I collegi sindacali smentiscono quanto comunicato ai soci pochi giorni fa: «Sono in fase di completamento le attività di ordinaria manutenzione» che potrebbero consentire alla cooperativa di accogliere regolarmente le uve. Il calendario sarà stilato con l’ausilio del Servizio agronomico, che «sta procedendo al campionamento nei vigneti»
Terre d’Oltrepò rischia di non poter effettuare per la vendemmia 2025. Anzi no, dietrofront. In una nota inviata ieri, 31 luglio 2025, i collegi sindacali smentiscono quanto da loro stessi dichiarato il 28 luglio: «La vendemmia 2025 verrà effettuata presso lo stabilimento della cantina di Broni». È il caos totale in Oltrepò pavese.
IMPIANTI BLOCCATI PER MANCANZA DI MANUTENZIONE
L’aggiornamento inviato ieri ai soci ribalta come una frittata le notizie di pochi giorni prima, secondo cui le strutture di Terre d’Oltrepò «non sono in grado di aprire gli impianti non potendo procedere alle necessarie manutenzioni e quindi non possono ricevere i conferimenti dei soci della imminente vendemmia 2025». La causa principale sarebbe stata l’indisponibilità di risorse economiche, con fornitori già esposti e impossibilitati a intervenire.
I collegi sindacali evidenziavano anche la totale assenza delle istituzioni, accusate di disinteresse verso la crisi delle cantine. Ad alzare la voce, in quelle stesse ore, è stato tuttavia il senatore (pavese) Gian Marco Centinaio, che ha chiesto commissariamento e intervento urgente del governo per Tdo. Veniva inoltre segnalato un forte ritardo nella nomina del nuovo consiglio di amministrazione della Scapa, ostacolato dalla mancata convocazione delle assemblee societarie.
CONFUSIONE TRA LE COMUNICAZIONI INVIATE AI SOCI
Si arriva così a ieri, 31 luglio 2025. Un’altra comunicazione ufficiale, firmata dai presidenti dei collegi sindacali della cooperativa, Luigi Migliavacca e Giuliano Cerpelloni, informa i soci conferitori che «la pigiatura delle uve verrà effettuata presso lo stabilimento di Broni». Qui «sono in fase di completamento le attività di ordinaria manutenzione». Una posizione che appare in netto contrasto con quanto affermato pochi giorni prima dagli stessi collegi sindacali, secondo cui non esisterebbero le condizioni tecniche per l’avvio delle attività.
«Si raccomanda ai singoli associati – si legge nella missiva inviata ieri ai soci – di conferire le uve di loro produzione. Il nostro Servizio agronomico sta procedendo al campionamento nei vigneti al fine di predisporre e comunicare come di consueto le date di inizio raccolta. L’Ufficio Soci rimarrà a disposizione per ogni ulteriore chiarimento di carattere tecnico che si renderà necessario».
CRISI DI GOVERNANCE E INSOLVENZA
Nel documento del 28 luglio, i sindaci confermano che la procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa è stata avviata il 7 luglio. Ma ha subito un rallentamento, a causa della mancata nomina del consiglio di amministrazione. Banche e clienti, nel frattempo, avrebbero interrotto i rapporti commerciali e avviato procedure legali per il recupero crediti.
Le associazioni di categoria, compresa Confcooperative, e la Regione Lombardia sono state allertate per cercare una soluzione in extremis. I firmatari concludono il documento attribuendo agli organi decisionali «la responsabilità delle valutazioni finali e delle relative soluzioni».






