Chianti Docg Riserva 2016 Puro senza solfiti aggiunti, Fattoria Lavacchio

PUNTEGGIO: 89/100 WINEMAG.IT. QUALITÀ PREZZO: 5/5

Dopo il primo Chianti Docg senza solfiti aggiunti, ecco il vino della “sfida nella sfida” di Fattoria Lavacchio: il Chianti Docg Riserva 2016 “Puro”. «Un vino nato per dimostrare che, anche in assenza di solfiti, il vino può invecchiare», per dirla con le parole della famiglia Lottero.

«L’importante è che l’uva sia matura, sana e incontaminata», aggiungono FayeLottero e Dimitri Sidorinko, marito e moglie che conducono l’organic farm di Pontassieve (FI) dal 1999. “Puro” è un Sangiovese in purezza vinificato in acciaio e affinato in legno per 12 mesi, senza la minima aggiunta di solfiti, i “conservanti” del vino.

LA DEGUSTAZIONE
Anno domini 2021, 5 anni dalla vendemmia. Nel calice, il Chianti Riserva 2016 di Fattoria Lavacchio si presenta di un rubino intenso, dal quale si elevano note floreali di violetta e fruttate di amarena e lampone selvatico maturo.

Il legno aggiunge complessità al nettare e appare ben integrato, attraverso le sue attribuzioni speziate dolci. Un tocco di spezia finissima completa un quadro tendenzialmente morbido e voluttuoso, conferendo l’auspicata verve.

Il palato è in perfetta corrispondenza con il naso. Sorso morbido ma animato dalla corretta freschezza, a sorreggere un frutto rosso che si conferma succoso, pienamente maturo. Non manca un tannino fine e ancora non del tutto addomesticato: ennesima dimostrazione di come questo Chianti Riserva abbia davanti ancora 3, 4 anni di positiva evoluzione.

A tavola si abbina alla perfezione con piatti, anche elaborati, a base di carni rosse. Si può spaziare dai primi ricchi di ragù ai secondi come grigliate e brasati. Bene anche in accompagnamento a formaggi stagionati.

LA VINIFICAZIONE
La vinificazione del Chianti Riserva “Puro” prevede innanzitutto la diraspatura delicata delle uve Sangiovese, in ottimo stato di maturazione fenolica. Seguono poi fermentazione spontanea e macerazione a temperatura controllata in acciaio per circa 10 giorni, con numerosi rimontaggi e delestages, utili ad estrarre le componenti più morbide.

Dopo la fermentazione malolattica, che avviene molto rapidamente data l’assenza di solfiti, il vino viene travasato in barrique. L’affinamento si prolunga nei piccoli contenitori di legno per circa 12 mesi.

Dei 110 ettari complessivi di cui può disporre Fattoria Lavacchio a Pontassieve, a una ventina di chilometri da Firenze, solo 21 sono destinati a vigneti, tutti certificati biologici. Vitigno principe è ovviamente il Sangiovese, che affonda le radici in terreni ricchi di scheletro e galestro, a 450 metri di altezza rispetto al livello del mare.

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