Vendemmia 2026, Brachetto d’Acqui Docg in anticipo raccolta entro metà agosto

Vendemmia 2026, Brachetto d’Acqui Docg in anticipo: raccolta entro metà agosto

IN BREVE
  • La vendemmia 2026 del Brachetto d’Acqui Docg inizierà ad agosto, con miglioramenti qualitativi rispetto al 2025.
  • Le condizioni climatiche favorevoli hanno limitato le malattie come oidio e tignoletta, favorendo grappoli sani.
  • La buona fertilità delle uve garantisce un potenziale di qualità, ma l’impatto del clima di agosto rimane incerto.
  • Il cambiamento climatico rappresenta una sfida per la viticoltura del Monferrato, richiedendo una gestione attenta dei vigneti.
  • Le escursioni termiche nel territorio dell’Alto Monferrato favoriscono lo sviluppo aromatico del Brachetto.

La vendemmia 2026 del Brachetto d’Acqui Docg dovrebbe iniziare entro la prima metà di agosto, con circa una settimana di anticipo rispetto al 2025. Le prospettive qualitative sono positive, grazie al buono stato fitosanitario dei vigneti e alla limitata pressione delle principali avversità della vite. Le temperature elevate e la scarsità di precipitazioni impongono tuttavia cautela sulle quantità finali.

L’annata è stata caratterizzata da un risveglio vegetativo precoce, favorito dal caldo registrato già nel mese di aprile. Le riserve idriche accumulate durante l’inverno hanno sostenuto la prima fase di crescita, mentre le precipitazioni di maggio hanno contribuito a mantenere l’equilibrio vegetativo e produttivo delle piante.

Secondo le rilevazioni dell’agronomo Daniele Eberle, le piogge primaverili hanno provocato soltanto sporadiche infezioni primarie di peronospora, senza conseguenze rilevanti sulla produzione. Anche la fioritura e l’allegagione si sono svolte regolarmente e in anticipo.

OIDIO E TIGNOLETTA SOTTO CONTROLLO

Il caldo persistente e le scarse precipitazioni di giugno e luglio hanno limitato lo sviluppo dei principali patogeni. Gli attacchi di oidio sui grappoli sono risultati trascurabili. Molto contenuta anche la presenza della tignoletta della vite, che nel 2025 aveva causato problemi in alcune zone.

«Lo stato fitosanitario dei vigneti è molto buono. Oidio e tignoletta hanno avuto un impatto minimo e oggi possiamo osservare grappoli sani e ben formati», spiega Eberle.

L’assenza di piogge significative dall’inizio di giugno non ha finora provocato problemi diffusi. I sintomi di stress idrico si concentrano soprattutto nei terreni più superficiali e nei vigneti giovani, maggiormente esposti agli effetti delle alte temperature e della ridotta disponibilità d’acqua.

INVAIATURA PRECOCE NEI VIGNETI DI BRACHETTO

L’invaiatura è già in corso e procede rapidamente. A favorirla sono le temperature elevate durante il giorno e le escursioni termiche notturne, importanti anche per lo sviluppo del patrimonio aromatico del Brachetto.

«L’inizio dell’invaiatura è in anticipo anche rispetto alle annate precoci», sottolinea l’agronomo. Se le condizioni climatiche resteranno favorevoli, la raccolta dovrebbe cominciare circa sette giorni prima rispetto alla vendemmia 2025.

Le rilevazioni indicano una buona fertilità e un’allegagione regolare. Il livello qualitativo delle uve appare quindi promettente, mentre il volume definitivo della produzione dipenderà dall’andamento meteorologico di agosto. Eventuali nuove ondate di calore potrebbero infatti ridurre il peso e le dimensioni dei grappoli.

CAMBIAMENTO CLIMATICO, LA SFIDA PER IL MONFERRATO

Anche Paolo Ricagno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui, invita a mantenere prudenza in attesa delle prossime settimane.

«L’annata 2026 conferma come il cambiamento climatico rappresenti una delle principali sfide per la viticoltura del Monferrato», afferma Ricagno. «Al momento i vigneti presentano uno stato fitosanitario generalmente buono, ma sarà l’andamento climatico tra luglio e agosto a definire il potenziale produttivo e qualitativo della vendemmia».

La risposta alle condizioni sempre più estreme dipenderà dalla capacità di adattamento del Brachetto e dal lavoro agronomico svolto dai produttori. La gestione del suolo e della chioma assume un’importanza crescente soprattutto nei vigneti più giovani e negli appezzamenti con minore capacità di trattenere l’acqua.

BRACHETTO D’ACQUI TRA ASTI E ALESSANDRIA

La zona di produzione del Brachetto d’Acqui Docg si estende tra le province di Asti e Alessandria, nel territorio dell’Alto Monferrato. I vigneti crescono prevalentemente su colline ventilate e su terreni calcarei di origine marina.

Le escursioni termiche favoriscono la formazione del corredo aromatico caratteristico del vitigno. Condizioni territoriali che, insieme all’esperienza dei viticoltori, stanno contribuendo a preservare l’equilibrio delle uve anche in una stagione segnata da temperature elevate e precipitazioni estive molto limitate.

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