Wine Vision by Open Balkan 2025: Vinitaly brinda primato Made in Italy

La presenza italiana a Wine Vision by Open Balkan 2025 si consolida con “Area Italia”, lo spazio espositivo curato da Vinitaly e ITA – Italian Trade Agency alla manifestazione di Belgrado, in programma dal 22 al 25 novembre. Per la terza volta, la collettiva porta in scena il vino italiano nel principale appuntamento del Sud-Est Europa. Sono 66 le aziende presenti, in rappresentanza di 13 regioni. Un numero che conferma la coesione del sistema vino tricolore su un mercato – quello dei Balcani e dell’Europa centro-orientale – in controtendenza rispetto ai trend globali. Negli ultimi cinque anni, le importazioni di vino nell’area hanno superato i 660 milioni di euro, registrando un +50% tra il 2019 e il 2024.

WINE VISION BY OPEN BALKAN: ITALIA IN MASSA A BELGRADO

Secondo il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini, la partecipazione italiana a Belgrado è «una continuità naturale nel percorso di apertura e dialogo che Vinitaly porta avanti nel mondo». Rebughini ha sottolineato come l’obiettivo sia «essere al fianco dei produttori italiani aiutandoli a incontrare mercati vivaci, curiosi e sempre più ricettivi verso la qualità del vino italiano».

Il manager ha evidenziato anche la vitalità dell’area balcanica e centro-orientale, dove cresce l’interesse per la cultura enologica italiana e per la capacità dei territori di «raccontare storie uniche attraverso il calice». Una scelta, quella della collettiva, orientata a una rappresentanza «ampia e diversificata», con masterclass pensate per valorizzare l’identità del patrimonio vitivinicolo italiano.

MASTERCLASS E DEGUSTAZIONI

Il programma prevede sei degustazioni guidate dal presidente della Serbian Sommelier Association (SERSA), Dejan Živkoski. Si parte sabato 22 novembre alle ore 13, in “Area Italia”, con un focus sui vini rossi “bold and powerful”. Domenica 23 novembre, alla stessa ora, spazio ai bianchi autoctoni con “Our heritage indigenous whites”. Lunedì 24 novembre (ore 13) l’attenzione torna ai rossi, con l’excursus “The soul of two lands” tra Valpolicella e Puglia. L’ultima giornata, martedì 25 novembre (ore 13), è dedicata agli sparkling con “Conquering the world: Italian bubbles”.

Due gli appuntamenti a cura del Friuli-Venezia Giulia: “A terroir you can taste” (23 novembre, ore 15) e “A region in motion” (24 novembre, ore 15). Tra le regioni più rappresentate figurano Veneto e Friuli-Venezia Giulia, seguite da Piemonte e Toscana.

EXPORT: BALCANI E EUROPA CENTRO-ORIENTALE TRA I MERCATI PIÙ DINAMICI

I dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly mostrano come l’aggregato di Europa centro-orientale e Balcani (Austria, Slovacchia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Ungheria, Albania, Montenegro, Macedonia) sia oggi una delle aree più dinamiche per il vino italiano. Tra il 2019 e il 2024, la crescita è stata del 52%, con una quota a valore superiore a un terzo del mercato complessivo. L’Italia è primo fornitore in sette degli undici Paesi analizzati: Albania (66%), Austria (44%), Croazia (24%), Montenegro (26%), Slovacchia (27%), Slovenia e Ungheria (29%).

Nel primo semestre dell’anno l’Italia ha esportato verso l’area 44,5 milioni di litri per un valore di 131 milioni di euro (-2,5%). In positivo Bulgaria, Croazia, Ungheria, Montenegro, Slovenia e Bosnia-Erzegovina. In calo Austria, Slovacchia, Albania, Serbia e Macedonia. La categoria più esportata è quella dei vini fermi e frizzanti confezionati, con il 53% della quota, seguita dagli spumanti (37%) e dallo sfuso (10%).

Wine Vision by Open Balkan 2025: Vinitaly brinda primato Made in Italy.

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