IN BREVE
- La vendemmia 2025 in Trentino ha prodotto oltre 1,1 milioni di quintali di uva, con un incremento dell’11% rispetto al 2024.
- Il cambiamento climatico ha influenzato negativamente la sanità delle uve, portando a una diffusione di marciumi durante la raccolta.
- Progetti come IRRITRE aiutano nel monitoraggio dei fabbisogni irrigui, fondamentali in un anno con condizioni meteorologiche estreme.
- Le varietà rosse hanno raggiunto risultati soddisfacenti nonostante un calendario di raccolta anticipato, grazie a una buona gestione in cantina.
- Evidenziati gli effetti positivi della stagione su Chardonnay, con equilibrio tra zuccheri, acidità e buone espressioni sensoriali.
La vendemmia 2025 in provincia di Trento chiude con oltre 1,1 milioni di quintali di uva e un +11% rispetto al 2024. Un risultato produttivo in linea con la media dell’ultimo decennio, nonostante un andamento climatico complesso che ha inciso sulla sanità delle uve e imposto scelte rapide in vigneto.
Il bilancio dell’annata vitivinicola è stato tracciato alla Fondazione Edmund Mach (FEM), in occasione della 18esima Giornata tecnica della vite e del vino. Al centro dell’incontro anche un tema sempre più rilevante: la gestione dell’integrità e della sanità delle uve durante la maturazione, in relazione agli effetti del cambiamento climatico.
Secondo i dati del Consorzio Vini del Trentino, la produzione si è attestata a 1.131.393 quintali, segnando un recupero rispetto al 2024, annata di scarsa produzione.
ANDAMENTO METEOROLOGICO E IMPATTO SULLA VITE
Il 2025 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche opposte rispetto all’anno precedente. A un giugno caldo e siccitoso è seguito un periodo eccezionalmente freddo e piovoso. Durante la vendemmia, piogge intense e temperature sopra la media hanno favorito la diffusione dei marciumi, costringendo in diversi casi ad anticipare e concentrare la raccolta in poche giornate utili.
Le condizioni hanno influito anche sui fabbisogni irrigui, rendendo necessario un monitoraggio basato sull’integrazione tra modelli previsionali e misure dirette. In questo contesto si inserisce il progetto IRRITRE, promosso e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento per il monitoraggio dei volumi irrigui nei consorzi locali.
La stagione sarà ricordata per l’importante diffusione dei marciumi dei grappoli. La pressione della peronospora è stata di media entità nella maggior parte degli areali, senza infezioni significative di oidio. Il monitoraggio della fitoplasmosi indica una situazione stabile rispetto al 2024, con un’incidenza media dello 0,4%, così come le catture di Scaphoideus titanus. Sono stati tuttavia individuati focolai di flavescenza dorata in vigneti trascurati o mal gestiti.
TEROLDEGO E CAMBIAMENTO CLIMATICO
Durante l’incontro, moderato da Alberto Gelmetti, si è discusso delle esperienze di campo sul Teroldego, presentate da Roberto Lucin (FEM) e Paolo Molinari (Cavit). L’aumento delle temperature medie ha determinato negli ultimi quindici anni un anticipo delle fasi fenologiche di questa varietà a maturazione medio-tardiva.
Nelle ultime annate, l’anticipo fenologico combinato con piogge intense e temperature elevate nella fase pre-vendemmiale ha favorito problemi sanitari delle uve, legati al cedimento delle bucce e all’insorgenza di marciumi e botrite. Nel 2025 il fenomeno è stato particolarmente grave e diffuso, imponendo l’anticipo e l’accelerazione delle vendemmie, soprattutto per le varietà medio-tardive. Per contenere le criticità sono state testate strategie di difesa con sostanze mirate a migliorare la resistenza del grappolo ai marciumi.
ANTIBOTRITICI E BIOLOGICALS A CONFRONTO
Christian Roschatt, del Centro di Sperimentazione Laimburg, ha illustrato prove di confronto tra antibotritici di sintesi e prodotti a base di sostanze attive di origine naturale su Chardonnay. Le prove, condotte negli ultimi anni, hanno valutato l’efficacia dei diversi prodotti. Sugli antibotritici di sintesi sono state effettuate analisi per determinare i residui sull’uva. Le abbondanti precipitazioni tra agosto e settembre 2025 hanno causato forti attacchi di botrite anche nei vigneti dell’Alto Adige, confermando la centralità del tema della difesa fitosanitaria in annate caratterizzate da elevata pressione climatica.
FITOSANITARI E TUTELA DELLE ACQUE
Spazio anche ai trattamenti fitosanitari. Daniel Bondesan (Centro Trasferimento Tecnologico FEM) ha evidenziato l’importanza della corretta pulizia dell’atomizzatore e della scelta di luoghi idonei per il lavaggio. Illustrando le alternative al lavaggio in campo e le pratiche di distribuzione innovative in studio presso la FEM.
Il Consorzio Trentino di Bonifica, con Michele Bernabè, ha presentato le esperienze di Lavis e Mezzocorona nella realizzazione di impianti collettivi per il lavaggio degli atomizzatori. Le fasi successive ai trattamenti, come caricamento e lavaggio delle attrezzature, rappresentano una delle principali fonti di potenziale inquinamento puntuale delle acque.
QUALITÀ DELLE UVE E PROSPETTIVE ENOLOGICHE
Dal punto di vista enologico, secondo Mario Malacarne e Federico Bruni del Centro Trasferimento Tecnologico FEM, l’annata può essere valutata positivamente per lo Chardonnay. Sia base spumante sia vino fermo. Le uve hanno mostrato equilibrio tra contenuto zuccherino, acidità e pH, con buona espressione sensoriale nei vini.
Le varietà bianche aromatiche e semi-aromatiche, così come il Pinot grigio, hanno risentito maggiormente dell’andamento meteorologico della seconda metà di agosto. Le varietà rosse, nonostante un calendario di raccolta anticipato, grazie alla gestione tecnica in cantina hanno dato origine a vini freschi e fruttati.
In apertura dei lavori, Maurizio Bottura, sostituto direttore generale FEM, ha ricordato: «Si tratta del secondo appuntamento di un programma articolato in cinque giornate tecniche durante le quali i tecnici del Centro Trasferimento Tecnologico, insieme a relatori esterni invitati per l’occasione, condividono con gli operatori le conoscenze e le esperienze maturate nel corso dell’ultimo anno di attività». Bottura ha inoltre ringraziato l’UMST Agricoltura e il Servizio Agricoltura della Provincia autonoma di Trento per il finanziamento del programma dedicato alla flavescenza dorata.






