IN BREVE
- Il progetto TIVAC mira a innovare e valorizzare il Valtellina Casera DOP attraverso tecnologie sostenibili.
- Durata di 24 mesi, il progetto analizzerà l’adozione di nuove pratiche produttive per migliorare qualità e conservabilità.
- Tra le ricerche ci sono la mungitura robotizzata e lo sviluppo di trattamenti per la superficie delle forme.
- TIVAC coinvolge istituzioni e aziende del settore, con un finanziamento di 253.609 euro dalla PAC 2023-2027.
- Il progetto contribuirà a una migliore comunicazione del valore nutrizionale del Valtellina Casera, sostenendo la filiera agroalimentare valtellinese.
Il Valtellina Casera DOP al centro di un progetto di ricerca dedicato all’innovazione tecnologica, alla qualità del prodotto e alla sua valorizzazione commerciale. Si chiama TIVAC, acronimo di «Tecnologie innovative e sostenibili per la valorizzazione qualitativa, nutrizionale e commerciale del Valtellina Casera DOP». L’iniziativa è stata presentata sabato 17 ottobre nell’ambito della 119ª Mostra del Bitto.
Promosso dal Consorzio per la Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto, il progetto ha una durata prevista di 24 mesi. L’obiettivo è raccogliere dati scientifici per valutare l’introduzione di nuove tecnologie e pratiche produttive lungo la filiera, mantenendo le caratteristiche distintive del formaggio e il suo legame con il territorio.
TIVAC rientra nell’intervento SRG08 «Sostegno ad azioni pilota e di collaudo dell’innovazione» del Complemento per lo Sviluppo Rurale della PAC 2023-2027 di Regione Lombardia.
UNA FILIERA DA CIRCA 200 AZIENDE
La ricerca interessa un comparto rilevante per l’economia agroalimentare valtellinese. La filiera del Valtellina Casera coinvolge circa 200 aziende, che allevano complessivamente 10.000 vacche da latte.
Il formaggio rappresenta il principale prodotto della trasformazione del latte nel fondovalle valtellinese e contribuisce alla redditività della filiera lattiero-casearia locale. In questo contesto, TIVAC punta a individuare soluzioni per migliorare i processi produttivi e la conservabilità del prodotto, con ricadute potenziali sulla riduzione degli scarti e sulla sua valorizzazione commerciale.
Le attività scientifiche sono guidate dal professor Ivano De Noni del Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano (DeFENS-UniMI). Il progetto prosegue e amplia gli studi condotti nell’ambito di SIMCA, iniziativa precedente dedicata al mantenimento della tipicità e al miglioramento della qualità del Valtellina Casera.
MUNGITURA ROBOTIZZATA E QUALITÀ DEL FORMAGGIO
Una delle linee di ricerca riguarda gli effetti della mungitura robotizzata sulle caratteristiche del latte e del formaggio. I ricercatori raccoglieranno dati nelle aziende partner che hanno già adottato questa tecnologia. Le analisi riguarderanno gli aspetti igienico-sanitari, compositivi e tecnologici del latte, oltre alle caratteristiche compositive e sensoriali del formaggio ottenuto.
L’obiettivo è valutare le eventuali relazioni tra l’impiego dei sistemi automatizzati e le proprietà della materia prima e del prodotto finito, fornendo elementi utili alle aziende per orientare le proprie scelte tecnologiche.
TRATTAMENTI SUPERFICIALI E CONSERVABILITÀ
Un secondo ambito di TIVAC riguarda lo sviluppo di trattamenti innovativi per la superficie delle forme. La ricerca si concentrerà sulla gestione del microbiota superficiale e sulle possibili soluzioni per ridurre gli scarti e aumentare la conservabilità del formaggio.
Tra le strategie allo studio figurano l’impiego di colture specifiche per la bioprotezione, da utilizzare durante la caseificazione e/o attraverso trattamenti superficiali, e l’impiego di appositi sacchi di maturazione per prevenire la contaminazione delle forme.
Il progetto prenderà in esame anche il possibile prolungamento della shelf-life del Valtellina Casera porzionato e confezionato sottovuoto. Le attività serviranno a valutare soluzioni in grado di migliorarne la conservazione, con particolare attenzione alla gestione del prodotto dopo il taglio e il confezionamento.
PROFILO NUTRIZIONALE E AMMINOACIDI
La terza area di ricerca è dedicata alla caratterizzazione nutrizionale del Valtellina Casera. Gli studi mirano a identificare un profilo tipico di amminoacidi liberi e peptidi, così da ampliare le conoscenze sulla composizione del formaggio.
I dati raccolti potranno contribuire a una comunicazione più efficace e documentata del suo valore nutrizionale. La ricerca punta quindi a fornire elementi scientifici utili anche alla valorizzazione del prodotto, affiancando agli aspetti tecnologici e produttivi una maggiore conoscenza delle sue caratteristiche compositive.
PARTNERSHIP TRA UNIVERSITÀ, ENTI DI RICERCA E AZIENDE
TIVAC riunisce il Consorzio per la Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto, il Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano (DeFENS-UniMI), il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Latteria Sociale Valtellina, Latteria Sociale di Chiuro, La Fiorida e diverse aziende agricole valtellinesi.
Il valore complessivo del progetto ammonta a 317.011,78 euro. Il contributo previsto è pari a 253.609 euro e proviene dalle risorse del Complemento per lo Sviluppo Rurale della PAC 2023-2027, attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e le risorse nazionali e regionali.
Attraverso la raccolta e l’analisi dei dati, TIVAC intende mettere a disposizione della filiera strumenti scientifici per valutare le opportunità offerte dall’innovazione. Il lavoro riguarderà il miglioramento dei processi produttivi, la tutela delle caratteristiche distintive del Valtellina Casera DOP e le possibilità di valorizzazione qualitativa, nutrizionale e commerciale.






