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Pietro Cassina: il vignaiolo-architetto che insegna ad aspettare

Nebbiolo, Vespolina, Croatina e Uva Rara sostano in legni svizzeri e austriaci, e poi in bottiglia, fino a 10 anni prima di essere immessi sul mercato. Entro fine anno il produttore di Lessona, Bramaterra e Coste della Sesia Doc aprirà anche un ristorante, al piano alto della cantina ipogea dove tutto è arte dell’attesa. Tre vini da non perdere, in quest’angolo di Alto Piemonte.

La grandinata del 21 giugno ha spazzato via tutto. A distanza di una decina di giorni, le viti paiono ancora doloranti. Frastornate. Rannicchiate su loro stesse, come anziane donne dalla schiena incurvita. «L’annata non è perduta, c’è ancora speranza», si affretta a precisare Pietro Cassina, all’entrata della cantina di Lessona che non aveva mai dovuto fronteggiare, prima dell’estate 2025, una simile sassaiola di ghiaccio dal cielo. Il sorriso che sfoggia va oltre le circostanze. È sincero. È quello di chi è pervaso dalla vera virtù dei forti: la capacità di aspettare.

Sì, Pietro Cassina è un produttore che aspetta. Aspetta, in vigna, che varietà perlopiù tardive maturino a dovere, per vinificarle senza compromissioni fenoliche. E aspetta in cantina. Pare sia stato il primo, in zona, ad acquistare grandi botti di rovere svizzero e austriaco Stockinger, oltre alle consuete barrique, per il lentissimo affinamento di Nebbiolo, Vespolina, Croatina e Uva Rara (da 3 a 6 anni). Dopo il legno, i vini riposano altri svariati anni in bottiglia, prima di essere commercializzati. «Mi davano del pazzo – dice -. Ora più d’uno, da queste parti, ha acquistato le stesse grandi botti austriache, di forma ovale. Una grande rivincita».

PIETRO CASSINA E L’ARTE DI ASPETTARE TRA LESSONA, BRAMATERRA E COSTE DELLA SESIA DOC

Le denominazioni prodotte sono quelle classiche della zona a cavallo tra la provincia di Biella e Vercelli, in Piemonte. Oltre al Lessona Doc, ecco dunque Coste della Sesia Doc e Bramaterra Doc. Più di pronta beva l’Erbaluce, con cui la cantina Pietro Cassina dà vita al vino bianco fermo “Lucilla” e a uno spumante Metodo classico Brut millesimato. Tutti vini ottenuti da terreni acidi (pH 4,5-5,4). Con un obiettivo ben chiaro: «Trasmettere il carattere del terroir, senza sovrappressioni aromatiche».

Sette gli ettari di proprietà a disposizione, per una produzione di circa 40 mila bottiglie annue. Solo lieviti spontanei e una cantina che merita di essere visitata. Non solo per la particolare forma circolare e la costruzione ipogea, utile alla vinificazione “in gravità”, ma anche per la «sala stellata», dove avviene la degustazione. Vi si accede attraverso un tunnel tra due cascate d’acqua, altrettanto pittoresche.

Elementi che evidenziano il background di Pietro Cassina, architetto e designer ancor prima che vignaiolo. Un’esperienza, quella nel mondo del vino, che ha preso vero slancio a partire dal 2014, con il progetto di valorizzazione dei vigneti di famiglia, in quest’angolo di Alto Piemonte. Accanto a Pietro la moglie, oltre ai figli Lorenzo e Stefano, che si dividono tra Italia ed estero. Ed è in dirittura d’arrivo l’ultima novità di questa dinamica cantina di Lessona: un ristorante al piano rialzato, che dovrebbe essere inaugurato entro la fine del 2025.

TRE VINI DELLA CANTINA PIETRO CASSINA DA NON PERDERE
TRE VINI DELLA CANTINA PIETRO CASSINA DA NON PERDERE

Giallo paglierino, bei riflessi dorati. Un bianco da uve Erbaluce, non menzionabili in etichetta per la querelle in corso con la Docg Caluso. Calice che convince per la capacità di abbinare le materiche note di frutta matura, a polpa gialla, a una gran beva, grazie a freschezza e sapidità. Un nettare goloso, perfetto da solo, al calice, o su piatti estivi non troppo elaborati, anche a base di carne.

Solo 547 bottiglie, numerate. Nebbiolo (80%) e Vespolina (20%). Gran concentrazione della componente fruttata delle due varietà (frutti di bosco, piccoli frutti rossi e neri), che dal naso si porta sino al retro olfattivo. Il sorso è quello tipico delle migliori espressioni di Nebbiolo dell’Alto Piemonte: asciutto, ma da dai tannini integrati e maturi (3 anni in legno). Vino pronto, strutturato, importante, eppure estremamente godibile, grazie al frutto che domina il sorso. Persistenza da vendere. Ottimo il potenziale di ulteriore affinamento.

Naso seducente, che apre su floreale (violetta, rosa) e fruttato maturo (si spazia dai piccoli frutti rossi alla ciliegia, sino alla mora di rovo), nel segno del Nebbiolo dell’Alto Piemonte. Vino che conferma l’abilità di Pietro Cassina di coniugare concentrazione e beva. ll palato, di fatto, è in perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. Un Coste della Sesia Doc che ha oltre 10 anni, ma che sfodera ancora freschezza, oltre a sapidità. Il tocco vagamente balsamico, in chiusura, invoglia ulteriormente la beva.


CANTINA PIETRO CASSINA
https://pietrocassina.com/
Tel. +39 3332518903
Email: info@pietrocassina.it

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