Il Passatempo di Conti degli Azzoni: voce del verbo Montepulciano

Degustazione verticale dell’iconico Marche Igt, dalla prima annata 2000 all’anteprima 2017

Sarà per quel nome, che strizza l’occhio alle lancette dell’orologio. Fatto sta che, nelle Marche, c’è un Montepulciano capace di sfidare il tempo e i grandi riferimenti nazionali. È il Passatempo di Conti degli Azzoni, etichetta portabandiera della cantina di Montefano, in provincia di Macerata.

La prova della sua longevità in una verticale dalla prima annata prodotta, la 2000. L’ha voluta Valperto degli Azzoni, che conduce l’azienda con i fratelli Aldobrando e Filippo, modellandola anno dopo anno su canoni di tipicità e sostenibilità.

Valperto degli Azzoni e Lorenzo Gigli

Concetti perfettamente incarnati nelle 3.500 bottiglie annuali del Marche Igt Montepulciano Passatempo, frutto di una porzione di vigna che da quest’anno sarà certificata biologica. Un vino che nasce nella zona più vocata (ed eroica) dei 130 ettari vitati di Conti degli Azzoni, che comprende piante di oltre 50 anni, in forte pendenza.

In cantina sono invece in corso sperimentazioni con i lieviti indigeni, a cura dell’enologo Salvatore Lovo e del cantiniere Lorenzo Gigli. I risultati, sull’annata 2017, sintetizzano la quotidiana evoluzione di Conti degli Azzoni. Una cantina che si conferma tra le più vivaci e intraprendenti del panorama nazionale.

IL PASSATEMPO IN VERTICALE, DAL 2000

Marche Igt Montepulciano Passatempo 2017 (anteprima)

Vino degustato in anteprima, non ancora in commercio. Si presenta alla vista di un rubino denso, dall’unghia luminosa e promettente. Naso con accenni selvatici sul frutto, tanto maturo da sfiorare la confettura (ciliegia, lampone, more) senza addentrarvisi e conservando di fatto una certa integrità e croccantezza.

Al palato, una gran freschezza e un allungo sapido, pregevole, fanno da contraltare all’attesa morbidezza. Vino opulento, che riempie bene la bocca, in maniera misurata ed elegante. Già chiare le sue potenzialità. Sarà un vino di gran carattere. Uno di quelli che non stancano mai, anche da soli, lontani dal piatto.

Marche Igt Montepulciano Passatempo 2016

Il calice della verticale racconta l’affinità assoluta con una delle migliori annate del Passatempo di Conti degli Azzoni, ovvero la 2011. Un’etichetta rientrata nella Top 100 Migliori Vini italiani 2021 di WineMag.it.

Marche Igt Montepulciano Passatempo 2015

Colore leggermente meno carico, decisamente più luminoso. Naso che è un trionfo di piccoli frutti di bosco, una spremuta di fragoline e di ciliegie perfettamente mature. Sullo sfondo la macchia mediterranea, le sue erbe aromatiche, un tocco rinvigorente di pepe.

Il sorso è più fresco che denso, ma nonostante ciò colpisce per l’avvolgenza, complice anche un tannino elegantissimo. Una trama, quella tannica, più evidente nel finale, unita a ritorni terziari caldi, tra il cioccolato e la vaniglia bourbon. Una chiusura di sipario asciutta, pulita, garbata. Vino che ha ancora moltissimo da dare, nel tempo.

Il vigneto del Marche Igt Montepulciano Passatempo di Conti degli Azzoni

Marche Igt Montepulciano Passatempo 2013

Annata piovosa. Colore che tende, almeno nei riflessi e nell’unghia, a granare. Naso profondo, che racconta dell’incontro tra tabacco, spezie orientali (cumino, curcuma) ed erbe mediterranee, da macchia. Meno cioccolato e più fondo di caffè. Ancor più marcati i ricordi di liquirizia dolce. Il frutto non manca.

È maturo, rosso e nero. È ciliegia ma anche mora di rovo e lampone, ma anche prugna. L’ossigenazione libera addirittura ricordi d’arancia rossa, tra il succo e la scorza. Il sottofondo di spezie si fa sempre più marcato, sino a divenire il palco su cui si esibisce il frutto.

Si liberano anche ricordi di cuoio. Sorso che riflette questa complessità, con il frutto che si rivela tuttavia un filo pastoso. Ci lavora bene sopra il tannino, asciugando la materia in “eccesso” e regalando un finale asciutto, fresco.

Marche Igt Montepulciano Passatempo 2011

Annata siccitosa. Rosso che tende al granato. Primo naso su un netto ricordo di tamarindo e arancia rossa, che si stacca completamente dalle precedenti annate. L’impressione è quella di un vino teso, aggrappato alla vita con tutte le proprie forze. Uno sforzo che ne snellisce il profilo, senza tuttavia svuotarlo. La parte speziata è preziosa, a sua volta più asciutta ed evoluta rispetto a quella degli altri calici. Goudron.

Liquirizia, quasi un tocco di zafferano. Ciliegia, lampone, fragolina. Pepe e mentuccia. Più passa il tempo più il frutto prende parte al gioco. Il sorso mostra una perfetta corrispondenza col naso. È scaltro, fresco e quasi affilato, profilo sapido e fruttato si dividono la beva con l’alleato di sempre: quel tannino elegante, presente in tutte le annate di Passatempo. Chiude sul fondo di caffè, su una tostatura che ricorda l’orzo. Tannino e sapidità. Best of dell’ultimo decennio di annate.

Marche Igt Montepulciano Passatempo 2008

Assonanza assoluta con la vendemmia 2013. Qui, però, con qualche anno in più sulle spalle. A 13 anni dalla vendemmia, il nettare affronta il calice più contratto rispetto ad altre vendemmie. Ennesima prova di quanto il Passatempo di Conti degli Azzoni sia un’etichetta capace di riflettere l’annata. Nel bene e nel male, senza compromessi.

Marche Igt Montepulciano Passatempo 2000

Sorprende per vivacità, integrità del frutto, freschezza assoluta ed eleganza della trama tannica. Qualcosa in grado di snodarsi tra le morbidezze dell’età e una terziarizzazione tanto misurata da apparire il risultato di un lifting, più che di un fisiologico invecchiamento.

Un vino dal quale dipendono le sorti di tutti gli altri. La prima pietra di una storia che continua, a 21 anni di distanza. La sfida alle lancette del Passatempo è iniziata qui. Un vino geneticamente coniugato al futuro. Dal nome all’etichetta, passando per il calice.

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