Brunello di Montalcino: la gallina dalle uova d’oro

Negli ultimi 50 anni, i vigneti dai quali arriva il Brunello di Montalcino, uno dei vini più conosciuti ed apprezzati al mondo hanno avuto un incremento di valore commerciale pari al +2474%. Una gallina che si è rivelata davvero dalle uova d’oro, per i proprietari dei vigneti, che hanno visto volare le quotazioni dei loro ettari vitati come in nessun’altra zona d’Italia. Per quanto riguarda gli altri vini noti, si parla di incrementi di valore del + 1.357% per Amarone, +257% per Barbaresco, +206 % per Barolo e solo un misero incremento, a confronto, del 129% per il Chianti Classico. I dati sono stati diffusi da winenews, sito di riferimento di settore a seguito di una ricerca fatta in occasione del Vinitaly 2016. Secondo la ricerca, nel 1966 un ettaro di terreno vitato e/o vitabile (fabbricati annessi) di Brunello di Montalcino valeva 1,8 milioni di vecchie lire, pari a 15.537,15 euro attuali (cifra ottenuta con il calcolo dei coefficienti Istat per l’attualizzazione dei valori), oggi vale ben 400.000 euro. Una zona che negli anni settanta era considerata depressa e che necessitava di aiuti statali a sostegno dell’economia. Dalla ricerca, al di là dei numeri puri emerge chiaramente che alcune denominazioni hanno saputo valorizzare il loro patrimonio meglio di altre. Valorizzazione andata di pari passo con il territorio,  che ha portato il numero di bottiglie dalle 200 mila di Brunello e 120 mila di Rosso di Montalcino degli anni settanta alle 8.400.000 di Brunello, 4.500.000 di Rosso, 260.000 di Sant’Antimo e 33.000 di Moscadel secondo i dati del 2014.

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