Strategie per il 2026 e consolidamento dei risultati 2025 l’export italiano secondo Edoardo Freddi International

Export vino italiano secondo Edoardo Freddi International: è fatta con Agriment

IN BREVE
  • Edoardo Freddi International ha chiuso il 2025 con una crescita del 6% in valore e del 9% in volume, vendendo oltre 38 milioni di bottiglie in 112 mercati.
  • L’azienda ha consolidato la propria posizione in Europa, in particolare in Germania, Svizzera e Francia, e ha visto un recupero anche negli Stati Uniti.
  • Nel 2026, il settore vitivinicolo punta su messaggi autentici e strategia di sviluppo, con particolare attenzione all’Europa dell’est e ai Balcani.
  • Emergono trend come la crescente domanda di varietà resistenti e vini leggeri, oltre a un interesse per il segmento No & Low alcol.
  • La partnership con Agriment Italia mira a potenziare la competitività del vino italiano nei mercati internazionali, integrando competenze e strategie.

Edoardo Freddi International archivia il 2025 con una crescita del 6% in valore e del 9% in volume. Oltre 38 milioni di bottiglie vendute e una presenza attiva in 112 mercati internazionali. Un ottimo risultato per l’azienda di export management, che oggi cura 66 realtà, raggiunto in un contesto complesso segnato da tensioni geopolitiche, inflazione, instabilità economica e nuove barriere commerciali per la filiera del vino. Nel corso del 2025 il gruppo EFI ha raffrozato la propria posizione nei principali mercati internazionali, consolidando la propria posizione in Europa (circa il 45% dell’export), in particolare Germania, Svizzera e Francia. Stessa performance anche per Canada, Singapore e Giappone. Tengono gli Stati Uniti, che dopo un periodo di calo e successiva ripresa chiudono a -1%.

SCENARIO 2026 E STRATEGIA DI SETTORE

Secondo Edoardo Freddi, fondatore e CEO di Edoardo Freddi International, il 2026 si apre con uno scenario ancora articolato ma ricco di prospettive di sviluppo. Un contesto che richiede visione strategica e responsabilità, sia a livello aziendale sia di comparto.

«Il 2026 sarà un anno forse più stabile ma altrettanto complesso – dice Edoardo –. A differenza del 2025 però sappiamo cosa aspettarci e come affrontare gli scenari più critici».

Per il settore vitivinicolo diventa centrale l’evoluzione del racconto del vino, con messaggi positivi, autentici e orientati al valore. Aggregazioni, sinergie e massa critica restano strumenti fondamentali per affrontare mercati sempre più competitivi, insieme a investimenti mirati su competenze, posizionamento e Paesi chiave. Non solo la sempre citata Cina o il centro-sud America grazie agli accordi col Mercosur fra i mercati a cui puntare.

«Secondo noi prospettive importanti arriveranno dall’Europa dell’est e dai Balcani – aggiunge Freddi –. Il Vietnam è al momento un altro mercato interessante. Le prospettive in Africa sono molto buone ma resta ancora il problema dei costi troppo alti».

I TREND DEL VINO NEL 2026

Tra i principali trend individuati per il nuovo anno emergono l’ascesa di varietà resistenti e climaticamente adattabili, incluse quelle ibride capaci di rispondere alla siccità. Cresce la domanda di vini leggeri, dinamici, versatili e gastronomici, così come l’interesse per i segmenti No & Low alcol, sempre più apprezzati da consumatori giovani e attenti al benessere.

«Noi, in EFI, siamo convinti che il vino non sia “in crisi”, come spesso si racconta. Senza dubbio lo è qualche operatore ma chi davvero è in sofferenza è il vecchio modello di commercializzazione – afferma sicuro Edoardo Freddi –. Occorre innovare sotto varie forme e leggere i segnali dei singoli mercati».

Un esempio concreto in tal senso è il progetto di commercializzazione in Danimarca dell’Amarone in formato da 500 ml. «La Danimarca è il paese europeo con statisticamente più single, circa il 40% della popolazione. Il formato da mezzo litro, più pratico, ci ha permesso di incrementare le vendite anche a fronte di un prezzo unitario più alto».

Una ricerca, quindi, rivolta anche ad approcci diversi, talvolta mento “tradizionali” ma di sicura efficacia. Anche il settore premium evolve verso un approccio orientato al valore più che al semplice posizionamento di prezzo, portando le aziende partener del panorama Fine Wines a lavorare sempre più sulle allocazioni.

INVESTIMENTI, GOVERNANCE E FIERE INTERNAZIONALI

«La crescita del 2025 conferma la solidità del nostro modello, la qualità delle partnership costruite negli anni e la capacità di adattamento alle dinamiche globali – dichiara Freddi –. Nel 2026 continueremo a investire in EFI Fine Wines, il nostro hub internazionale per la valorizzazione del vino italiano, nel rafforzamento delle competenze interne e in una governance sempre più strutturata, anche grazie al contributo di figure chiave come il nuovo Chief Strategy Officer Guido Baldeschi Balleani».

A conferma dell’impegno sul fronte internazionale, il 2026 si apre con un calendario fitto di appuntamenti. Oltre a Wine Paris, EFI sarà presente sia a ProWein, con un’area dello stand dedicata a EFI Fine Wines, che a Vinitaly.

EDOARDO FREDDI E AGRIMENT ITALIA

Nel quadro di questa strategia si inserisce la nuova partnership con Agriment Italia, realtà specializzata nello sviluppo dei mercati internazionali per le aziende vitivinicole italiane.

«Siamo felici di annunciare anche la nuova partnership con Agriment Italia – comunica Edoardo Freddi – realtà specializzata nello sviluppo dei mercati internazionali per le aziende vitivinicole italiane. Questa intesa è la conferma di una strategia che punta a rafforzare continuamente la nostra leadership, integrando nuove competenze ed energie. Insieme potremo supportare i produttori con ancor più efficacia e portare le eccellenze italiane in altri mercati ad alto potenziale, con una crescente qualità di servizio e una visione condivisa sul futuro del settore». La collaborazione nasce dalla volontà di integrare competenze complementari per fare sistema e rafforzare la competitività del vino italiano nel mondo.

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