IN BREVE
- Fosso degli Angeli lancia tre nuovi vini: Sfizio, Uapp e Dalla Luna, tutti con un approccio artigianale e agricoltura biologica.
- Questi vini si allineano alle nuove tendenze del mercato, come bollicine ancestrali e rossi freschi, senza solfiti aggiunti.
- Sfizio è un ancestrale da Falanghina, Uapp un rosso da Aglianico e Dalla Luna un bianco macerato da Falanghina.
- La cantina mira a produrre vini più immediati e versatili, rispondendo ai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori.
- La Campania dimostra una dualità, mantenendo tradizioni classiche e adottando nuove pratiche per attrarre un pubblico più ampio.
Tre nuovi vini per Fosso degli Angeli, cantina di Casalduni, in provincia di Benevento. La linea appena lanciata sul mercato si affianca alle etichette già presenti dell’azienda campana di Contrada Acquaro. I vini sono Sfizio, Uapp e Dalla Luna. Tre interpretazioni diverse, costruite su Falanghina e Aglianico, con un filo comune: fermentazioni con lieviti indigeni, approccio artigianale, agricoltura biologica. E attenzione a consumi più agili, freschi e contemporanei.
La scelta conferma come la Campania del vino, anche nelle aree interne del Beneventano, stia leggendo con attenzione i nuovi trend del mercato. Bollicine ancestrali, rossi più leggeri, vini senza solfiti aggiunti e bianchi macerati non sono più segmenti marginali. Diventano strumenti con cui i vignaioli – Fosso degli Angeli è uno dei massimi rappresentanti di Fivi in Campania – provano a parlare a un pubblico più ampio. senza rinunciare alla propria identità agricola.
FOSSO DEGLI ANGELI, TRE NUOVE ETICHETTE DA FALANGHINA E AGLIANICO
Le nuove etichette nascono da vigneti collocati tra i 500 e i 750 metri di altitudine, su suoli di natura sedimentaria marina. La Falanghina destinata a Sfizio cresce su flysch e argilla, a 750 metri sul livello del mare, con rese tra 80 e 100 quintali per ettaro. Le uve sono coltivate in biologico, con inerbimento e gestione del terreno affidata a lavorazioni meccaniche. La raccolta è manuale, in cassette.
L’escursione termica tra giorno e notte, già marcata dalla fine di agosto, permette alla cantina di lavorare uve fresche, raccolte e vinificate a temperature contenute. È un elemento centrale per comprendere il profilo dei nuovi vini, pensati per mantenere bevibilità, tensione e carattere varietale.
SFIZIO, ANCESTRALE DI FALANGHINA SENZA SOLFITI AGGIUNTI
Sfizio è un ancestrale di Falanghina. Le uve sono state raccolte a fine agosto e vinificate in bianco, con controllo della temperatura. La fermentazione è avvenuta in acciaio, con lieviti indigeni preparati attraverso pied de cuve. Il processo è stato lento e regolare. A poco meno di 2 gradi Babo, la temperatura è stata abbassata per favorire una prima pulizia del vino dalle fecce più grossolane.
Dopo un paio di giorni, con 16-18 grammi per litro di zucchero residuo, il vino è stato imbottigliato direttamente dal serbatoio. Non sono stati aggiunti solfiti durante il processo di vinificazione. La solforosa presente si è sviluppata in modo naturale, arrivando a 35 milligrammi per litro di totale in bottiglia.
Sfizio guarda al segmento dei rifermentati e degli ancestrali, oggi tra le categorie più dinamiche del consumo informale. È una lettura della Falanghina meno convenzionale, costruita sulla freschezza e su un’idea di calice immediato, ma non banale.
UAPP, AGLIANICO SENZA SOLFITI AGGIUNTI DA BERE FRESCO
Uapp è un vino rosso senza solfiti aggiunti da Aglianico in purezza. Le uve sono state raccolte a metà settembre, a maturazione ritenuta corretta, senza interventi di diradamento finalizzati ad aumentare il grado alcolico.
La vinificazione è avvenuta con lieviti indigeni e temperatura controllata, intorno ai 18-20°C, in base alle diverse fasi fermentative. La cantina ha scelto di non pigiare le uve, ma solo di dirasparle. Questo ha rallentato naturalmente la fermentazione e favorito una parte del processo all’interno dell’acino. Una sorta di macerazione carbonica.
