AssoDistil: il Covid non ferma il settore dei distillati in Italia

Nel primo trimestre 2021 ricavi in crescita, calo dell’export e aumento dei processi di digitalizzazione

AssoDistil: il Covid non ferma il settore dei distillati in Italia

Secondo un’indagine condotta da Format Research Srl per conto di AssoDistil il mercato dei distillati ha continuato a crescere anche sotto Covid-19, se pur con incrementi minori rispetto agli anni precedenti. I ricavi, secondo il 58% delle aziende intervistate, hanno registrato un incremento nel primo trimestre di questo anno, dato decisamente più alto rispetto alla media degli altri settori economici.

LA GESTIONE DELL’EMERGENZA

Le misure adottate per contrastare l’emergenza Covid hanno inevitabilmente comportato danni economici anche al settore distillatorio, a partire dalla chiusura delle fiere che ha impattato negativamente sul 44% delle imprese dei distillati.

Nonostante tutto, solo il 40% delle distillerie ha usufruito della cassa integrazione, il 52% ha optato per l’anticipazione di ferie e permessi e il 22% ha già ridotto o ridurranno il personale nei prossimi mesi.

La pandemia ha inoltre velocizzato i processi di digitalizzazione. Primo fra tutti l’istituzione dei canali e-commerce (+129%) o tramite marketplace (+139%). Un’evoluzione che dovrebbe consolidarsi, visto che 2 aziende su 3 continueranno a mantenere attive le piattaforme anche una volta conclusa l’emergenza sanitaria.

Tra i vari metodi adottati per far fronte all’emergenza sanitaria spicca quello dello smart working. Più della metà delle aziende hanno fatto ricorso allo smart working e circa il 67% (più 15 punti percentuali rispetto a ottobre) degli interessati ha espresso soddisfazione relativamente al suo utilizzo

I MERCATI DI RIFERIMENTO

L’87% del fatturato deriva dal mercato domestico e solo il 13% da quello estero, con un calo dell’1% rispetto agli anni precedenti. Tra tutti i mercati europei ed extraeuropei, solo quello tedesco ha registrato un aumento dell’1,8 % rispetto allo scorso semestre, mentre Spagna e Francia hanno registrato rispettivamente una diminuzione del 10% e del 7,7%.

Tra i mercati extraeuropei quello che spicca più di tutti è quello nordamericano con il 42,9%, registrando un trend positivo di 5,2 punti percentuali. Le distillerie, inoltre, puntano sulla promozione con il 64% (+8%) delle aziende che ha espresso soddisfazione relativamente a nuovi progetti di comunicazione istituzionale.

Cambiano anche le tipologie di prodotto. Se il 77% per cento delle distillerie ha continuato a produrre alcol destinato al consumo tradizionale, il 23% ha riconvertito parte della produzione in alcol puro, indispensabile presidio nella lotta al Covid-19.

® Riproduzione riservata

sostieni winemag.it

Siamo una testata indipendente gratuita, ma il nostro lavoro ha un costo che la pubblicità fatica a ripagare.
Se credi nell'informazione libera e in un nuovo modo di raccontare il vino italiano, sostienici con un euro al mese.

Dello stesso autore

Altri articoli dalla stessa categoria