Tre vini eterni, come la fama del loro padre e inventore. È morto venerdì notte a San Casciano Val di Pesa, in provincia di Firenze, il più noto fra gli enologi italiani: Giacomo Tachis. Malato da tempo, lascia la famiglia a 82 anni, a poco più di 6 anni dall’interruzione dell’attività lavorativa. I funerali sono stati celebrati oggi pomeriggio alle 15, nella chiesa di Santa Maria ad Argiano San Casciano. Di origini piemontesi, l’enologo Tachis è toscano d’adozione. Sarà ricordato per Sassicaia Bolgheri Solaia e Tignanello, vini unici prodotti nella zona del Chianti.
Sulla scomparsa di Tachis è intervenuto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina: “Il mondo del vino perde uno dei suoi più importanti maestri, protagonista indiscusso del rinascimento del vino italiano. Ha saputo reinterpretare il ruolo stesso dell’enologo. Un uomo di grandissima cultura che ha fatto della qualità una pratica quotidiana, diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni di enologi. Se oggi il vino italiano è riuscito a raggiungere certi traguardi – ha aggiunto Martina – è anche per merito di uomini come Giacomo Tachis e Luigi Veronelli che, in anni duri, hanno saputo accompagnare il rilancio di questo settore. Dobbiamo fare in modo che la loro eredità possa essere uno stimolo a fare sempre meglio”.