L’obiettivo – centrato – era quello di ottenere un Aglianico più fresco, giovane e pronto. Un rosso lontano dall’idea più estrattiva e alcolica spesso associata al vitigno. Anche le operazioni di cantina sono state ridotte all’essenziale, con rimontaggi limitati.
Non sono stati aggiunti solfiti in prefermentazione, fermentazione o affinamento. Il vino ha maturato in acciaio per circa cinque mesi, a temperatura bassa, anche per favorire la stabilizzazione tartarica. I rimontaggi sono stati settimanali nei primi due mesi, poi quindicinali. La solforosa totale è pari a 9 milligrammi per litro.
AGLIANICO DEL BENEVENTANO, MARNA E VIGNE A 500 METRI
L’Aglianico di Uapp cresce su marna, a circa 500 metri di altitudine, con rese intorno ai 60 quintali per ettaro. Natura sedimentaria marina per i terreni del Beneventano, ben distinti dai suoli di origine vulcanica di altre zone.
Il nome richiama una doppia suggestione. In napoletano, “uapp” rimanda a un atteggiamento scanzonato e sfrontato. Guardando allo spagnolo “guapo”, il riferimento è invece al coraggio. Una scelta coerente con un vino senza solfiti aggiunti, prodotto senza esperienza precedente specifica su questa tipologia.
Uapp è pensato come rosso semplice e beverino, da servire anche rinfrescato a 13-14°C. La cantina lo immagina in abbinamento a pesci grassi oppure come vino “da merenda”, con pane e salame, al posto della birra.
DALLA LUNA, FALANGHINA MACERATA SENZA SOLFITI AGGIUNTI
Dalla Luna è un vino bianco senza solfiti aggiunti da Falanghina in purezza. Le uve sono state raccolte a buona maturazione, con un risultato alcolico che si avvicina al 15% vol. È il vino più estremo tra le nuove uscite di Fosso degli Angeli. Le uve sono state diraspate e pigiate. Il mosto è rimasto a contatto con le bucce per l’intera fermentazione, con una sola follatura manuale al giorno e senza controllo della temperatura.
La fermentazione, condotta con lieviti indigeni, è durata circa 12 giorni in un piccolo serbatoio di acciaio. A fine fermentazione, il vino è stato svinato con il torchio. La pressatura è stata unita al vino fiore per apportare tannino, elemento utile alla conservazione in assenza di solfiti aggiunti.
La solforosa totale è pari a 7 milligrammi per litro. Dopo il travaso, l’affinamento è proseguito in acciaio, con rimontaggi prima settimanali e poi quindicinali.
FALANGHINA MACERATA DA VECCHIE VIGNE A 500 METRI
Le uve di Dalla Luna provengono dalla vigna più bassa dell’azienda, posta a 500 metri sul livello del mare. È anche il vigneto più vecchio tra quelli utilizzati per la nuova linea, con 16 anni di età. Una parcella che restituisce uve dotate di maggiore complessità aromatica.
Il nome Dalla Luna richiama le fasi lunari, seguite soprattutto per l’imbottigliamento. Il vino intercetta il crescente interesse per i bianchi macerati, ma lo fa partendo da un vitigno simbolo del Sannio come la Falanghina. La macerazione sulle bucce, l’assenza di solfiti aggiunti e la fermentazione senza controllo della temperatura portano il vino in una direzione più radicale rispetto alle versioni più diffuse del vitigno.
CAMPANIA DEL VINO TRA NUOVI CONSUMI E IDENTITÀ TERRITORIALE
Con Sfizio, Uapp e Dalla Luna, Fosso degli Angeli amplia la propria proposta con tre vini che leggono il mercato senza inseguirlo in modo passivo. Le nuove etichette lavorano su categorie oggi riconoscibili per molti consumatori: ancestrale, rosso fresco, vino senza solfiti aggiunti, bianco macerato.
La scelta è significativa perché arriva da un’azienda del Sannio beneventano, territorio spesso identificato con interpretazioni più classiche di Falanghina e Aglianico, spesso destinate a mercati di massa. In questo caso, i due vitigni vengono usati per costruire vini più immediati, ma legati a scelte agronomiche e di cantina precise.
La Campania conferma così una doppia direzione. Da un lato conserva il peso delle denominazioni, dei vitigni autoctoni e dei territori interni. Dall’altro mostra vignaioli attenti ai cambiamenti del consumo, alla richiesta di vini meno rigidi, più versatili e capaci di dialogare con occasioni diverse.






