durante un incontro lo scorso 9 marzo presso il ristorante Il Liberty di Milano.

CLIMA E PAESAGGIO: LA “FORZA” DEL TRASIMENO

L’azienda si estende su 24 ettari, di cui quattro vitati, distribuiti su terrazzamenti che si affacciano sul lago. Le vigne si trovanotra i 330 e i 370 metri sul livello del mare, con esposizione Sud-Sud/Ovest. Il contesto paesaggistico è segnato dalla presenza del Convento dei Frati Cappuccini del XVI secolo che domina la tenuta e offre una vista sull’Isola Maggiore.

Il lago Trasimeno contribuisce a creare un microclima specifico. La superficie di acqua, pari a 124 chilometri quadrati e con profondità limitata, attenua le escursioni termiche e mantiene livelli di umidità relativamente elevati anche nei mesi estivi.

LA STORIA DELLA TENUTA

Il territorio del Trasimeno è storicamente legato alla viticoltura. La coltivazione della vite risale all’epoca etrusca e prosegue con i Romani. Nel Medioevo l’area fu frequentata da figure religiose come San Francesco d’Assisi, che soggiornò a lungo sull’Isola Maggiore.

Il progetto Viandante del Cielo nasce nel 2007 quando il gruppo Skywalker acquisisce la tenuta e avvia un percorso di recupero paesaggistico e agricolo. Il nome dell’azienda deriva dalla traduzione italiana di Skywalker e richiama sia le origini della proprietà sia il legame con il contesto storico e spirituale dell’Umbria.

Alla definizione del progetto enologico hanno contribuito Maurizio Castelli e Mery Ferrara, che seguono l’evoluzione della cantina fin dalle fasi iniziali. Nella fase di avvio del progetto ha collaborato anche Gabriele Gorelli, che nel 2021 è diventato il primo italiano a ottenere il titolo di Master of Wine. La cantina, completata nel 2020, è stata progettata per integrarsi nel paesaggio collinare con un impatto visivo ridotto e per garantire condizioni ottimali di vinificazione.

VIGNETI TRA TERRAZZE E AGRICOLTURA PROMISCUA

La viticoltura della tenuta si sviluppa lungo una serie di terrazze che caratterizzano il paesaggio agricolo mediterraneo. Queste coltivazioni, storicamente diffuse nell’area, sono state tra le prime a essere abbandonate ma rappresentano ancora oggi un elemento distintivo del territorio.

A Viandante del Cielo si pratica un’agricoltura promiscua: accanto ai filari di vite sono presenti olivi secolari oppure nuovi impianti di oliveto realizzati dalla cantina per recuperare l’assetto originario del paesaggio agricolo. I vigneti sono impiantati con una densità di circa 10 mila viti per ettaro. Il suolo è composto da depositi argillosi lacustri del Pleistocene e da arenarie e marne dell’Oligocene-Miocene, con presenza di frammenti di roccia calcarea.

La distribuzione delle varietà segue le caratteristiche dei terreni. Il Cabernet Sauvignon è coltivato sulle terrazze più alte e drenanti. Il Merlot trova spazio nelle zone più basse e umide. Nei terreni sabbiosi e calcarei del versante nord crescono varietà autoctone umbre come Ciliegiolo, Foglia Tonda, Pugnitello, Canaiolo e Sanforte. Nelle aree più fresche trovano spazio Chardonnay e Grechetto.

LA FILOSOFIA PRODUTTIVA DI VIANDANTE DEL CIELO

La cantina è certificata biologica e adotta pratiche di coltivazione non invasive, tra cui la permacoltura. L’obiettivo è mantenere un equilibrio tra vite e ambiente naturale. La vendemmia e la gestione dei vigneti avvengono con lavorazioni puntuali, filare per filare e grappolo per grappolo. In cantina i vini fermentano in vasche di cemento nudo (non rivestito), a forma di tulipano, dotate di sistemi di controllo della temperatura.

