IN BREVE
- Barolo en primeur 2026 valorizza il Nebbiolo delle Langhe e promuove solidarietà attraverso un’asta benefica.
- Le barrique sono vinificate separatamente dalla Vigna Gustava, seguendo differenze interne al vigneto per ottenere vini unici.
- Il 2025 si presenta come un’annata equilibrata, con vini freschi, aromatici e strutturati.
- I campionamenti dei lotti 2023-2025 evidenziano la costanza e complessità delle viti storiche, confermando l’identità della Vigna Gustava.
- Il progetto unisce cultura enologica e filantropia, creando una piattaforma trasparente per cause sociali e un laboratorio per studenti.
Barolo en primeur 2026 arriva alla sesta edizione confermando la doppia natura del progetto: valorizzare il Nebbiolo delle Langhe attraverso la lettura parcellare della Vigna Gustava e trasformare il grande vino piemontese in uno strumento concreto di solidarietà. L’asta benefica, nata nel 2021 dalla collaborazione tra Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione CRC Donare ETS e Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, si svolgerà il 23 ottobre 2026 al Castello di Grinzane Cavour, in collegamento con Londra e New York.
Le barrique battute all’asta provengono sin dagli esordi dalla Vigna Gustava, ai piedi del castello. Sono vinificate separatamente sotto la guida dell’enologo Donato Lanati e del laboratorio Enosis Meraviglia, con l’obiettivo di leggere le differenze interne al vigneto: esposizione, altitudine, età delle viti, profondità dei suoli e materiale vegetale. Ogni lotto sostiene una diversa attività sociale o benefica, anche grazie a bottiglie vestite con etichette d’autore.
VIGNA GUSTAVA, UN CRU DI ELEGANZA
Il punto più interessante della degustazione tecnica 2026 è la conferma della Vigna Gustava come cru vero e proprio. Il vigneto, acquisito dalla Fondazione CRC nel 2019, si trova davanti al Castello di Grinzane Cavour, su pendenze importanti, con inclinazione media del 35-40%.
I suoli sono quelli delle Marne di Sant’Agata Fossili, con matrice argilloso-siltosa, componente carbonatica e presenza di limo, argilla, calcio, magnesio e potassio. La parcellizzazione operata sulla vigna ha individuato sei aree distinte, con profondità del substrato marnoso variabile. È uno degli elementi che spiega la capacità della vigna di reagire in modo diverso alle annate, attenuando gli estremi climatici senza perdere identità.
Il confronto tra 2023, 2024 e 2025, andato in scena il 26 giugno nella sala degustazione di Enosis Meraviglia, lo rende evidente. Nel 2023, annata calda, la Vigna Gustava non ha prodotto vini pesanti, ma campioni in cui acidità e tannino hanno continuato a sostenere il frutto. Nel 2024, segnato dalle piogge e da una certa diluizione, i migliori lotti hanno comunque mantenuto eleganza, florealità e tensione. Il 2025, invece, appare come l’annata più completa del trittico: regolare, leggibile, fresca, capace di unire polpa e slancio.
IL 2025: FRESCHEZZA, TENSIONE, NITIDEZZA
Il ciclo vegetativo 2025 è stato scandito da alternanza di caldo e precipitazioni, senza shock significativi. Il Nebbiolo è stato raccolto il 29 settembre, in una data coerente con la tradizione del vitigno, con tutte le parcelle vendemmiate nello stesso giorno.
In cantina le micro-vinificazioni hanno previsto circa dieci giorni di contatto sulle bucce. Dopo una prima fase senza interventi, sono stati effettuati pochi rimontaggi mirati e due délestage. L’affinamento proseguirà in barrique, con imbottigliamento previsto dopo tre anni.
Il risultato, oggi, non è un Barolo muscolare. La 2025 della Vigna Gustava parla soprattutto di freschezza e pulizia aromatica. I nasi delle varie parcelle sono tra i più convincenti della verticale: floreali, agrumati, balsamici, con frutto nitido e tannini vivi ma ben sostenuti dalla materia.
LE VECCHIE VITI FANNO LA DIFFERENZA
Il dato più chiaro della degustazione è la costanza delle viti storiche. Nel 2023, nel 2024 e nel 2025 sono sempre loro a dare i campioni più complessi e risolti. Non necessariamente i più potenti, ma quelli più capaci di tenere insieme dettaglio aromatico, profondità e progressione gustativa.
È qui che la Vigna Gustava mostra la sua identità più convincente. Non un Nebbiolo costruito sulla larghezza, ma su una trama fine, verticale, territoriale. La parte più bassa e più calda della collina restituisce vini più accessibili, con tannini setosi e profumi aperti. Le zone centrali giocano sui contrasti, tra freschezza e maggiore materia. Le vecchie vigne, invece, danno autorevolezza senza perdere misura.
IL VALORE DEL PROGETTO
«Con la sesta edizione di Barolo en primeur confermiamo la solidità di un progetto nato con l’ambizione di unire la cultura enologica alla filantropia», sottolinea Giuliano Viglione, presidente di Fondazione CRC Donare. «Il progetto – aggiunge – ha costruito una piattaforma di solidarietà trasparente e credibile, capace di sostenere cause sociali e di offrire anche un laboratorio didattico agli studenti della Scuola Enologica di Alba».
Per Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, il 2025 indica una possibile rotta per le Langhe: un Nebbiolo di pulizia, freschezza e tensione, in grado di rispondere a un pubblico che cerca vini meno costruiti e più leggibili. Barolo en primeur 2026, così, non è solo un’asta benefica. È anche un laboratorio tecnico e comunicativo, utile a ribadire che il valore del Barolo nasce dalla somma di territorio, conoscenza e capacità di fare sistema.






