IN BREVE
- Il Ferrari Maximum Blanc de Blancs vince il titolo mondiale in formato magnum, mentre il 75 cl ottiene solo l’argento ai CSWWC 2026.
- La comunicazione dell’azienda sulla vittoria in magnum è poco chiara e rischia di creare confusione tra i lettori della newsletter della cantina.
- Il CSWWC esclude gli Champagne Deluxe dai titoli mondiali per evitare che vini costosi dominino il concorso. Alzi la mano chi lo sapeva.
- Champagne & Sparkling Wine World Championships 2026 si pone come obiettivo quello di “ridurre il rischio reputazionale dei partecipanti”, tutelando le cantine che investono nel concorso. Un altro elemento non sempre chiaro per chi legge i risultati.
- Cantine come Tenuta Mazzolino (Oltrepò pavese) hanno comunicato chiaramente il formato e la categoria dei loro premi.
La magnum conquista il mondiale. Il 75 cl riceve l’argento. Nella newsletter che celebra il Ferrari Maximum Blanc de Blancs, diffusa dalla cantina della famiglia Lunelli il 2 novembre, il formato premiato scompare dall’oggetto, dal titolo e dal testo principale dedicato al riconoscimento. I risultati del Champagne & Sparkling Wine World Championships 2026 (CSWWC) distinguono invece chiaramente i due campioni. E non è un dettaglio da poco.
| Formato | Risultato ufficiale |
|---|---|
| Magnum, 150 cl | Oro, campione mondiale Blanc de Blancs, miglior spumante italiano, miglior Trentodoc |
| 75 cl | Argento |
I tre titoli appartengono al campione in magnum. La bottiglia più piccola ha partecipato alla stessa edizione, ottenendo una valutazione diversa. Nella comunicazione inviata agli iscritti alla newsletter, la parola “Magnum” si distingue soltanto ingrandendo il diploma fotografato (quanti lo hanno fatto? Pochi o nessuno). Sul sito Ferrari, invece, la notizia del 30 ottobre specifica correttamente il formato.
La discrepanza riguarda dunque la chiarezza dei messaggi diffusi dall’azienda nei confronti degli iscritti alla newsletter. La comunicazione può indurre il lettore a estendere il riconoscimento alla cuvée, indipendentemente dalla capacità della bottiglia. Anche il prodotto raffigurato nella grafica, può trarre in inganno: il volume è illeggibile e, anzi, la sola sagoma porterebbe forse a identificarlo come un 75 cl, più che una magnum.
LA “CHAMPIONS LEAGUE” DEGLI CHAMPAGNE, CON LE TESTE DI SERIE ALTROVE
Il formato è soltanto una delle precisazioni necessarie. Anche il titolo mondiale richiede di conoscere chi può contenderselo. Il CSWWC esclude gli Champagne Deluxe, equivalenti alle cuvée de prestige, dai normali titoli mondiali per stile. La motivazione dichiarata è evitare che i vini molto costosi dominino questi premi. Restano ammessi alla corsa al riconoscimento assoluto. Champagne & Sparkling Wine World Championships
Il paragone calcistico viene naturale: una Champions League degli spumanti nella quale alcune delle squadre più blasonate vengono dirottate su un altro tabellone, per lasciare spazio alle concorrenti. Come se PSG, Real Madrid, Barcellona e Manchester City giocassero un campionato tutto loro, pur vedendo assegnare coppe dal nome e dalla risonanza mondiale a squadre deliberatamente dichiarate “inferiori”. Un dettaglio che il pubblico dovrebbe conoscere più chiaramente, per interpretare correttamente il valore di un riconoscimento al CSWWC.
Il prestigio commerciale, naturalmente, offre soltanto un’analogia con le teste di serie: la superiorità qualitativa rimane da dimostrare nel calice. Nel 2026 Dom Ruinart Blanc de Blancs 2013 conquista il titolo assoluto, mentre Ferrari vince quello Blanc de Blancs. Il risultato riflette percorsi differenti. Dal titolo di categoria sarebbe quindi improprio dedurre una superiorità su tutti gli Champagne riconducibili allo stesso stile.
MAZZOLINO E IL PESO DEI RICONOSCIMENTI
Per Tenuta Mazzolino, campione mondiale Blanc de Noirs con il millesimo 2021, il campione premiato risulta effettivamente in 75 cl. La comunicazione ufficiale della cantina, a differenza di quanto avvenuto con il Trento Doc Ferrari, identifica annata e categoria. Anche questo titolo, però, appartiene al sistema che esclude gli Champagne Deluxe dai normali confronti mondiali per stile. Va dunque letto entro quel perimetro, senza trasformarlo in una certificazione di superiorità su ogni Blanc de Noirs prodotto al mondo.
Un altro elemento riguarda l’accumulo dei premi. Sullo stesso vino convergono il titolo mondiale e tre riconoscimenti territoriali: miglior spumante dell’Oltrepò Pavese, miglior Blanc de Noirs Brut millesimato dell’area e miglior spumante biologico dell’Oltrepò.
LA RISERVATEZZA CHE PROTEGGE I MARCHI
Il CSWWC spiega apertamente perché pubblica soltanto ori e argenti: ridurre il rischio reputazionale può incoraggiare la partecipazione dei grandi produttori. Per gli Champagne Deluxe la protezione cresce: viene pubblicato esclusivamente l’oro. Un argento, spendibile pubblicamente da altri spumanti, per una cuvée di prestigio rimane riservato. Curioso, vero?
Il produttore ottiene così un successo comunicabile. Oppure conserva l’anonimato, garantito dallo stesso concorso. Al consumatore manca invece una parte del confronto: l’assenza di un vino può significare mancata iscrizione, oppure prestazione insufficiente per essere annunciata.
Anche la selettività merita qualche conto. Su mille campioni dichiarati, nel 2026 vengono assegnati 156 ori e 237 argenti: il 39,3% degli iscritti. Altri 322 vini, secondo gli organizzatori, avrebbero meritato un ipotetico bronzo. Includendoli, si arriverebbe al 71,5%.
Il sito critica altri concorsi proprio per l’elevata percentuale di vincitori ottenuta includendo bronzi e menzioni. Perché, dunque, prendersi la briga di comunicare la quota dei potenziali bronzi? Soglie e partecipanti possono differire, quindi le percentuali impediscono confronti automatici. Mostrano però quanto pesi la scelta di rendere pubblici soltanto alcuni livelli del giudizio.
PRODUTTORE DELL’ANNO E NUMERO DI ISCRIZIONI
Ferrari conquista il titolo di Sparkling Wine Producer of the Year con nove ori. Il criterio ufficiale è il maggior numero assoluto di medaglie d’oro. Il premio valorizza una gamma capace di esprimere numerosi campioni eccellenti. Dunque, è direttamente condizionato dell’ampiezza della partecipazione: più cuvée, annate e formati vengono iscritti, maggiori sono le opportunità di accumulare risultati.
La quota ordinaria 2026 è di 169 sterline per vino, ridotta a 149 per le iscrizioni anticipate. Occorre spedire quattro bottiglie per campione, anche per i grandi formati; sono previsti sconti per iscrizioni multiple e cumulative. La disponibilità economica e di prodotto entra quindi nelle possibilità di competere con una gamma estesa.
Il valore promozionale di quei marchi rende decisivo il controllo sul loro uso: quali indicazioni devono accompagnarli nelle newsletter, nei cataloghi e sulle bottiglie? E quali verifiche assicurano che formato, annata e categoria rimangano riconoscibili anche dopo la premiazione?







