Prosecco Rosé, il Consorzio ha deciso: si farà dal 2020

Ok alla modifica al disciplinare. Venti milioni di bottiglie stimate

Il Prosecco Rosé si farà, a partire dal 2020. Lo ha deciso il Consorzio del Prosecco Doc, al termine di un percorso durato anni. Alla tradizionale Glera sarà affiancato il Pinot Nero, che consentirà di ottenere il colore rosato.

Si chiamerà “Prosecco spumante Rosé millesimato” e potrà contenere dal 10 al 15% di Pinot Nero. Un vino che molti produttori della Denominazione hanno già in carta, pur non potendolo chiamare “Prosecco”. Secondo le stime del Consorzio, il Prosecco Rosé resterà comunque una “nicchia”.

Si parla di 20 milioni di bottiglie, che andranno a sommarsi ai 480 milioni di bottiglie di Prosecco Doc “tradizionale” stimati per il 2019. Al momento i Consorzi delle due Docg del Prosecco Superiore (Conegliano Valdobbiadene e Asolo) non aderiscono al progetto.

Con questa mossa, il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc ovvierà al problema delle tante etichette di spumanti Rosé spacciati per Prosecco, soprattutto negli Usa. Nel giugno 2017, lo stesso presidente Stefano Zanette interveniva sul tema in un’intervista esclusiva rilasciata a Vinialsupermercato.it.

“Tutti i tentativi di contraffazione rientrano tra i comportamenti lesivi della nostra Denominazione e come tali vanno condannati. Il ‘Prosecco Rosè’ rientra fra le tante segnalazioni che continuamente giungono in Consorzio”.

Tra queste aveva fatto scalpore la presenza di un Prosecco Rosé sulla carta dei vini del ristorante Ricci Milano, di proprietà di Belen e Bastianich. “Solo nell’ultimo anno – precisava Zanette – abbiamo intercettato oltre 500 tentativi di contraffazione”.

L’overbranding del Prosecco – aggiungeva Luca Giavi, direttore generale del Consorzio Prosecco Doc – porta a identificare con la nostra Denominazione l’intera categoria ‘spumanti’. Ritengo che tante volte si tratti di un problema di ignoranza delle regole, piuttosto che di malafede. Infatti, casi come questi, all’estero sono decisamente più diffusi”.

Un fronte sul quale il Consorzio trevigiano si è dato un gran da fare, negli ultimi anni. “Abbiamo più volte richiamato l’attenzione dei rappresentanti di categoria di esercenti e commercianti sul tema del corretto utilizzo delle indicazioni geografiche – evidenziava Giavi – ma c’è ancora molto da fare. Stiamo mettendo a punto diversi progetti in tal senso”. Eccone uno, concreto: il Prosecco Rosé è realtà.

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