Vino dealcolato meno alcol ma più zucchero è bello

Vino dealcolato: meno alcol ma più zucchero è bello?

IN BREVE
  • I vini dealcolati possono apparire meno calorici, ma spesso contengono più zuccheri rispetto ai vini secchi tradizionali.
  • Il contenuto di zuccheri può superare quello di molti vini secchi, quindi ‘senza alcol’ non significa automaticamente ‘meno calorie’.
  • La rimozione dell’alcol influisce sulla struttura e sul sapore del vino, portando alla necessità di additivi per bilanciare il profilo gustativo.
  • Per chi controlla calorie e zuccheri, è fondamentale considerare l’etichetta nutrizionale e il contenuto di zuccheri nei vini dealcolati.
  • I claim ‘senza alcol’ non garantiscono sempre un prodotto con meno calorie, quindi è importante valutare la composizione totale.

C’è chi pensa che i vini dealcolati siano – almeno in parte – una risposta ai trend di un’alimentazione più attenta all’apporto calorico dell’alcol e alla salute. Ma a giudicare da vicino la questione, etichette (nutrizionali) alla mano, il risultato è paradossale. E nessuno ne parla. Il vino dealcolato può risultare meno calorico per la componente alcolica, ma più calorico per la quota zuccherina.

In alcuni casi, il contenuto di zuccheri può superare quello di molti vini tradizionali secchi. Dal punto di vista nutrizionale, quindi, non sempre il “senza alcol” coincide con “meno calorie” in senso assoluto.

VINO DEALCOLATO E CALORIE: I NUMERI REALI

Nel vino tradizionale secco le calorie derivano quasi esclusivamente dall’alcol etilico, che apporta 7 kcal per grammo. Gli zuccheri residui sono in genere inferiori a 3 grammi per litro e incidono in modo marginale. Indicativamente:

  • Vino 14% vol: 85-95 kcal per 100 ml
  • Vino 9% vol: 55-60 kcal per 100 ml
  • Vino dealcolato (<0,5% vol): 20-30 kcal per 100 ml

La drastica riduzione dell’alcol comporta un taglio netto dell’apporto energetico legato all’etanolo. Ma il dato calorico finale dipende anche dalla quantità di zuccheri presenti nel prodotto finito. Lo zucchero apporta 4 kcal per grammo. Se il vino dealcolato contiene quantità significative di zuccheri aggiunti, il vantaggio calorico rispetto a un vino secco tradizionale può ridursi sensibilmente.

PERCHÉ SI AGGIUNGE ZUCCHERO NEI DEALCOLATI

L’alcol non è solo una sostanza psicoattiva. In un vino contribuisce a struttura, volume e sensazione di morbidezza. È anche veicolo di aromi. Quando viene rimosso quasi totalmente, attraverso tecnologie come osmosi inversa, evaporazione sottovuoto o colonne a coni rotanti, il prodotto perde corpo e rotondità. Il profilo gustativo può risultare magro e sbilanciato.

Per compensare questa mancanza, alcuni produttori intervengono con mosto concentrato rettificato o zuccheri consentiti dalla normativa. L’obiettivo è ristabilire un equilibrio sensoriale, restituendo dolcezza e una percezione di maggiore pienezza. Il risultato può essere un vino dealcolato con un contenuto zuccherino superiore a quello di molti vini secchi convenzionali.

CONFRONTO TRA VINO SECCO E DEALCOLATO

Un vino secco a 13,5% vol con zuccheri molto bassi presenta un apporto calorico stabile e prevedibile, legato quasi esclusivamente all’alcol. Un vino dealcolato, pur avendo meno calorie da alcol, può contenere più carboidrati. Un “dramma” per chi sta seguendo, per esempio, una dieta chetogenica.

In alcuni casi il contenuto zuccherino supera quello di un vino secco, avvicinandosi a valori tipici di vini semi-secchi o abboccati. Dal punto di vista nutrizionale, quindi, la differenza non può essere valutata solo sulla base del grado alcolico. Occorre considerare l’intera composizione.

ALCOL, ZUCCHERI E SALUTE

La riduzione delle calorie non equivale automaticamente a un prodotto più salutare. Nel caso del vino tradizionale, il tema è legato ai rischi associati all’abuso di alcol, ben più che al consumo in quantità moderate. Nel caso dei dealcolati, l’attenzione si sposta su zuccheri e impatto glicemico.

«Per chi controlla peso corporeo o glicemia – sottolinea il biologo nutrizionista Umberto Rossi, referente di Winemag per la rubrica Alcol e Salute – la presenza di zuccheri aggiunti può rappresentare un elemento rilevante. Inoltre, la maggiore dolcezza può influire sulla percezione di bevibilità. Il confronto tra vino tradizionale e vino dealcolato non è quindi solo calorico. Riguarda equilibrio, composizione e modalità di consumo».

IL PARADOSSO DEL “SENZA ALCOL”

«Il claim “senza alcol” o “0,0%” – continua Rossi – viene spesso associato a leggerezza e ridotto apporto energetico. In molti casi questo è vero. Ma non è una regola assoluta. Un vino dealcolato può avere meno calorie per la quota alcolica, ma compensare con zuccheri aggiunti».

Il risultato finale dipende dalle scelte produttive e dalla formulazione del prodotto. Per il consumatore, ammonisce il biologo nutrizionista, «la valutazione dovrebbe basarsi non solo sul grado alcolico, ma anche sull’etichetta nutrizionale e sul contenuto effettivo di zuccheri».

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