Minori e bevande alcoliche: solo un commerciante su due verifica età acquirente

Antonio Affinita (Moige): «Dati preoccupanti»

Minori e bevande alcoliche: solo un commerciante su due verifica età acquirente ricerca Moige

Meno di un commerciante su due verifica l’età dell’acquirente di bevande alcoliche. La denuncia arriva dal Moige – Movimento Italiano Genitori. Su un panel di oltre mille giovani, il 57% degli intervistati dichiara che al momento dell’acquisto di birra, vino, cocktail o superalcolici «il venditore non ha verificato la sua età».

Una percentuale che sale al 62% per il tabacco e le sigarette. E al 71% per le infiorescenze di cannabis light. «I minori non possono subire un abuso commerciale lesivo della loro salute da parte degli adulti. L’indagine fa emergere dei dati preoccupanti», commenta Antonio Affinita, direttore generale del Moige.

Dinanzi alla vendita ai minori di prodotti che sono dannosi per la loro salute non esistono giustificazioni: non è accettabile che ci siano commercianti che vendono prodotti vietati senza verificare l’età e contro le norme vigenti a loro tutela».

BEVANDE ALCOLICHE MA NON SOLO: «OCCORRE UN INTERVENTO LEGISLATIVO»

«Al pari – continua Affinita – è gravissimo il vuoto normativo riguardo a cannabis light e videogiochi classificati dal Pegi come +18. Per entrambi i prodotti sono inesistenti le norme e le sanzioni per chi vende ai minorenni. Occorre con urgenza un intervento legislativo. Auspichiamo che le filiere produttive di tali prodotti lavorino di più per la sostenibilità sociale di essi, affinché siano realmente accessibili solo a clienti adulti»

«Come genitori – conclude il direttore generale del Moige – ci rivolgeremo da subito a Parlamento e Governo affinché si attivino norme, sanzioni e controlli più stringenti e rigorosi, al fine di tutelare il benessere psico-fisico dei minori, evitando che adottino comportamenti devianti o che sviluppino dipendenze».

ACCESSO ALL’ALCOL: I DATI DELLO STUDIO DEL MOIGE

Gli alcolici vengono acquistati prevalentemente presso bar (38%) e locali come pub e discoteche (31%). Il 57% degli intervistati afferma che durante l’acquisto di alcolici il gestore non gli/le ha mai chiesto l’età. Una percentuale che nel sud Italia e nelle isole raggiunge il 65%. Mentre al centro è del 50% e al nord del 28%.

Coloro che, al contrario, dichiarano che l’età è stata sempre controllata sono appena il 4%. Al 39% dei rispondenti al sondaggio non è «mai capitato che venisse rifiutato l’alcol» per la loro età (29% al nord, 10% al centro, 43% al sud e nelle isole).

Allarmante il dato emerso alla domanda: «Nei pub/bar/discoteche hanno continuato a venderti alcolici nonostante tu fossi visibilmente alticcio/brillo?», il 57% ha risposto di no. «Ma un preoccupante 22% risponde “sempre o spesso” e, di questi, il 16% ha tra i 10 e i 14 anni», sempre secondo l’indagine condotta dal Moige.

LA CAMPAGNA MOIGE: IL VIDEO DI CASA SURACE

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