È l’estate delle tempeste di ghiaccio, acqua e vento: già 462 da fine giugno

I dati dell’European Severe Weather Database diffusi da coldiretti dimostrano “la tendenza alla tropicalizzazione”


Dall’inizio dell’estate 2019, l’Italia è stata colpita da 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento. Il 75% in più rispetto all’anno scorso, con pesanti ripercussioni sulle coltivazioni di vario genere, dalla viticoltura agli ortaggi, ma anche sull’allevamento e sul lavoro degli agricoltori.

È quanto emerge dai dati dell’European Severe Weather Database (Eswd), la banca dati europea sui fenomeni meteorologici locali, diffusi oggi dalla Coldiretti nazionale.

Un’anomalia climatica evidente nel corso del 2019, segnato da primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi, un maggio freddo e bagnato, un mese di giugno al secondo posto tra i più caldi e un mese di luglio contraddistinto da tempeste nella prima metà e gran caldo nella seconda. Ora il ritorno del maltempo al Nord.

Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione – evidenzia Coldiretti – che si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense.

Il rapido passaggio dal sole al maltempo che compromettono le coltivazioni nei campi con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra strutture e infrastrutture nelle campagne italiane e perdite della produzione agricola nazionale”.

Gli ultimi danni del maltempo a Bergamo, dove nelle scorse ore sono state scoperchiate diverse serre. Ortaggi distrutti anche nel Lecchese. Sono i primi effetti nelle campagne della nuova perturbazione che sta attraversando la Lombardia.

“A Vendrogno abbiamo il rabarbaro disintegrato”, racconta Giovanni Mazzucotelli, giovane titolare di un’azienda agricola vivaistica. “Il copione è ormai noto – aggiunge – vento e forte grandine, un quarto d’ora di violenza assoluta. Alla fine, colture divelte, buche sulle strade sterrate”.

“È stata una notta di paura – gli fa eco Valentina Meoli, allevatrice a Vendrogno – ha iniziato a piovere verso le 9 di sera, poi la grandine ha mitragliato i campi e la nostra azienda. Abbiamo danni alle strade poderali ma ci stiamo attivando per sistemarle”. È

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