Ad “A Montefalco” 2026 emerge un territorio in piena transizione. Il Sagrantino perde centralità numerica, ma resta il vertice qualitativo dei rossi, mentre il Trebbiano Spoletino si impone come il bianco più dinamico e convincente della degustazione. Il Montefalco Rosso conferma la ricerca di vini più immediati e accessibili, con risultati ancora disomogenei.
Sullo sfondo, resta il nodo comunicativo tra Doc Spoleto e Montefalco Bianco, due denominazioni che condividono in parte lo stesso vitigno simbolo della nuova fase umbra. Dopo aver analizzato nel dettaglio tutte queste dinamiche emerse in occasione di A Montefalco 2026, ecco i punteggi ai vini in degustazione nella sala del Comune di Montefalco.






