Tavolo Oltrepò, Buttafuoco Storico nel Consorzio. Passo avanti per l’Erga Omnes

Oggi in Regione l’incontro dei rappresentanti oltrepadani con l’assessore Fabio Rolfi


MILANO –
Il Consorzio del Buttafuoco Storico entra a far parte del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò pavese. Un passo fondamentale nell’ottica Erga Omnes per l’ente di Torrazza Coste (PV), anche se non definitivo. E’ la novità più rilevante del “Tavolo Oltrepò” di questa mattina in Regione Lombardia.

Un incontro a cui hanno partecipato l’assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi, il presidente del Consorzio Oltrepò Luigi Gatti, il presidente del Distretto del Vino di Qualità Fabiano Giorgi e il presidente del Club del Buttafuoco Storico Marco Maggi.

Presenti anche il presidente di Terre d’Oltrepò Andrea Giorgi, Ruggero Invernizzi (presidente VIII Commissione Agricoltura), il direttore di Ersaf Massimo Ornaghi e i rappresentanti delle Associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, CIA e di Camera di commercio di Pavia. Al vaglio lo “studio di mezzi nuovi da azionare in modo corale”.

Una scelta non leggera, quella del Consorzio del Buttafuoco Storico, che arriva dopo settimane di discussioni interne. Al centro del dibattito il futuro del Buttafuoco dell’Oltrepò pavese, che col tempo sarà identificato dalla sola versione ferma, come annunciato nei mesi scorsi dallo stesso presidente Marco Maggi (nella foto) a WineMag.it, in un’intervista esclusiva.

Superata, di fatto, la sbalorditiva empasse causata da una sola azienda oltrepadana, restia ad abbandonare la versione frizzante per i chiari interessi, soprattutto nella Grande distribuzione organizzata.

Il progetto di unità territoriale – dichiara l’assessore Fabio Rolfi – sta facendo presa in Oltrepò. Andiamo avanti con determinazione convinti che l’obiettivo sia giusto e che l’intento sia quello di dare una voce unica alla provincia pavese del vino. Serve dare un’immagine nuova per una comunicazione efficace che rappresenti il rilancio di questo mondo”.

“Il decreto enoturismo – conclude Rolfi – è un’opportunità unica per l’Oltrepò. Per sfruttarlo serve una voce unica, autorevole e concreta. Lanciamo un appello anche alle associazioni agricole in favore dell’unità di un Consorzio di qualità che possa consentire al territorio di fare la svolta che merita”.

“Oggi in Regione abbiamo fatto il punto ripercorrendo dall’inizio il lavoro fatto – aggiunge il presidente del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò, Luigi Gatti – soprattutto grazie ai Tavoli di Denominazione che hanno fatto chiarezza come non mai”.

“Per la prima volta – ha concluso Gatti – abbiamo tutti le idee chiare sull’identità di un nome, quello dell’Oltrepò, che diventa bandiera anche di un vino, il Metodo classico. Un nome portabandiera che di fatto ridefinisce il Territorio. Una scelta consapevole e logica di identificazione precisa”.

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