Gran Selezione è solo del Chianti Classico Chianti Docg battuto in Senato

Gran Selezione è solo del Chianti Classico: Chianti Docg “battuto” in Senato

IN BREVE
  • La Gran Selezione è riservata solo al Chianti Classico, confermata da una modifica della Legge 12 dicembre 2016, n. 238.
  • Il Senato ha approvato norme che risolvono una controversia normativa tra Chianti e Chianti Classico riguardante la Gran Selezione.
  • Chianti e Chianti Classico sono due denominazioni distinte con disciplinari e consorzi separati, ognuno con caratteristiche proprie.
  • La modifica approvata impedisce l’adozione della Gran Selezione da parte di altre denominazioni dopo il 2026.
  • L’approvazione del Senato conclude l’iter parlamentare, ma il Chianti Docg ha già rinunciato alla tipologia introducendo, piuttosto, il Rosé.

La Gran Selezione è una tipologia che appartiene solo al Chianti Classico. Il 4 novembre il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che modifica la Legge 12 dicembre 2016, n. 238, il Testo unico della vite e del vino. La disposizione riserva la menzione ai vini a denominazione di origine i cui disciplinari ne avevano già previsto e regolato l’utilizzo prima del 1° gennaio 2026.

Il testo non nomina direttamente il Chianti Classico. La clausola individua le denominazioni sulla base dei rispettivi disciplinari: il Chianti Classico aveva introdotto la Gran Selezione nel 2014, mentre la DOCG Chianti non l’ha inserita nel proprio disciplinare. La modifica approvata dal Senato chiude così, sul piano normativo, una controversia che aveva assunto rilevanza pubblica nel 2019.

Sono i numeri a definire l’importanza del provvedimento. Il Chianti Classico Gran Selezione rappresenta oggi il 5% della produzione di Chianti Classico. Ad oggi 197 aziende hanno certificato almeno una volta una Gran Selezione, per un totale di 256 etichette (alcune aziende producono più di una etichetta di Gran Selezione). Nel 2014, quando è stata presentata per la prima volta al pubblico la nuova tipologia, le prime aziende a certificare una GS erano appena 33.

Chianti classico Gran Selezione, il vertice della piramide qualitativa del Gallo Nero

CHIANTI CLASSICO VS CHIANTI DOCG: LA CONTESA DELLA GRAN SELEZIONE

Chianti e Chianti Classico sono due DOCG distinte, con disciplinari e consorzi di tutela separati. La prima comprende un’area più vasta, articolata in sottozone toscane. La seconda fa riferimento al territorio storico tra Firenze e Siena e porta in etichetta il Gallo Nero. Le denominazioni sono vicine e condividono una storia vitivinicola intrecciata. Alcuni produttori, infatti, operano in entrambe.

La Gran Selezione nasce nel disciplinare del Chianti Classico come tipologia di vertice, immessa sul mercato dal 2014. Nel 2019 il Consorzio Vino Chianti approvò in assemblea una proposta per introdurre la stessa menzione nella DOCG Chianti. Prevedeva requisiti specifici, tra cui un periodo minimo di invecchiamento e un titolo alcolometrico più elevato. Il voto dei soci, tuttavia, avviò un iter di modifica: non equivalse all’approvazione definitiva della nuova tipologia.

La reazione del Consorzio del Chianti Classico fu netta. Il timore dichiarato era che due vini di denominazioni diverse, presentati con la medesima menzione e con requisiti in parte simili, potessero creare confusione sul mercato e indebolire l’identità della Gran Selezione.

La modifica proposta dal Consorzio Vino Chianti non entrò poi nel disciplinare, che anzi ha virato più di recente sull’introduzione del Chianti Docg Rosé, abbandonando la pista della GS. Quello approvato nel giugno 2026 elenca le tipologie della DOCG Chianti, compresa la menzione Superiore, ma non la Gran Selezione.

SENATO TRACCIA LIMITE TEMPORALE PER LA RICHIESTA DELLA GRAN SELEZIONE

Già nel 2022, inoltre, la Regione Toscana aveva segnalato l’assenza del consenso necessario per inserirla, rinviando la decisione in attesa della procedura relativa alla protezione della menzione tradizionale del Chianti Classico. Il quadro normativo del 2016 aveva reso possibile per altre denominazioni chiedere l’introduzione della Gran Selezione, subordinandola a una modifica del proprio disciplinare e al relativo iter di approvazione.

La norma ora approvata dal Senato traccia un limite temporale: la menzione resta alle denominazioni che l’avevano già regolata prima del 2026. La soglia tutela dunque il percorso avviato dal Chianti Classico e impedisce nuove adozioni della stessa menzione dopo quella data.

IL PERCORSO DEL GALLO NERO

Dal 2014, come sottolinea in una nota l’ente del Gallo Nero, il Chianti Classico ha investito risorse umane ed economiche nella produzione e nella promozione della Gran Selezione. Nel tempo la tipologia ha contribuito al posizionamento della denominazione e ha acquisito una propria riconoscibilità sui mercati. Il disciplinare ne definisce requisiti produttivi specifici. Le modifiche successive hanno rafforzato il legame con le aree d’origine, consentendo l’indicazione delle Unità geografiche aggiuntive.

«È un risultato di straordinaria importanza – commenta Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico – che arriva al termine di un percorso lungo e complesso. In questi anni abbiamo difeso con convinzione il nostro lavoro, la nostra identità e il valore di un progetto, quello della Gran Selezione, nel quale abbiamo creduto fin dal primo momento. Un percorso che ha sempre visto la fiducia e il sostegno del nostro Consiglio di amministrazione e di tutti i produttori del Gallo Nero: oggi possiamo così guardare al futuro con maggiore serenità e proseguire con determinazione sulla strada intrapresa».

L’approvazione del Senato conclude l’iter parlamentare, ma il disegno di legge dovrà essere promulgato e pubblicato per entrare in vigore. Solo una questione di tempo: il Chianti Classico può già cantare vittoria.

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