IN BREVE
- Juri Leo, della Delegazione FISAR di San Donà di Piave, è stato premiato come Miglior Sommelier FISAR 2026 durante la Cena di Gala del 54° Congresso Nazionale.
- La finale del Premio Rastal ha visto dieci sommelier competere in gestione della sala, presentazione del vino e degustazioni alla cieca.
- Il presidente FISAR, Roberto Donadini, ha sottolineato l’importanza della comunicazione insieme alle competenze tecniche per i sommelier.
- La formazione rimane al centro della Federazione, ma deve integrarsi con la comunicazione per attrarre nuovi appassionati di vino.
- Il concorso mette in evidenza il valore della figura professionale del sommelier che unisce conoscenza, servizio e capacità di interazione con il pubblico.
Juri Leo, della Delegazione FISAR di San Donà di Piave, è il Miglior Sommelier FISAR 2026. Il Premio Rastal gli è stato assegnato sabato 24 ottobre, durante la Cena di Gala del 54° Congresso Nazionale della Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori. La finale ha coinvolto dieci sommelier provenienti da tutta Italia. Sul podio, alle spalle di Leo, sono saliti Daniele D’Angelo, della Delegazione di Firenze, ed Elena Pagano, della Delegazione di Catania.
LA FINALE DEL PREMIO RASTAL
La competizione ha messo alla prova i dieci finalisti su tre ambiti: gestione della sala, presentazione di un vino davanti al pubblico e due degustazioni alla cieca. La premiazione è stata affidata a Roberto Donadini, presidente nazionale FISAR, e a Pierdario Fasciano, Miglior Sommelier FISAR 2025. La consegna del trofeo ha rappresentato un passaggio di testimone tra il vincitore della precedente edizione e il nuovo campione.
Questi i dieci finalisti, in ordine alfabetico: Michele Castellini (Delegazione di Treviso), Daniele D’Angelo (Delegazione di Firenze), Juri Leo (Delegazione di San Donà di Piave), Francesco Mollica (Delegazione di Reggio Calabria), Elena Pagano (Delegazione di Catania), Massimiliano Porri (Delegazione di Pavia), Rosanna Reale (Delegazione di Reggio Calabria), Simone Ricci (Delegazione di Firenze), Luca Signorini (Delegazione di Firenze) e Manola Zanet (Delegazione di San Donà di Piave).
FISAR, FORMAZIONE E COMUNICAZIONE DEL VINO
Il presidente nazionale Roberto Donadini ha sottolineato il ruolo della comunicazione nella professione del sommelier, accanto alle competenze tecniche e al servizio in sala.
«Juri ha vinto una finale in cui non bastava conoscere il vino – ha dichiarato Donadini -. Bisognava servirlo bene e saperlo raccontare a chi ascoltava. È il sommelier che vogliamo formare. La formazione resta il cuore della Federazione, ma oggi deve camminare insieme alla comunicazione. Il vino si capisce quando qualcuno lo sa raccontare con parole semplici, senza tecnicismi che allontanano, soprattutto le ragazze e i ragazzi che si avvicinano per la prima volta. Un sommelier che sa comunicare porta valore in sala, nelle cantine e nei territori. Il concorso lo dimostra ogni anno: a Juri, a Daniele e a Elena va il grazie di tutta la FISAR».
Il concorso nazionale conferma così l’attenzione della Federazione per una figura professionale in cui conoscenza del vino, capacità di servizio e comunicazione concorrono alla relazione con il pubblico.