I rossi fermentano con la tecnica del délestage, un metodo di travaso che favorisce un’estrazione più delicata rispetto al rimontaggio tradizionale. Dopo la fermentazione, i vini proseguono l’affinamento in botti di rovere francese con tempi variabili. «Il nostro è un lavoro di “maieutica” – racconta Biraga –. Dobbiamo aiutare le uve a esprimersi senza forzarle in una direzione».

TRE VINI IDENTITARI ED UNA MINI VERTICALE

La produzione della tenuta è attualmente di circa 23 mila bottiglie all’anno col progetto di arrivare fra le 38.000 e le 40.000 nei prossimi anni e si articola su tre etichette.

  • Viandante, Umbria IGT: etichetta di punta della cantina. Un rosso ottenuto principalmente da Cabernet Sauvignon (circa 80%) con una quota minore di Merlot (circa 20%). Il vino affina in botte fino a quattordici mesi. Presentato in una mini verticale durante l’incontro milanese (2018, 2019, 2020) racconta la finezza del “bordolese” applicata a questa porzione di Umbria.
  • Pristinvm, Umbria IGT: un blend a base di Ciliegiolo affiancato dalle altre varietà rosse tradizionali del territorio. Il nome deriva dal latino e significa “antico, originale, tradizionale”. Annata 2020. Fresco eppur pieno e potente. Etichetta che più di tutte racconta le peculiarità del territorio.
  • Lungolago, Umbria IGT: è il bianco della cantina, a base di Chardonnay (60%) e Grechetto (40%). Fermenta in botte e parte della massa viene successivamente trasferita in vasche di cemento o acciaio prima dell’affinamento. Annata 2022. Un bianco dal sorso in equilibrio fra il gusto “internazionale” e l’autenticità locale.
UNA REALTÀ GIOVANE: CANTINA RIVELAZIONE PER LA GUIDA WINEMAG 2026

Viandante del Cielo, una realtà “giovane” non solo nel senso strutturale o per età dei vigneti (la prima vendemmia utile è stata la 2018), ma anche per spirito ed età del personale. Il team della cantina è composto da personale giovane, con un’età media di 28 anni ed è guidato dal giovane Michele Biraga.

Classe 1989, laureato in Economia, Michele Biraga è sommelier AIS e ha conseguito il Master Alma AIS e il livello 3 WSET. Dopo le prime esperienze nel mondo dell’ospitalità con Contadi Castaldi, ha lavorato in California, a Sonoma, nel reparto produzione della Schug Winery. Rientrato in Italia, ha collaborato con Monteraponi a Radda in Chianti. «La mia idea è quella di rendere Viandante del Cielo una cantina sempre più aperta al pubblico e al territorio. Con un’ospitalità di alto livello ma autenticamente calorosa», dice Biraga.

SKYWALKER VINEYARDS, IL SOGNO DI GEORGE LUCAS CON VIANDANTE DEL CIELO

Skywalker Vineyards ha inoltre confermato piena libertà operativa tanto a Biraga quanto all’enologo Maurizio Castelli. «Lasciare spazio a un professionista come Castelli significa valorizzare al massimo il territorio – spiega Biraga –. Lavorare in cantina ed in vinificazione significa “lavorare in piano sequenza“, se mi si concede la metafora cinematografica. Abbiamo una solo possibilità all’anno».

«”C’è fare o non fare, non c’è provare“, sempre per rimanere in ambito cinema. Dobbiamo essere consapevoli del nostro potenziale pur essendo ancora in una fase di apprendimento del nostro territorio e delle nostre tecnologie. Oggi Viandante del Cielo rappresenta un equilibrio raro tra tecnica, visione e poesia», aggiunge Biraga.

Tra gli obiettivi anche un maggiore coinvolgimento nel contesto vitivinicolo locale. L’azienda ha partecipato per la prima volta all’assemblea del Consorzio Colli del Trasimeno DOC dedicata al cambio di denominazione in “DOC Vini Colli del Trasimeno”, attualmente in fase di approvazione. «È stato emozionante partecipare a un momento di unità e visione comune», Commenta il Direttore che ha inoltre invitato le dodici aziende del consorzio a riunirsi proprio nella sede di Viandante del Cielo per la prossima assemblea.

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