Verduno Pelaverga da rischio scomparsa a 30 anni della Doc nelle Langhe associazione verduno è uno tre migliori verduno pelaverga 2024

Verduno Pelaverga, dal rischio scomparsa ai 30 anni della Doc nelle Langhe

La denominazione del Piemonte resta una nicchia, ma si fa largo tra i giganti Barolo e Barbaresco grazie alla tenacia della comunità locale e all’associazione “Verduno è uno”, presieduta da Diego Morra. Un exploit produttivo e commerciale che l’ha portata a raggiungere 35 ettari vitati e oltre 200 mila bottiglie. Tre etichette da assaggiare.

Verduno è uno.

Tutti per Verduno, Verduno per tutti. Non c’è slogan migliore per sintetizzare il “miracolo” del Verduno Pelaverga, vitigno di nicchia che sta diventando sempre più simbolo delle Langhe, scostandosi dall’ombra di giganti come Barolo e Barbaresco. E vestendosi di una dignità propria, assoluta. Il merito è della comunità locale, che dalla richiesta della Doc negli anni Ottanta ha visto crescere la denominazione oltre le attese. Fino agli attuali 35 ettari vitati – erano 7,25 nel 1995 – per un totale che supera ormai costantemente le 200 mila bottiglie, prodotte da 17 cantine riunite nell’associazione Verduno è uno.

30 ANNI DI VERDUNO PELAVERGA. NEGLI ANNI 70 RISCHIAVA DI SCOMPARIRE

A novembre 2025 il Verduno Pelaverga Doc compirà 30 anni. Ma negli anni Settanta rischiava addirittura di scomparire. «Molti lanciavano campagne per andare a lavorare ad Alba o a Bra – ricorda Renata Salvano, vicesindaco di Verduno tra il 1985 e il 2004 -. Per convincere la gente a restare bisognava inventarsi qualcosa. Verduno, tra i comuni del Barolo, era quello più ai margini. Abbiamo quindi cercato di valorizzare ciò che avevamo: il Pelaverga».

Una prima associazione di produttori nacque nel 1985, ma il progetto di valorizzazione che coinvolgeva Comune, vignaioli e contadini era attivo ben prima. Tra le prime tracce del vino-vitigno c’è la carta vini di un ristorante delle Langhe del 1937, su cui figurava il “Pellaverga”, con due elle. «Era il vino più economico – sottolinea ancora l’ex vicesindaco Salvano – confermando il suo ruolo di protagonista nel consumo familiare quotidiano dell’epoca». Un’altra cosa era certa: il Pelaverga si conservava a lungo e veniva bevuto fresco d’estate.

Gabriella Prunotto, una delle sei storiche produttrici con Castello di Verduno e consigliera comunale, ha sottolineato il doppio percorso di crescita: «La Doc Verduno Pelaverga e il tessuto sociale di Verduno sono cresciuti assieme, sia a livello produttivo che culturale». Una crescita costante, quasi silenziosa, tra denominazioni più forti: «Nessuno pensava avesse futuro, non facevamo paura. Il Pelaverga è invece diventato la cavalleria, che porta avanti anche gli altri vini».

Verduno Pelaverga, dal rischio scomparsa ai 30 anni della Doc nelle Langhe associazione verduno è uno tre migliori verduno pelaverga 2024
I NUMERI DEL VERDUNO PELAVERGA: ETTARI, PRODUZIONE, PREZZO

Secondo uno studio affidato al consulente aziendale del settore vitivinicolo Giancarlo Montaldo, la superficie vitata è passata dai 7,25 ettari del 1995 ai 35 attuali: +382%. La produzione di bottiglie è cresciuta del 599%, con un balzo da 36.750 a 257 mila unità tra il 1995 e il 2024.

Dopo il 2004, il livello produttivo ha superato stabilmente le 100 mila bottiglie annue. Fino ad arrivare negli ultimi quattro anni oltre quota 200 mila. Non esistono giacenze significative di Verduno Pelaverga, solo scorte fisiologiche.

Il prezzo delle uve è oggi di 1,80-1,90 euro al chilo, circa la metà rispetto al Nebbiolo. Sul fronte del vino, i prezzi medi in bottiglia sono passati dai 6,05 euro del 2005 ai 16,50 degli ultimi anni, con un incremento costante e una forte accelerazione dopo il 2015, al netto dell’inflazione.

VERDUNO PELAVERGA OGGI: TRE VINI DA ASSAGGIARE

Se i pionieri hanno lavorato per il riconoscimento e la sopravvivenza del vitigno, i protagonisti attuali sono i figli dei fondatori e nuove aziende che si sono affacciate nel panorama delle Langhe. A loro spetta un compito diverso: consolidare il valore del Verduno Pelaverga in un mercato sempre più competitivo, accanto a Barolo, compagno di viaggio ingombrante e stimolante al tempo stesso.

Lo sanno bene i 17 produttori dell’associazione Verduno è uno, presieduta da Diego Morra. Ecco tre etichette da non perdere, tra gli assaggi di una vendemmia 2024 che rivela quanto il gruppo di vignaioli stia lavorando per promuovere un vino che è solo moderno, ma soprattutto autentica espressione del territorio in cui viene prodotto.

Verduno Pelaverga Doc 2024, San Biagio. Verduno Pelaverga Doc 2024 Speziale, Fratelli Alessandria. Verduno Pelaverga 2024 Gian Luca Colombo
  1. Verduno Pelaverga Doc 2024, San Biagio
    Eleganza, profondità, sapidità, tipicità.
  2. Verduno Pelaverga Doc 2024 “Speziale”, Fratelli Alessandria
    Manifesto del vitigno. Pulizia, eleganza, raffinatezza.
  3. Verduno Pelaverga Doc 2024, Gian Luca Colombo
    L’alternativo. Vinificato in anfora, conserva la purezza del vitigno e ne esalta i tratti più balsamici.

Verduno Pelaverga, dal rischio scomparsa ai 30 anni della Doc nelle Langhe. https://www.verdunopelaverga.it/.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI WINEMAG!